“Lo spinello brucia il cervello”: lo dice la scienza

Consumare cannabis procura circa 2,8 anni di invecchiamento cerebrale prematuro. A dirlo è una ricerca scientifica svolta da due università degli Stati Uniti. Non stanchiamoci di informare ed educare.

Le risposte degli adolescenti sullo spinello fanno cadere la braccia. Da un’indagine svolta dalla Asl Roma 2 con la Cooperativa Parsec risulta che il 90% degli intervistati dichiara di conoscere coetanei che fanno abitualmente, o sporadicamente, uso di cannabis. Questo è il risultato (preoccupante ma forse atteso) della ricerca “Sto apposto così” condotta su 2.671 studenti delle scuole superiori, licei e istituti professionali. Le domande rivolte agli adolescenti non erano riguardanti consumi e esperienze da loro stessi provati ma inerenti alle abitudini della cerchia di amici e compagni di scuola frequentati dai ragazzi.

Dallo studio si nota anche una differenza tra gli studenti degli istituti professionali e quelli dei licei. I primi consumerebbero più frequentemente spinelli rispetto ai colleghi liceali. Non vi sarebbe invece una sostanziale differenza tra la periferia e il centro storico della città.

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Il 47,2% dei ragazzi interpellati ha dichiarato che i loro amici farebbero uso di canne anche tra le “mura domestiche”. Sarebbe “normale” anche fumare spinelli prima di entrare in classe (51,4%) o all’uscita dall’istituto (66,6%). Il 32,8% degli intervistati nelle scuole della periferia ha dichiarato di aver avuto almeno un amico con un malore dovuto al fumo di cannabis, contro il 33,8% delle scuole nel centro di Roma. Infine, il 42% dei ragazzi che frequentano classi nella periferia di Roma ha confessato di aver avuto amici con problemi legali derivati dalla loro poco salutare abitudine. Nel centro città la percentuale è del 43,6%. Da anni la scienza medica e neurologica si è pronunciata sui pericoli fisici e psichici che possono derivare a livello encefalico dall’uso, anche sporadico, dello spinello. Anche sporadico! Lo studio in questione rivela che vi sono ancora molti giovani che sottovalutano i rischi. Gli adulti non sono da meno, anzi sono stati loro a diffonderne l’uso (illecito).

Parlare di “poco salutare abitudine” è il minimo che si possa dire! Vediamo il perché ancora una volta. Uno dei maggiori studi di neuroimaging mai effettuati che ha analizzato le scansioni cerebrali di 31.227 persone, e utilizzato il flusso di sangue che arriva al cervello, ha certificato che l’uso di cannabis e di alcol fanno invecchiare prematuramente il cervello. Anche la schizofrenia e l’ansia hanno questi effetti sulla salute encefalica. Il cervello rappresenta solo il 2% della massa corporea ma riceve fino al 20% del sangue pompato dal cuore e viene attraversato da circa 370 miglia di micro vasi sanguigni.

I problemi di questi “micro vasi” precedono (e predicono) i cambiamenti nel tessuto cerebrale e nelle capacità cognitive. Il team della Amen Clinics, Google, John’s Hopkins University, University of California Los Angeles e della University of California San Francisco ha analizzato i modelli di circolazione del sangue in 128 regioni del cervello usando la tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli (SPECT).

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Ogni partecipante ha subito due scansioni cerebrali SPECT, una durante uno stato di riposo e un’altra durante un’attività di concentrazione, per un totale di 62.454 esami. Per ogni persona, attraverso l’esame dei vasi sanguigni cerebrali, è stata identificata una “età stimata dal cervello” e calcolato l’invecchiamento accelerato come differenza tra età cronologica ed età stimata. Ne è emerso che l’invecchiamento cerebrale era legato alla modificazione del flusso sanguigno e consumare cannabis era associato in media a 2,8 anni di invecchiamento prematuroÈ vero che ad influenzare ci sarebbero anche altri fattori come soffrire di schizofrenia (associato a un invecchiamento di ben 4 anni), disturbo bipolare (1,6 anni), il Disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD) (1,4 anni), il consumo di alcol (0,6 anni), essere di sesso maschile e ansiosi. Ma soprattutto questi scienziati affermano che “la scoperta dell’abuso di cannabis è stata particolarmente importante, poiché – dicono – la nostra cultura sta iniziando a vedere la marijuana come una sostanza innocua. I nostri risultati, invece, invitano a un ripensamento del suo effetto sul cervello”. Anche perché si tratta di giovani in buona salute che iniziano a “fumare” le foglie e le infiorescenze di una sostanza che in realtà avrebbe un altro buon utilizzo industriale. Il detto di strada “lo spinello brucia il cervello” ha una verità scientifica. Non stanchiamoci di informare ed educare.

di Gabriele Soliani 9 ottobre 2018 | puntofamiglia.net