Lavori in corso

Servire Dio, indipendentemente dal tipo di servizio, è una gioia, un piacere, un grande onore, è una grande responsabilità, è sacrificio.

Non è un obbligo.

Il servizio scaturisce:

– come riconoscenza a Dio per l’opera compiuta dentro di noi;
– dal desiderio di vedere che il Suo regno cresca;
– dalla gioia nel vedere Dio glorificato e riconosciuto tra gli uomini.

Oggi parlerò del cuore di un servitore a me molto caro, Neemia.

Il libro di Neemia riporta la storia della ricostruzione delle mura di Gerusalemme, conformemente al decreto di Artaserse, re di Persia. Le parole chiave del libro sono “riedificazione” e “preghiera”.

Dopo la conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 597 a.C., parecchie migliaia di Israeliti erano stati deportati a Babilonia e in altre città della Mesopotamia. L’impero babilonese crollò definitivamente, ad opera dei Persiani, nel 539 a.C. Il re persiano Ciro si dimostrò indulgente verso i popoli sottomessi e gli Ebrei, che con il precedente regime erano stati costretti a lasciare la propria terra, poterono tornare in patria.

Neemia ricevette il permesso da Artaserse di recarsi a Gerusalemme per ricostruirne le mura. Troviamo la storia nei primi capitoli del libro di Neemia. Egli era il coppiere del re.

IL DESIDERIO DI NEEMIA 
Qualcuno riferì a Neemia che alcuni superstiti erano rientrati in patria e vivevano in uno stato di miseria e di umiliazione, le mura di Gerusalemme erano distrutte e le porte erano state bruciate.

Neemia a tali notizie è triste, piange, digiuna e prega affinché Dio gli conceda la possibilità di fare qualcosa, affinché Dio abbia misericordia del Suo popolo.

Quando le cose intorno a te, l’opera di Dio è in rovina, cosa fai? In modo miracoloso Dio interviene e circa 4 mesi dopo Neemia può andare a Gerusalemme a ricostruire le mura.

LO SPIRITO DI NEEMIA
Dopo aver perlustrato le condizioni nelle quali Gerusalemme si trovava, egli parlò così ai giudei: ““Voi vedete in che misera condizione ci troviamo; Gerusalemme è distrutta e le sue porte sono consumate dal fuoco! Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme, e non saremo più nella vergogna!” (2:17) Neemia è un uomo di azione. C’è un tempo per piangere e c’è un tempo per agire.

Il popolo di Dio non aveva una città, non aveva confini, non aveva delle mura che lo proteggessero, era NELLA VERGOGNA e Neemia vuole che questa vergogna vada via dal popolo di Dio.

Il popolo è stato un tempo nella vergogna, ha pagato per i suoi peccati ma ORA è tempo di restaurazione, è tempo di togliere la vergogna.

LA VERGOGNA VIENE TOLTA dalla RECIPROCA COLLABORAZIONE.

Unione di intenti, stesso desiderio, tutti al lavoro.

NEEMIA E’ COSTRUTTIVO
Riesce a muovere tante persone per raggiungere quello che Dio gli aveva messo in cuore di fare.

Se leggete il capitolo 3 di Neemia risuona per ben 13 volte la parola “ACCANTO”.

Sommo sacerdote, sacerdoti, orefici, mercanti, tutti si misero al lavoro per ricostruire e riparare le mura.

UNO ACCANTO ALL’ALTRO, centinaia di persone, per riparare le mura e ridare alla città splendore.

Tra i superstiti c’era: Unità, collaborazione, dedizione, obiettivo comune, voglia di ritornare a vivere e vivere senza vergogna.

L’apostolo Paolo parlando del Corpo di Cristo dirà: “Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore.” Efesini 4:16

LO SVILUPPO DEL CORPO E’ DATO DAL VIGORE DI OGNI SINGOLA PARTE! “VIGORE” sta qui ad “ENERGIA” a “LAVORO”.

In altre parole il “Corpo” cresce, si sviluppa se OGNI parte fa il suo LAVORO.

Più ogni singola parte lavora più crescita c’è!

LA DETERMINAZIONE DI NEEMIA 
Quando ci si mette insieme all’opera per ricostruire, per rivedere lo splendore della città, arriverà sempre qualcuno o qualcosa che vorrà interrompere i lavori.

Qualcuno desiderava che il popolo di Dio restasse nella vergogna! C’è sempre chi trama del male, chi non gli importa nulla della ricostruzione.

Non solo non importa nulla a loro ma essi vogliono ostacolare anche chi si sta dando da fare.

Essi sono scoraggiati ed insoddisfatti e vogliono ostacolare chi sta lavorando e vuole ricostruire.

Mentre meditavo una frase di Neemia mi risuonava: “Io mandai loro dei messaggeri per dire: “Io sto facendo un gran lavoro, e non posso scendere. Il lavoro rimarrebbe sospeso se io lo lasciassi per scendere da voi”.” Neemia 6:3

Neemia aveva un obiettivo, per raggiungere l’obiettivo metterà da parte ogni DISTRAZIONE, ogni VOCE, ogni PERSONA che desidera il male della città.

Sto lavorando, non posso venire, se lascio il lavoro rimane sospeso.

Tante cose vogliono distrarci dal portare avanti il nostro servizio, NON FARTI DISTRARRE.

Neemia vuole completare quello che ha iniziato.

Ha pregato affinché Gerusalemme potesse ritornare ad avere il suo splendore ed ora che è sul posto e sta lavorando, qualcuno vuole distrarlo… “NO NON POSSO LASCIARE!”

Neemia ha un cuore che:

– ama il popolo;
– non gioisce nel vedere il popolo in rovina e in miseria;
– vuole togliere il popolo dalla vergogna;
– collabora con tutti e coinvolge tutti;
– è determinato a non mollare fino a quando raggiungerà l’obiettivo.

Ci doni Dio: servitori con un cuore come quello di Neemia;
Ci doni Dio uno spirito di: Unità, collaborazione, dedizione e perseveranza;
Ci doni Dio: che ognuno stia al suo posto, e che ognuno lavori al suo posto.

Past. Francesco | Notiziecristiane.com

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