La tecnologia digitale di oggi adempie l’apocalisse?

Mentre le nuove tecnologie digitali avanzano velocemente, tanto da fare ormai parte integrante di ampi settori della vita quotidiana, il riconoscimento biometrico arriva anche nel pubblico impiego italiano; infatti, grazie all’iniziativa del ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, il DDL Sicurezza approvato lo scorso 25 ottobre prevede all’art. 2 l’introduzione di sistemi di identificazione biometrica e di video sorveglianza, in sostituzione dei sistemi di rilevazione automatica tradizionali.

“Il provvedimento nasce per adeguare l’azione amministrativa alle continue trasformazioni digitali…”, dicono i promotori dell’innovazione tecnologica, ma in realtà si vuole contrastare il fenomeno dell’assenteismo (i c.d. furbetti del cartellino) che tanto scandalo ha creato anche agli occhi di quell’Unione Europea che assume sempre di più i contorni di una potenza governativa unilaterale. Un apposito organismo (Nucleo Concretezza) opererà in sinergia con la Funzione Pubblica per mettere in azione l’innovativo sistema di scansione oculare/facciale o delle impronte della mano, modificando l’attuale metodo di identificazione con tessera magnetica (badge). D’altronde, è risaputo che la tecnologia biometrica offre maggiori vantaggi e una migliore sicurezza, perciò in un momento storico dove le minacce informatiche e lo spionaggio militare mettono a serio rischio i metodi tradizionali di accesso basati su ID utente e password, era più che scontato che questo nuovo meccanismo di monitoraggio ottenesse un’ampia audience anche nel pubblico impiego, malgrado le ovvie critiche dei sindacati che vorrebbero una maggiore tutela della privacy.

Il Mef, Ministero Economia e Finanza, ha subito stanziato un fondo di 35 milioni di euro per il 2019, mentre il Garante della Privacy si è fatto portavoce degli standard di sicurezza dell’Unione Europea onde rafforzare le difese della rete antiterroristica on-line e rendere più efficace la Cybersecurity; non c’è, quindi, da stupirsi se da domani anche i dipendenti statali dovranno adeguarsi alla galoppante tecnologia, visto che sono molteplici le applicazioni delle svariate strumentazioni di identificazione di persone o cose nel mondo: infatti, si spazia dalle boe intelligenti che controllano i parking delle imbarcazioni alle tessere del tifoso per l’accesso negli stadi, dalle tivù Smart che rilevano quanti utenti stanno davanti allo schermo ai manichini dotati di webcam nascoste negli occhi per studiare i gusti della clientela, dai droni per uso militare o per scoprire coltivazioni di marjuana alle assistenti virtuali attive in molti scali aerei che forniscono informazioni ai passeggeri, dai microchip sugli animali (da anni obbligatori in Italia per cani e gatti domestici) ai braccialetti elettronici per alcune categorie di detenuti, dalle case intelligenti ove si accede mediante il riconoscimento del timbro vocale del proprietario agli elettrodomestici che si possono azionare col cellulare. Naturalmente, perché si realizzi quanto predetto in Apocalisse 13,16-18 (faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, fosse impresso sulla loro mano destra o sulla fronte un marchio, in modo che nessuno potesse comprare o vendere), tutti i vari sistemi di payment elettronici esistenti nel mondo devono confluire in un unico mercato dove la compravendita deve avvenire con  moneta virtuale (Bitcoin?), ragion per cui è necessario preparare psicologicamente la massa affinchè la mente umana si integri col mondo della tecnologia: la massiccia rete satellitare che avvolge il globo come una ragnatela (www), l’ampio uso dei vari sistemi di telecomunicazione, la straordinaria gamma di operazioni della rete internet e il grande business dei cellulari cooperano efficacemente per raggiungere questo scopo. Peraltro, se si pensa che una buona parte di transazioni commerciali e bancarie nel mondo sono oggi effettuate mediante sistemi di pagamento elettronico che escludono l’uso del contante, ciò vuol dire che non siamo lontani dall’adempimento del passo profetico anzidetto; e difatti, secondo le stime di Acuity Market Intelligence e di MasterCard Mobile si prevede che  entro il 2022 ci saranno miliardi di transazioni commerciali effettuate con dati biometrici, benchè il riconoscimento facciale sia già diffuso oltre le frontiere di tutto il mondo: quasi cinquemila chioschi di controllo automatizzato per eGate e controllo passaporti sono già attivi in più di 70 Paesi. Inoltre, in Italia dall’anno nuovo cambieranno molte cose per i possessori di carta bancomat, grazie al servizio offerto da Bancomat Spa che permetterà di fare acquisti via internet attraverso il proprio numero di telefono, e incrementare il mercato elettronico negli store o su e-commerce, e ricevere denaro virtuale in tempo reale sullo smartphone. Ciò spiega il perché del crescente uso del telefonino e della martellante pubblicità sugli smartphone sempreppiù sottili e ricchi di applicazioni, per cui non è azzardato affermare che il cellulare è al momento lo strumento tecnologico più utilizzato sul pianeta, quasi un vero e proprio compagno di vita di cui non si può fare a meno.

