Laos: perseguitati da 8 anni

Tou (pseudonimo) è un cristiano laotiano che da quasi un decennio subisce discriminazione e persecuzione a motivo della sua fede.

“Non ho mai avuto pace nel mio villaggio”, ci ha detto, “le autorità e la comunità locali mi perseguitano perché si oppongono alla mia fede in Gesù”.

È bastata una cerimonia funebre non buddista-animista, a seguito della morte di un cristiano della zona, per suscitare la rabbia della gente del villaggio in cui Tou e la sua famiglia vivono. Nonostante gli avvertimenti ricevuti e le minacce a non celebrare alcuna cerimonia legata a Gesù, Tou e gli altri cristiani hanno perseverato, scatenando l’ira collettiva.

“Il cristianesimo non ha senso e i cristiani sono inutili. I cristiani non hanno alcun valore nemmeno da morti”. Questo il tenore delle grida, accompagnate da botte, verso Tou e gli altri cristiani presenti.

Non è finita qui. Il granaio di Tou è stato dato alle fiammeil suo trattore distrutto e il tetto della sua casa sfondato. Tou si è quindi rivolto al capo del villaggio per far presente l’accaduto, ricevendo in cambio solo disinteresse. Secondo il leader, non ci sono prove sufficienti riguardo la colpevolezza di persone terze.

Anche Manilay (pseudonimo), moglie di Tou, è stata picchiata da un uomo per aver chiesto pubblicamente: “Perché la gente odia i cristiani e perché nessuno ci aiuta?”. Pare inoltre che un vicino di casa che assisteva alla scena abbia urlato: “Picchiala! Colpiscila! Sarebbe bello se morisse!”.

“Vorrei che il governo ci aiutasse e risolvesse questo problema. Subiamo questo tipo di trattamento già da otto anni, ha affermato Tou.

Nell’ultimo periodo, grazie all’aiuto di partner locali, Porte Aperte/Open Doors ha potuto aiutare questa preziosa famiglia e la comunità di cristiani di cui essa fa parte attraverso la fornitura di libri e materiale per la chiesa e per l’alfabetizzazione dei bambini, vittime di discriminazione scolastica a motivo della loro fede.

Alla 19° posizione della World Watch List 2019, il Laos vede i cristiani del Paese regolarmente perseguitati dalle autorità del governo comunista (molto spesso a livello provinciale) e dai membri locali del partito. Vi sono occasioni in cui le autorità cooperano con i capi religiosi (per lo più monaci buddisti) per esercitare pressione sui cristiani. La popolazione locale, specialmente nelle aree rurali, guarda i cristiani con sospetto e talvolta li caccia dai villaggi.

Porte Aperte Italia

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