L’arcobaleno è la bandiera della pace?

Fra tutti i fenomeni colorati che avvengono in cielo, l’arcobaleno è sicuramente uno dei più affascinanti; quest’arco luminoso di sette colori che attraversa il cielo ha ispirato la fantasia di poeti, filosofi e scienziati. L’arcobaleno voluto da Dio quale    simbolo del patto tra Lui e l’umanità  come si legge in Genesi in 9:12-17

 “E Dio disse: Ecco il segno del patto che io do tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni a venire. Io pongo il mio arco nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. E avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al disopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole, e io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente d’ogni carne, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni carne. L’arco dunque sarà nelle nuvole, e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque carne che è sulla terra”. E Dio disse a Noè: “Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni carne che è sulla terra”.

Dio  si serve di due degli elementi della Creazione (la luce e l’acqua) che combinati insieme, in un certo modo e a certe condizioni, danno vita al meraviglioso spettacolo multicolore, ossia la rappresentazione della luce stessa.

Quella luce che rimanda al primo giorno, quando tutto ebbe inizio: “Vi sia la luce”, e luce fu. Dio vide che la luce era buona “ ( Genesi 1:3 )

Può dunque il Signore distruggere ciò che aveva creato buono e molto buono nel caso dell’uomo? Può forse Dio contraddire se stesso e cambiare idea? Certo che no, tuttavia, la bontà della Creazione, non esclude la giustizia divina, Dio non è indifferente al bene e al male.  Nostro Padre non è un dio guerriero che prima crea cose buone e poi dichiara guerra e distrugge, ma un Dio che lascia liberi e che, su questa libertà, esercita giustizia e misericordia in un equilibrio perfetto. Coloro che entrano in comunione con Lui in un’area di salvezza stabiliscono un’alleanza con il Creatore.   Dal punto di vista di Dio, quindi, l’arcobaleno non è un simbolo di pace, ma una conferma della benedizione delle origini, nonostante, nel frattempo, il male abbia fatto il suo ingresso nella Storia e le abbia compromesse. La riconciliazione con Dio è la promessa di una garanzia vitale presente, futura ed eterna, La terra divenendo uno spazio abitabile per la vita terrena, proseguirà fino alla fine dei tempi quando grano e zizzania saranno separati per sempre. In ebraico  Arcobaleno e Arco si indicano con lo stesso termine. Nel mondo antico, l’arcobaleno fu mitizzato come l’arco degli dei.  Infatti, la mitologia nella propria credenza politeista identificò la comparsa dell’arcobaleno, al termine delle piogge violente, come segno di pace fra gli dei che cessando di combattere, deposero l’arco.

Il parallelismo fra l’arcobaleno e la bandiera della pace sono i colori e le loro sequenze. Proviamo a osservare un arcobaleno dopo l’usuale temporale e analizziamo il vero arcobaleno. In natura la sequenza dei SETTE colori dell’arcobaleno sono: rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola e indaco, mentre nella bandiera arcobaleno i colori sono invertiti rispetto alla sequenza. Nell’arcobaleno il rosso si trova in alto. Osservando le leggi della natura e tutta la Creazione l’arcobaleno brilla mettendo in risalto il primo colore in alto, ossia il rosso. Il significato attribuito è che l’uomo senza Dio è niente, perché Dio è il nostro Creatore e a Lui dobbiamo tutto. L’arcobaleno ci dice, con i suoi sette colori, che dobbiamo avere l’umiltà di guardare Dio per sapere dove andare.

Invertire i colori manifesta il significato esoterico: l’uomo non ha bisogno di Dio per vivere, ma può trovare tutte le risorse e le risposte dentro di sé. Quindi oltre ad essere un’offesa alle Leggi di Dio vuole anche essere e rappresentare un vero e proprio programma di vita: lottare contro il Creatore delle Leggi naturali.

Ma chi ha ideato questa ‘bandiera’ e chi ne ha pensato il proprio valore ‘negativo’?