Ora, se a qualcuno può apparire tutto quanto fantascienza, vorrei ricordare al lettore che nella serie televisiva “Person of Interest (Canale 20 Mediaset), con protagonista l’attore Jim Caveziel (il Cristo di The Passion di Mel Gibson), i sistemi di controllo individuali sono già in atto; infatti, il film ruota attorno ad un team di “vigilanti” che utilizza un apparato di sorveglianza diretto da una Intelligenza Artificiale sensoriale, impegnata a sventare reati e atti della comune delinquenza o di potenti organizzazioni criminali. Gli obiettivi vengono seguiti e spiati costantemente dalle numerose webcam posizionate nei diversi luoghi di ambientazione, e ogni personaggio viene monitorato e individuato attraverso un quadratino virtuale che lo distingue in mezzo alla folla. La Macchina Intelligente del film elabora i dati raccolti in tutto il mondo dagli impianti di sorveglianza pubblici e privati, li analizza elettronicamente per riuscire a prevedere eventuali atti criminosi e li trasferisce agli organi di polizia che li sventano in anticipo. Ma quello che si vede nella serie americana è vicino ad essere introdotto nel nostro paese, grazie allo studio degli Algoritmi: infatti, il Cnr (Consiglio Nazionale della Ricerca) sta per mettere a punto una formula per dotare le forze dell’ordine di un software capace di fiutare un furto o una rapina, intuendo gli spostamenti dei criminali e studiandone i bersagli, anticipando in tal modo le loro mosse.

Questo “cervellone” sfrutterà la mappa di Google e orienterà le volanti laddove si ipotizza un rischio di reato, analogamente a quanto avviene in California dove tale sistema (chiamato Predator) ha già ridotto i crimini del 15%. A sua volta, anche Identix, una società che progetta sistemi di sicurezza, da tempo utilizza un software capace di isolare il volto di una persona in mezzo alla folla, esattamente come si vede nel film di Italia Uno, mentre a Macao le banche usano il riconoscimento facciale per l’accesso agli sportelli bancomat. In Cina, gli attuali sistemi di ricerca possono identificare una persona sospetta in qualunque città in meno di 10 minuti grazie all’ID facciale, e in Germania l’identificazione biometrica è in mano ad un Centro per la Neuroinformatica di Bochum che opera nei centri elaborazione dati degli organismi bancari e del settore ricerca. Sempre per restare in tema di robotica e di cibernetica avanzata, cosa dire del recente esperimento condotto a Roma nel corso del Simposio “Geopolitica Digitale”, al Foro Italico, dove è stato presentato il robot-umanoide Sophie? Ispirato alle fattezze di Hudrey Hepburnm, il robot Sophie, progettato dalla statunitense Hanson Robotics in collaborazione con lo scienziato nipponico Hiroshi Ishiguro, ha “dialogato” e scherzato con il bravo attore italiano Neri Marcorè che gli ha dedicato una canzone.

L’umanoide è dotato di un’intelligenza artificiale unica nel suo genere che lo rende capace di interagire e dialogare con qualsiasi persona, fornendo risposte precise ai suoi interlocutori. Il volto, realizzato in silicone di ultima generazione, sembra perfettamente umano, e i numerosi sensori e micro-motori che si nascondono dietro la maschera gli permettono di emulare ben 62 espressioni facciali oltre che ricordare conversazioni avute in passato, tanto che Sophie può riprendere discorsi interrotti o tralasciare argomenti già affrontati. Pertanto, se Apocalisse 13,16-18 prepara al commercio “obbligato” attraverso il marchio della Bestia, l’umanoide Sophie non rende, forse, realistica la futura immagine della bestia cui verrà dato un “soffio” di vita apparente che ingannerà la terra (versetto 15)?

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com

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