Magdi Cristiano Allam: Diciamo No alla legalizzazione della Cannabis!

In Italia si denuncia il danno alla salute delle sigarette ma si protesta per legalizzare la vendita delle “droghe leggere”. Dobbiamo mobilitarci per difendere i nostri figli

Cari amici, in Italia si parla troppo poco della droga e dei danni incontenibili e inestimabili che provoca alla salute e alla società. Per una interessante coincidenza la 31esima “Giornata mondiale senza tabacco” istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per denunciare i rischi alla salute causati dal fumo, che è stata indetta oggi, si sovrappone alla sentenza pronunciata ieri dalla Corte di Cassazione che di fatto vieta la vendita in Italia della cosiddetta “cannabis light”, sostenendo che la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l’olio, le foglie, le infiorescenze e la resina. Immediatamente sono insorti gli imprenditori che hanno investito nella produzione, importazione e commercializzazione di quella che viene indicata come una “droga leggera”, e si parla di circa 15 mila negozi che rischierebbero la chiusura. Hanno minacciato di fare una “class action”, un’azione legale collettiva contro lo Stato, accusato di averli danneggiati economicamente.

Il paradosso è che, da un lato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove una campagna massiccia contro il fumo della sigaretta, sostenendo che l’85% dei tumori polmonari è dovuto al fumo, un dato che sale al 90% se si considera anche il fumo passivo; che ogni anno nel mondo a causa del tabacco perdono la vita circa sette milioni di persone, 890.000 delle quali non fumatrici, solo perché esposte al fumo passivo. Se non saranno attuate efficaci politiche di contrasto, entro il 2030 si stima che moriranno ogni anno oltre 8 milioni di fumatori. Si rileva che, oltre al polmone, il fumo è tra le principali cause del cancro della cavità orale, della faringe, dell’esofago e della vescica; nuoce alla pelle, ai denti, alle ossa e alla fertilità; danneggia il cuore; contribuisce a causare infarti e ictus.
Ma in parallelo assistiamo a una tacita legalizzazione della cannabis (canapa) e delle sostanze psicotrope da esse ricavabili, principalmente la marijuana e l’hashish, sostenendo che sarebbero “droghe leggere” che non creerebbero dipendenza e non avrebbero un elevato tasso di tossicità.

Domenica scorsa ho visitato la Comunità Shalom a Palazzolo sull’Oglio in Provincia di Brescia, gestito da Suor Rosalina Ravasi, che ospita circa 300 ragazzi tossicodipendenti o vittime della violenza. Solo la straordinaria dedizione di questa Suora garantisce un percorso riabilitativo basato sulla preghiera e sul lavoro, riesumando la Regola di San Benedetto “Ora et Labora”. Ebbene ho avuto modo di parlare con un giovane che mi ha delineato il passaggio dalla sigaretta allo spinello, dalla cocaina all’eroina e, in parallelo, dall’uso allo spaccio e dalla dipendenza alla delinquenza.

Cari amici, com’è possibile che lo Stato non solo legalizzi sia la sigaretta sia la cannabis e al tempo stesso, da un lato, mette in guardia dalle conseguenze negative per la salute e, dall’altra, è il maggior beneficiario della loro vendita grazie alle tasse particolarmente alte? C’è un evidente conflitto tra la realtà della sigaretta e delle cosiddette “droghe leggere”, il comportamento schizofrenico e sostanzialmente immorale dello Stato, e l’esorbitante giro d’affari di cui beneficia lo Stato in modo ragguardevole. Noi dobbiamo mettere al centro la nostra salute e il bene dei nostri figli.

È ora di dire basta alle ipocrisie su dei veleni legalizzati anteponendo il denaro alla persona.

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