L’innocenza sregolata dei cartoni

È davvero necessaria una serie cartoon per inquadrare la sessualità adolescenziale?

Netflix ha prodotto una delle serie più sfacciate dei nostri tempi; obliati “I Simpson”,“ I Griffin” e “South Park”, esempi di prevaricazione per eccellenza, oggi “Big Mouth” rappresenta l’ultimo grado di spudoratezza.

La serie mostra studenti delle medie nella fase della pubertà, smaniosi di dar sfogo a ormoni impazziti con l’aiuto di un “grillo parlante”, ovvero, di una coscienza ormonale, dalle sembianze mefistofeliche, che dirige le scelte e le azioni dei protagonisti. Oltre l’uso di un linguaggio indecente ed immorale, la serie è un inno alla libera manifestazione sessuale in ogni sfumatura, talvolta, anche oltre l’ inconcepibile, in modo esplicito e impudico, lasciando sconcerto tra quei pochi che, ancora, non trovano rassegnazione alla completa distruzione dei sentimenti puri.

La serie ha posto una netta divisione tra gli abbonati; chi ha apprezzato l’innovativo ritratto della fase critica adolescenziale e chi, invece, ha trovato il cartoon in contrasto alle consuetudini puerili dei dodicenni, che, inevitabilmente influenzati, potrebbero trarne conclusioni sconvenienti.

Netflix non è certo incline ad incassare critiche, soprattutto dopo aver invitato un utente, in un duro confronto social, a riconsiderare l’abbonamento a causa di una personale sofferenza verso personaggi omosessuali presenti nei contenuti della piattaforma.

Da tempo, occhi attenti sostengono teorie di messaggi “diabolici” celati in contenuti rivolti ai più piccoli, oggi, invece, è tutto così palese da rendere l’oscenità perpendicolare all’usuale. Qualsiasi cartonato colorato non sempre è destinato ai bambini, ma il fatto che lo sia ne attira la curiosità con la complicità negligente degli adulti.

Siamo di fronte ad un netto cambiamento sociale; i giovani cavalcano sulla stessa onda verso una trasgressiva libertà imposta da un sistema dispotico che scongiura pudore e riserbo. Non sorprende, quindi, vedere in una particolare puntata, uno spirito di vergogna che, intento a creare imbarazzo, viene sconfitto dall’intrepida scelta dei ragazzini di ripudiarne l’ importanza, prediligendo una sessualità pubblica e disinibita. Certo, è finzione in chiave beffarda, con un bollino rosso per gli under 14, ma siamo sicuri che non sia stato valicato il valore massimo della dignità umana?

Filippa Tagliarino | Vocecontrocorrente.it

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