Helena Petrovna Blavatsky nasce nel 1831 nacque di SETTE mesi in Ukraina nel sud della Russia, ad Jekaterinoslav (attuale Dniepropetrovsk), importante porto fluviale sulle rive del Dniepr, il 12 agosto 1831 alle ore 1 e 42 minuti o, secondo il calendario ortodosso allora in uso, nella notte tra il 30 e il 31 luglio. Helena era una bambina eccezionale e già in tenera età era consapevole d’essere diversa da coloro che la circondavano. Il suo possesso di certi poteri psichici sconcertava la sua famiglia ed i suoi amici. Allo stesso tempo insofferente verso qualunque autorità e profondamente sensibile, lei era dotata in molti campi: in quello linguistico, in quello musicale (era, infatti, una pianista di talento), in quello artistico. In età giovanile Helena sentì che era in qualche modo destinata ad una vita di servizio ed era consapevole di possedere una guida ed una protezione speciale. Questa donna divenne una delle più famose occultiste dell’epoca e fondò una società chiamata “Teosofica” che aveva come scopo principale quello di diffondere la magia a tutti i livelli e come scopo secondario quello di cancellare il cristianesimo dalla faccia della terra. Nel 1887 fondò una rivista chiamata Lucifer, nata per diffondere le scienze occulte.

Dal testo del libro “La satanica bandiera della pace, di Carlo Di Pietro, comprendiamo che la Bandiera della Pace sbandierata da atei e credenti, ricchi e poveri, laici e religiosi, sia nata in ambiente teosofico per ispirazione della sua fondatrice. Nella falsa bandiera della pace vi è nascosto l’inganno del vessillo del peccato. La “pace arcobaleno” è di Lucifero! I cristiani  dovrebbero respingere l’uso di  questa bandiera!  E’ noto che il dono della pace è al centro della profezia di Fatima,  in cui la Madonna afferma che il mondo è di fronte a un bivio cruciale:  “Vi sarà pace solo se gli uomini si convertiranno e saranno esaudite le richieste del Cielo”.  Protetti dalla bandiera arcobaleno si giustifica e si diventa accondiscendenti con il proprio peccato, persistendo con esso e pacifisti con Dio, pretendendo una Chiesa buonista e politicamente corretta. Questa è una delle accuse di prostituzione di cui parla la Bibbia circa le infedeltà degli uomini verso Dio!

Dal comunicato dell’Agenzia Fides apprendiamo che il fenomeno del vessillo multicolore  si estende a tal punto che la Chiesa si vede costretta a prendere posizione. La bandiera della pace viene ufficialmente “scomunicata” con un comunicato dell’Agenzia Fides del 20 giugno 2008.

L ’Agenzia, dopo aver fatto notare, le diverse versioni sull’origine della bandiera arcobaleno che ne rendono incerta la paternità, termina: “Al di là di chi sia stato il primo a ostentare tale simbolo resta il fatto incontestabile che si presenta come il più adatto a rappresentare un’idea, oggi molto in voga, secondo la quale non ci sarebbe alcuna verità assoluta: tutte le opinioni hanno la medesima dignità e quindi depenalizzazione dei reati di pedofilia. Arbitrariamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali. La bandiera arcobaleno è una valida sintesi per rappresentare questo sincretismo.

Nello  sconfinato universo dei simboli, l’immagine rappresentata dalla bandiera della pace, adotta  diverse  mutazioni  nella collocazione  delle fasce colorate. La rapida espansione sul territorio, le diverse rivendicazioni di paternità, il carattere emblematico e controverso, e le origini incerte, esibisce  un arcobaleno con la sequenza di colori: rosso, arancione, giallo, verde, violetto, azzurro, blu, (con il rosso nella parte inferiore e il blu in quella superiore) e con la grande scritta pace di colore bianco posta al centro.

