La strategia di imposizione delle Lgbt

L’affermazione del credo arcobaleno in quasi tutto il mondo è il risultato di una precisa strategia che consiste nel far passare una persona omosessuale o transessuale in una vittima del pregiudizio altrui. Il rifiuto dell’omosessualità viene visto come manifestazione denigratoria e, quindi, meritevole di biasimo sociale.

L’omosessualità che un tempo era condannata perché considerata una deriva morale, al giorno d’oggi è diventata una condizione normale dal punto di vista sociale, tanto che l’uomo gay o la donna lesbica vengono difesi come se fossero una categoria protetta, dei rifugiati sociali. In questo scenario non proprio idilliaco, succede che i singoli e rari casi di discriminazione contro gli omosessuali vengono subito ingigantiti dai media, così da veicolare il messaggio che la cosiddetta omofobia è un’emergenza nazionale da affrontare per numero di casi e per gravità.

Una delle strategia che i gruppi Lgbt usano per diffondere l’omosessualità è zittire le voci contrarie, mettere alla berlina quanti osano affermare che la conservazione del genere umano passa per un rapporto tra uomo e donna, e non tra uomo e uomo o tra donna e donna. Una tattica che somiglia molto a quella del razzismo e della misoginia. Come nel primo caso una critica contro l’immigrazione viene dipinta come razzismo e una critica contro il femminismo viene bollata come misoginia, il ripudiare l’omosessualità viene etichettata come omofobia.

In questo contesto di mutamenti sociali fatti passare per progresso civile, siamo giunti al punto in cui l’omosessualità viene imposta con le buone o con le cattive. Se con le buone non ti pieghi alle istanze arcobaleno, allora scattano le azioni ostili che possono consistere nella violenza fisica perpetrata a danno di manifestanti a difesa della famiglia o di centri pro-famiglia. Oppure nella persecuzione giudiziaria tramite il reato di omofobia o, laddove non esistesse questo reato, tramite i reati di diffamazione, un escamotage legale, quest’ultimo, sempre valido per censurare la libertà di pensiero e di critica. Cosicché un eterosessuale si trova nella condizione di non tollerare passivamente le istanze delle Lgbt per timore di rappresaglie di tipo giudiziario.

Ma se queste tattiche funzionano alla grande, quello che sta riuscendo meglio all’agenda arcobaleno è l’occupazione di tutti i settori della vita pubblica. La politica, le università, il cinema, la musica, la televisione, i media, i social sono tutti compatti usati per propagandare l’agenda arcobaleno. L’irruzione peggiore riguarda la scuola che con la scusa dell’educazione sessuale ed affettiva si insegna che l’omosessualità è un orientamento naturale, che le identità sessuali sono tante quante le stelle nel cielo e che si può nascere in un corpo sbagliato.

Mario Barbato

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