L’amicizia è ancora un valore nell’epoca tecnologica?

Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni. Aristotele

L’amicizia è un’esperienza che almeno una volta abbiamo sperimentato nella vita, e ognuno ha tentato di darne una definizione, spesso semplificandone o ignorandone il valore.

(Psicologia e salute | L’amicizia: un valore da riscoprire di Pasquale Riccardi Anno I, N° 0 Gennaio-Aprile 1997, Nuova Serie). L’amicizia, dal punto di vista socio psicologico, si configura come un particolare stato emotivo ed affettivo intenso, in relazione ad altri simili.
Il sentimento dell’amicizia è stato oggetto di attenzione da parte di poeti, filosofi, psicologi che oltre ad esaltarne il sentimento lo si è studiato come stato salutare di benessere in chi lo sperimenta. Strutturando quel senso di fiducia quando ci si sente afflitti. Nella Bibbia, in Proverbi 17:17 si legge: “L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura.” In Giovanni 15:15: “Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.”

Oggi, parlare di amicizia vuol dire volgere uno sguardo, oltre al nostro mondo interiore, capacità di mostrare empatia, capacità di confronto, maturità relazionale anche a quell’immenso mondo della quotidianità frettolosa, narcisista ed egoista. Caratterizzata dalla sfiducia nel proprio simile e dalla perdita di quei valori essenziali della vita del cristiano: la gratuità. Le relazioni, oggi, sembrano costellata dal senso del dare e avere. Ti concedo la mia amicizia e tu la tua, ed insieme ricaviamo qualcosa. La cultura del “capitalizzarsi” ci ha spinto ad oggettivare i nobili sentimenti per un tornaconto. E’ possibile che il sentimento di amicizia abbia un carattere possessivo. Lo si vede in quelle forme di pseudo amicizie dove l’altro è utilizzato per un tornaconto. Eppure il filosofo Platone avviene attribuisce al sentimento di amicizia il concetto di “benevolenza disinteressata“; sarebbe in effetti, il senso della gratuità.

In una società post moderna, l’amicizia è ancora un valore? In una società del successo, del potere, dell’essere visibili a tutti i costi sui social net, nella cultura del multitasking (elaborare più informazioni contemporaneamente) nella comunicazione sintetica dei vari sms, tvb, xché il valore dell’amicizia ha senso? O forse è ancora attuale Voltaire quando afferma: «l’amicizia è “un tempio ormai poco frequentato». (Voltaire Dizionario filosofico del 1764p.435, Rizzoli, Mi). La nostra è una società dove i paraocchi, un tempo utilizzati per il cavallo onde impedirgli la visuale ed evitare così che, disturbato, si imbizzarriva, oggi, simbolicamente è indossato dagli uomini e l’altro diventa lo straniero, l’estraneo, il pericolo. Quale relazione possibile? Il Significato comune della parola “relazione” è legame di affetto, di amicizia e di amore intercorrente tra due o più persone. La Bibbia evidenzia a più riprese questa relazione “assolutamente indispensabile alla vita, perché senza amici nessuno vorrebbe vivere, pur se ricco di tutti gli altri beni” e il Siracide ne fa un vero e proprio elogio dell’amicizia (6,5-17; cfr. 37,1-6), con il detto: “chi trova un amico, trova un tesoro” (6,14).

A questo punto nasce spontaneo chiedersi: quali sono le caratteristiche di una relazione di amicizia?

– Piacere della compagnia dell’altro/a; l’accettazione incondizionata dell’altro/a con i suoi pregi e difetti; fiducia nel credere al bene dall’altro/a; spontaneità nell’esprimersi senza timore di sentirsi giudicati; ascolto empatico dell’altro/a. Tutto questo ed altro ancora fa parte di quell’immenso mondo che dell’amicizia.

Pasquale Riccardi

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