Di  stendardi ne esistono differenti  versioni, ad esempio quella dove violetto e azzurro si scambiano la posizione, o quella dove il viola sale di un ulteriore gradino fino a prendere il posto del blu finale. Nella  sostanza il risultato non cambia, la bandiera presenta sempre il rosso nella parte inferiore, il blu/violetto in alto e la scritta “Pace” al centro.

Questa bandiera si diffonde velocemente sul territorio italiano, soprattutto ad opera dei movimenti pacifisti. In Italia la massima popolarità la ottiene a partire dall’anno 2002, grazie alla Campagna Pace da tutti i balconi, promossa e organizzata da padre Alex Zanotelli per manifestare contro la guerra in Iraq. La bandiera fa così la sua apparizione massiccia appesa ai balconi e alle finestre delle case degli italiani, ma anche ai campanili e agli ingressi delle chiese sino a spingersi al loro interno e posizionarsi davanti agli altari quando non anche sopra di essi.

L’arcobaleno del New Age

Fu proprio a partire dalla teosofia che, intorno agli anni ‘20, Alice Bailey,  fondatrice della Scuola Arcana, introdusse l’espressione New Age come oggi lo intendiamo, termine che divenne di uso corrente, negli anni ’40, tra i suoi discepoli. Questo movimento nasceva come scelta all’eredità giudaico-cristiana.  Pur presentandosi pacificamente come un movimento alternativo al cristianesimo, nella pratica manifesta i tratti di una vera e propria opposizione; molte delle componenti che della Nuova Età  sono, esplicitamente anti-cristiane, come anti-cristiano è il significato che assume uno dei propri  simboli principali: l’arcobaleno.

L’arcobaleno del New Age rappresenta la costruzione del ponte fra l’uomo e Lucifero, come afferma Cecilia Gatto Trocchi in un’intervista a Radio Vaticana      del 7 febbraio 2003: “L’arcobaleno, che è il simbolo del New Age, porta dalla terra alla terra, quindi è una rivalutazione delle forze occulte profonde, sessuali, fondamentalmente legate alla figura di Lucifero, che fu  sdoganato  dalla massoneria dei riti e soprattutto dalla teosofia”.

 L’Agenzia Fides dichiara: “ L’arcobaleno rappresenta anche “il passaggio dall’umano verso il super-uomo divino. Sul ponte dell’arcobaleno (nel senso induista: Antahkarana) avviene l’unione di Atman e Brahman, dell’uomo singolo e dell’Energia cosmica (Dio). L’unità quindi è raggiungibile attraverso una sintesi, un’armonia e una tolleranza globale fra le diverse filosofie, ideologie e religioni. Così la pace sarà possibile”. La successione di strisce colorate è il simbolo di un’unione globale della diversità. Oggi, il movimento non è più limitato soprattutto agli adolescenti e agli ambienti della controcultura, come nel caso dei figli dei fiori, ma è diventato cultura dominante arrivando a investire interi settori come la medicina, la scienza, la religione, l’arte fino a provocare un enorme impatto sugli stili di vita delle persone, soprattutto nella società occidentale. All’interno della corrente spiritualista New Age confluisce un po’ di tutto: dottrine e pratiche come la reincarnazione, l’alchimia medievale, l’occultismo, l’astrologia, la divinazione, la mitologia, la chiaroveggenza, i tarocchi, le arti marziali, l’yoga, il buddismo zen, il biofeedback, l’agopuntura,      lo spiritismo, la magia, la pranoterapia, il misticismo, l’ecologia, la cabala, il cristianesimo celtico, la sapienza dei druidi, antiche pratiche egiziane, etc.

Un arcobaleno che  non ha nulla a che vedere con il messaggio cristiano ma   si pone concretamente contro di esso. Lo slogan secondo cui non esiste alcuna verità assoluta,  schematizza lo spiritualismo New Age, in  una “religione” dove tutte le verità sono possibili e ugualmente valide, dove ciascuno può crearsi il proprio mondo e la propria verità.

