LAOS: FORTI NONOSTANTE LA PRIGIONE

Saengchan*, Sombaht* e Sithat*, questi i nomi dei tre cristiani laotiani di un villaggio del nord del paese che, a fine 2020, sono stati arrestati per alcuni mesi a causa della loro fede. “Ma ne siamo usciti più forti!” hanno affermato con entusiasmo.

Una testimonianza potente

È stata la loro liberazione dalla dipendenza dall’oppio, a seguito della conversione a Gesù, a portare altre persone del villaggio ad avvicinarsi a Cristo. Sono molti, infatti, coloro che in quella zona fanno uso di questa sostanza. La conversione di altre persone è stata quindi la motivazione dell’arresto.

“Sostenevano che stavamo seguendo una religione straniera e che avevamo fatto arrabbiare gli spiriti”.

La nostra fede è diventata più forte

Nonostante le terribili condizioni della reclusione, “la nostra fede è diventata più forte. Abbiamo pregato Dio costantemente e cercato la Sua presenza più di ogni altra cosa! Dio ci ha prima liberato dai peccati per poi trarci in salvo dalla prigione!”, ha affermato Sombaht.

Anche le loro famiglie hanno dovuto affrontare difficoltà: esclusione, derisione e aggressioni da parte degli altri abitanti del villaggio.

“I miei vicini continuavano a dirmi: ‘Tuo marito non tornerà, è già morto!’”, ha raccontato Paojer*, moglie di Sithat. Ma lei non ha mai dubitato. Quello stesso Dio che aveva guarito suo marito dalla dipendenza lo avrebbe anche fatto uscire dalla prigione, ne era certa. E così è stato.

“Ero fiduciosa che un giorno mio marito sarebbe stato rilasciato. Dio è grande e potente, Lui ha l’ultima parola su ogni cosa!”.

Un aiuto concreto

I nostri partner locali sono ora in contatto regolare con queste famiglie.

“Siamo grati per l’aiuto concreto ricevuto dagli altri cristiani laotiani come anche per il sostegno finanziario e l’incoraggiamento dei nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo!”

Paojer, rafforzata dalla prova, ora prega per la conversione degli altri abitanti del villaggio.

 

*pseudonimi

https://www.porteaperteitalia.org/laos-forti-nonostante-la-prigione/

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