Tuttavia, se osserviamo l’arcobaleno simbolo del Movimento, vedremo che esso presenta delle differenze rispetto alla bandiera a strisce colorate che ha invaso le case e le Chiese degli italiani. Quello del New Age ha i colori speculari, ovvero, il rosso si trova nella parte superiore e il blu/violetto in quella inferiore.

Pur rimanendo valida la visione dell’Agenzia Fides riguardo al fatto che, simbolicamente, la bandiera arcobaleno si presenti come un’efficace conferma del sincretismo relativista dei nostri tempi, essa, in realtà, proprio a causa di questa disposizione opposta dei colori, potrebbe non derivare direttamente dall’arcobaleno New Age. In sostanza, se la bandiera della pace provenisse da quella dell’Era dell’Acquario, ne dovrebbe riprendere anche la sequenza cromatica (blu in alto-rosso in basso) e non porsi, come invece accade, contro di essa (rosso in alto-blu in basso).

La bandiera Rainbow LGBT

La bandiera del Movimento Lgbt (Lesbico, Gay, Bisessuale, Transgender), così come indicato nel sito internet dell’Arcigay (www.arcigay.it),  inizia la sua derivazione dalla filosofia spiritualista new age che vede l’arcobaleno come simbolo di pace e armonia. Sventolò per la prima volta il 25 giugno 1978 durante l’omosessuale Freedom Day Parade di San Francisco.  L’originale che fu tinta a mano dall’artista californiano Gilbert Baker, al quale era stata commissionata dalla comunità gay locale , in cerca di un simbolo per rappresentarsi. Il drappo originalmente  di  otto strisce colorate orizzontali, furono  ispirate  dal significato che ciascun colore aveva della simbologia new age: dall’alto in basso, rosa, rosso, arancione, giallo, verde, turchese, blu e viola. Il colore rosa rappresenta il sesso, il rosso la vita, l’arancione la guarigione, il giallo il sole, il verde la natura, il turchese l’arte, il blu l’armonia e il viola lo spirito.

In seguito la bandiera subì delle modifiche riducendosi alle attuali sei strisce. Vengono tolti il rosa,  colore del sesso, a causa della difficoltà a reperire la stoffa di quel colore e il blu, tinta di armonia, che la rendeva troppo scura.  La versione definitiva e tuttora universalmente utilizzata dal movimento LGBT mondiale è composta di sei strisce  dall’alto: rossa, arancione, gialla, verde, blu, e viola. I colori sono quindi posizionati in senso inverso rispetto alla bandiera della Pace.

Da alcuni anni Arcigay utilizzano la bandiera rainbow del movimento LGBT come propria  bandiera, apponendo sopra le strisce centrali il logo dell’associazione:  un Pegaso stilizzato verde, grigio e nero su fondo bianco,  coesione con la credenza filosofico-spiritualista new age.                                                                                 La bandiera  conserva la sequenza cromatica (rosso in alto-blu/viola in basso). Un’ulteriore conferma della opinabile origine teosofica e new age.

La bandiera di Bertrand Russel

Tra i possibili padri della bandiera della pace vi è annoverato anche il filosofo, matematico e pubblicista inglese Bertrand Russel (1872 – 1970) che deve la sua fama al premio Nobel per la letteratura ottenuto nel 1950, ma anche al forte impegno antimilitarista e pacifista. Russel, infatti, non si interessa solo di logica e matematica ma anche delle problematiche sociali, politiche e spirituali del tempo.

Il suo impegno civile si concretizza nella partecipazione ai movimenti di emancipazione della società e tramite la promozione dei valori quali la tolleranza, la pace e la libertà. Il matematico-filosofo si fa particolarmente notare in occasione della Campagna per il disarmo nucleare (CND), un’organizzazione fondata a Londra nel 1958; a tale scopo, nel 1963, istituisce la Bertrand Russell Peace Foundation, con l’intento di fermare la corsa agli armamenti. È in occasione delle proteste antinucleari di quegli anni che avrebbe fatto la sua comparsa la bandiera a strisce colorate come simbolo di pace; in particolare durante la grande Marcia pacifista Aldermaston-Londra, organizzata                                                nell’aprile del 1960, che ebbe eco in tutto il mondo.

 La bandiera di Aldo Capitini

Aldo Capitini (Perugia 1899 – 1968) fu filosofo, pedagogista e uomo politico italiano. Pur annoverandosi tra gli oppositori al fascismo non prese parte alla guerra partigiana, a seguito della visione nonviolenta della vita e della politica, che traeva ispirazione dalle teorie di Gandhi.

Dal 1944 promosse numerose iniziative allo scopo di diffondere un umanitarismo pacifista e socialista sia in ambito politico che religioso, due ambienti che riteneva necessitassero di una profonda riforma. Questa sua visione gli valse un progressivo isolamento dal mondo politico e l’opposizione della Chiesa la quale, tramite il Papa Pio XII, mise all’Indice il suo libro Religione aperta.

Vicino alle esperienze di Danilo Dolci e di don Milani, animò centinaia di incontri, seminari e iniziative editoriali; creò diverse organizzazioni a sostegno del pacifismo, della non violenza e dell’obiezione di coscienza; e fu il promotore della Marcia per la Pace Perugia-Assisi che si svolse per la prima volta il 24 settembre 1961.

Fu per questa occasione che Capitini, rimasto positivamente impressionato dalla grande Marcia pacifista inglese, soprattutto per la numerosa partecipazione giovanile, “importò” dall’Inghilterra, quale elemento simbolico di pace, la bandiera a strisce colorate che venne fatta cucire da alcune amiche di Perugia.

l Messaggero in un articolo del 25 settembre di quell’anno:

“ C’erano poi le bandiere, bandiere bellissime, quella della pace composta da sette strisce orizzontali con i colori dell’iride… Non si trovano queste bandiere in commercio e chi ha voluto sventolarne una alla marcia della pace se l’è dovuta confezionare a casa. I sette colori splendevano poi separatamente in altre immense bandiere di seta sulle quali campeggiava la parola “ pace”.

Da allora, l’originale della bandiera, continua a sfilare in tutte le rievocazioni successive. Pur essendo i colori di una tonalità più scura e meno brillante, il vessillo-Capitini ha il rosso in alto e il blu/violetto in basso.

Altre bandiere, altri arcobaleni, altri significati

Ci sono altre ipotesi sull’origine dello stendardo. Qualcuno fa notare che è il simbolo della capitale dell’impero Inca: Cuzco. L’imperatore del tempo lo scelse perché ogni volta che pioveva si formavano in quella valle degli arcobaleni di particolare brillantezza. Altri spiegano che la bandiera è il simbolo del movimento delle cooperative (ICA, International Co-operative Alliance).

Oggettivamente l’arcobaleno è un simbolo bello, che piace e affascina. Non è un fenomeno localizzato, come potrebbe essere un’aurora boreale che si circoscrive alle sole regioni polari. È un fenomeno esteso. Lo si può vedere in cielo ma anche tra gli spruzzi di una cascata. C’è chi lo sceglie giusto per la sua bellezza, come il popolo Inca, e chi lo carica del significato che meglio rappresenta le sue idee. Nel caso citato del Movimento cooperativo le sette bande colorate potrebbero rimandare ai sette principi fissati in origine (1844) dai Pioniers, i tessitori di Rochadale in Gran Bretagna.

Se si va a scavare a fondo, indietro nella storia e tra altri popoli e civiltà, emergono altri utilizzi e significati del fenomeno ottico. Presso alcuni popoli primitivi, ad esempio, esso è concepito come segnale dell’Essere Supremo. Per i Neri del Congo e della Costa d’Avorio rappresenta il ponte tra il cielo e la terra lungo il quale sono discesi i primi uomini; al contrario di quanto pensano Indiani Tlinkit e Hawaiani, qui è il ponte sul quale salgono le anime al cielo. Talvolta è visto come figlio dell’Essere stesso o  come serpente che sta sotto il suo sedile. Per altri  popoli (Ewe e altre tribù africane, Caraibi, varie tribù dell’America Meridionale e dell’Australia) è spesso considerato un demone o una figura divina. Tuttavia , le bandiere di Cuzco e del Movimento Cooperativo, hanno il solito arcobaleno con rosso in alto e blu/violetto in basso.

La bandiera di Tonino Milite

Della nascita di questa bandiera abbiamo modo di conoscere ogni dettaglio,  Tonino Milite racconta come è nata l’idea, qual è il suo significato, il suo fine e come si è sviluppato il progetto.

Nel suo sito internet vi è scritto  : “Nel 1980 decisi di portare mio figlio ad una manifestazione per la Pace che si svolgeva a Milano, in Largo Cairoli. C’erano diversi tipi di bandiere della pace, di differenti parti politiche, non ce ne era una che ci rappresentasse tutti. Così decisi di recuperare la sequenza cromatica dell’arcobaleno per dargli maggior vivacità e un formato diverso, tutto suo…”.

Al ritorno ne discusse con il pittore e designer Bruno Munari del quale è allievo: “Munari è entusiasta, resta il problema della forma. Fedeli al loro estro utopico decidono: di sostituire la forma della bandiera rettangolare. La mattina seguente entrambi  con gli elaborati dei bozzetti, progettano il simbolo trapezio rettangolo, per dare l’idea del movimento, della marcia.                                                             Matteo Bandiera nell’articolo”. L’arcobaleno l’ho inventato io “apparso sul Corriere Sette, del 21 febbraio 2003, scrive: “L’ideatore del vessillo più discusso del momento racconta la sua storia. La bandiera di Tonino Milite ha la forma di trapezio e non di rettangolo, per rendere il senso della marcia e per darle un carattere sovrannazionale, la sequenza rosso in alto, blu/violetto in basso e non contiene nessuna scritta pace”.  Termina l’intervista al pittore su Corriere Sette: “L’unico rammarico di Milite è nella circolazione ‘parallela’ di un’altra bandiera successiva Simile, che io ritengo carina ma concettualmente sbagliata’. Perché? ‘Perché ha colori più forti, e una scritta, pace, che la lega alla nazionalità’. L’’imitazione’ è dell’82, disegnata dalla federazione del Pci di Milano in vista di una manifestazione con Berlinguer. Misero la scritta per via della TV in bianco e nero’”. Milite parla proprio della bandiera di cui stiamo cercando le origini additandola come “imitazione” della propria.

L’appropriazione di paternità della bandiera arcobaleno, da parte di Milite, dà inizio a un acceso dibattito. Da più parti si levano voci che fanno notare al pittore come l’uso dell’arcobaleno in uno stendardo risalga a tempi remoti e che, già molto prima di lui, c’era chi lo aveva pensato come simbolo di pace da sventolare durante le manifestazioni.

La bandiera arcobaleno con la scritta bianca “PACE” bandiera internazionale

La bandiera è stata disegnata nel 1982 dalla Federazione del Partito Comunista Italiano di Milano, in vista di una manifestazione con Enrico Berlinguer. La scritta bianca “Pace” sarebbe stata inserita per via della TV in bianco e nero, visto che i televisori a colori non si erano ancora diffusi su larga scala. Tuttavia, secondo quanto afferma l’onorevole Aldo Giacché e Tonino Milite conferma, già nel 1949 furono prodotte, all’interno dell’Alleanza dei giovani comunisti per la pace, delle bandiere iridate sia con la scritta, che senza.

Ora non ci resta che cercare la conferma visiva per verificare la sequenza delle strisce colorate ma in un mondo in bianco e nero l’operazione non è così semplice. Solo quando si passa al colore, non abbiamo più dubbi. Dietro alla figura di Enrico Berlinguer c’è proprio lei: la bandiera arcobaleno con il rosso in basso, il blu violetto in alto e la scritta “Pace” al centro!  la bandiera comunista, il concetto ce l’ha eccome! Vincolare la pace alle logiche del partito, di quel Partito Comunista che all’epoca ancora filosovietica (il muro di Berlino crollerà otto anni dopo), sebbene ci fosse chi avesse già iniziato a prendere le distanze dalla Russia, ha rigettato la fede in Dio e proclamato la fede nell’uomo.

La bandiera della pace va oltre la sola opposizione concettuale espressa dalle altre, realizzando anche nella grafica la sua avversione. Quell’arcobaleno rovesciato è anche e particolarmente opposizione all’arcobaleno biblico. È una bandiera che al “patto” di Dio, dice “no grazie, facciamo da soli”. L’arcobaleno viene rigettato, rimandato indietro, rispedito al mittente, ribaltato e relegato sullo sfondo. In primo piano c’è la PACE che l’uomo scrive da sé, la pace non come la dà Cristo ma come la dà il mondo, che vede nell’uomo e solo nell’uomo il principio e la fine di tutto: luce a se stesso questa pace autosufficiente come sventola nelle piazze. Pronta a infiammarsi (giustamente) contro le guerre americane e omertosamente muta quando sono i cristiani a essere perseguitati e uccisi. Pronta a stracciarsi le vesti contro le reazioni Israeliane, e silente quando è il Governo palestinese a fare la sua parte. Li vedi questi pacifisti che, mentre sventolano la bandiera nei cortei, urlano parole violente e volgari al “nemico”, con i sassi e le spranghe spaccano le vetrine dei negozi e bruciano le automobili.

Una pace relativa, parziale, ingiusta che, da un lato, si oppone (giustamente) alla pena di morte e, dall’altro lato, tira sedie alle conferenze contro chi si appresta a difendere gli embrioni umani. Una pace politica che considera ingiusto uccidere “i nati”, ma un diritto uccidere i “non-ancora-nati”. Che vorrebbe liberare il mondo dalle guerre (alcune guerre) ma poi promuove l’introduzione di nuovi preparati abortivi per alimentare il genocidio nei grembi. Che mentre si oppone agli OGM negli alimenti e alle sperimentazioni animali, autorizza ogni genere di manipolazione sull’uomo e sui suoi piccoli (gli embrioni); che mentre estende le libertà individuali all’infinito, scardina la famiglia naturale e promuove l’eutanasia.

Le guardi queste bandiere ipocrite e ti chiedi: che cosa c’entrano con la nostra fede?  Con il nostro Signore?

E il cuore ti si riempie di tristezza nel vedere quegli arcobaleni rispediti al mittente e quel Dio rigettato, Con quei colori, non tenui e trasparenti come negli arcobaleni veri ma aggressivi e violenti, che martoriano le retine, niente a che vedere con i giochi di luce delle finestre e delle vetrate colorate, quelli sì, che ricordano l’arcobaleno!

“In quel giorno avverrà che la radice di Isai si ergerà come una bandiera per i popoli; le nazioni lo cercheranno, e il luogo del suo riposo, sarà glorioso. In quel giorno avverrà che il Signore stenderà la sua mano una seconda volta per riscattare il residuo del suo popolo superstite dall’Assiria e dall’Egitto, da Pathros e dall’Etiopia, da Elam, da Scinar e da Hamath e dalle isole del mare. Egli alzerà il vessillo per le nazioni, raccoglierà gli espulsi d’Israele e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra”.  Isaia 11:10-12

Non lasciamoci quindi ingannare e al posto della bandiera della pace, noi cristiani, alziamo il nostro stendardo che è la Croce di Cristo, l’unico vero vessillo di pace.

LELLA FRANCESE

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