MASSONERIA, NUOVO ORDINE MONDIALE E FUTURI EVENTI DEGLI ULTIMI TEMPI

Se ti dicessi che c’è qualcuno che qui nel mondo domina sulle nostre vite, cosa mi risponderesti?

Leggi attentamente questo articolo e lo capirai.

Per iniziare questo articolo dobbiamo cominciare dal principio, da dove tutto ha inizio, dalla massoneria. La massoneria è un’associazione iniziatica e di fratellanza a base morale che si affermò in Europa e nel mondo propugnando un’ideologia umanitaria. Se ne dà una sua costituzione più formale ed ufficiale, in epoca moderna, a Londra, in Inghilterra, nel 1717, come unione di associazioni ed organizzazioni gerarchiche di base, dette “Logge”.

Il nome deriva dal francese maçon, ovvero muratore, legato alla storia delle Corporazioni di liberi muratori (free-masons) medievali, e dalle quali ricavò gli stessi suoi simboli del mestiere, come la livella, il regolo, la squadra, il filo a piombo o il compasso. Il simbolo stesso della massoneria fu poi formalmente definito nei soli strumenti di squadra e compasso. Spesso, nel simbolo è presente anche una grande lettera “G”, con varie interpretazioni, tra le quali il significato di “Great Architect” (Grande Architetto) oppure di “God” (Dio). A volte, la massoneria è rappresentata anche dal simbolo dell’Occhio divino.

All’interno delle logge è esposta una scritta “A.G.D.G.A.D.U.”, l’acronimo di: “alla gloria del grande architetto dell’universo”, cioè – secondo la massoneria – il dio della massoneria,  “baphomet”, che va letto in senso inverso, cioè in maniera cabalistica e si compone di tre abbreviazioni: “Tem-Ohp-Ab”, cioè “Templi Omnius Hominus Pacis Abbas”, che significa “il padre del tempio della pace universale tra gli uomini”, cioè lucifero, il diavolo. Il “dio della massoneria” e che i massoni adorano è il diavolo!!!

L’obiettivo della massoneria è da sempre distruggere la Chiesa e i suoi santi. Ma come? Non è la scoperta dell’acqua calda, affermare che la massoneria ha le sue mani dovunque c’è un potere: in politica e nella chiesa. Per questo, sia in politica che nella chiesa, la massoneria infiltra i “suoi figli” per una migliore gestione.

Ma l’obiettivo più grande della massoneria è la gioventù, i giovani, perché – secondo la massoneria – sono il loro punto forte, senza di loro “non sarebbero nulla”. Ecco perché seducono e corrompono lo stile di vita dei giovani con la droga, il sesso, i divertimenti immorali, le bestemmie, la violenza, ecc…, e li indirizzano verso la “religione del Nuovo Ordine Mondiale”, la New Age.

Per “New Age” si intendono solitamente un insieme eterogeneo di idee e culti sincretici (i cui ingredienti vanno dall’occultismo, allo neosciamanesimo, paganesimo, Cabala, antiche religioni come quella Egizia, Gnosticismo ecc), tutti caratterizzati da tendenze Olistiche (Tutto è Uno, medicina olistica, Gaia Pianeta Vivente ecc), dall’accento sullo “sviluppare le vere potenzialità umane” (fino ad arrivare all’ “Uomo-Dio Illuminato”) spesso con tecniche derivate dalla meditazione, e dal costante accenno al fatto che stia per avvenire un qualche cambiamento globale nella coscienza umana e/o nel mondo e che esso ci porterà in una Nuova e Luminosa Era di pace e benessere.

Cosa potrà mai avere a che fare un manipolo di “fricchettoni che seguono strane dottrine New Age” con il Nuovo Ordine Mondiale?

La Religione del NWO: un sicretismo che unisce tutte le fedi

Ciò risulta totalmente incomprensibile se non si conosce il collegamento fra Alice Bailey e l’ONU, il fatto che nel Palazzo di Vetro dell’ ONU ci sia un “Tempietto Teosofico” (in cui molti capi di stato e papi hanno pregato), le connessioni della Blavatsky con la Massoneria di alto grado…e soprattutto le esternazioni della stessa Bailey sulla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale con la sua religione New Age.

Chiaramente gran parte delle persone che seguono la New Age non hanno alcuna idea di tutto ciò, o credono che essa ci porterà ad un Nuovo Ordine Mondiale di pace e prosperità (magari contrapposto al NWO malevolo degli Illuminati).

Inoltre si nota che buona parte delle persone che crede alla filosofia New Age, non è nemmeno consapevole di credere a filosofie New Age, in quanto spesso tali concetti vengono mascherati in pubblicazioni Anti-NWO, Ambientaliste, Filosofiche, di “scienza alternativa”, religioni orientali, o perfino in film e telefilm…

Come viene diffusa la Religione della Nuova Era?

La New Age viene diffusa sia attraverso una moltitudine di pubblicazioni (libri, riviste), corsi di “meditazione e discipline orientali ed olistiche” (talvolta Inventate e/o fatti da incompetenti) spesso gratuiti, convegni/incontri ecc, che attraverso pubblicazioni su ecologia/ambientalismo, e perfino attraverso Libri contro il Nuovo Ordine Mondiale (David Icke fa propaganda New Age non dichiarata in TUTTI i suoi libri e convegni, prendendo molti concetti pari pari dai libri della Bailey e propagandando il “Tutto è Uno” della filosofia del Gesuita De Chardin).

Inoltre essa è propagandata anche attraverso musica, film e telefilm: si pensi ad esempio a film come Avatar, e a telefilm come Lost o 4400 ecc.
Persino nelle scuole e nelle università dobbiamo sorbirci “concetti New Age pseudoscientifici spacciati per scienza”.

Ma cosa c’entra – dirà qualcuno – la massoneria con l’avvento del Nuovo Ordine Mondiale? continua a leggere…

Esiste un’elite di potenti che, con le loro grandi aziende, hanno assunto il pieno controllo non solo di energia, prodotti alimentari, istruzione e sanità, ma praticamente di ogni aspetto delle nostre vite. Ciò avviene attraverso il controllo della finanza, non creando più valore ma di fatto, controllando l’origine del denaro.

Esistono vari livelli di una piramide: quello più basso è la vita quotidiana di ognuno di noi; al di sopra c’è il governo, persone che detengono un monopolio con la forza e lo usano per tassarci e controllarci, a prescindere dal nostro consenso. Ma chi controlla loro? Al livello successivo, si trovano le grandi aziende (molti direbbero che sono loro oggi a governare il mondo, non gli stati nazionali, e questo fenomeno viene chiamato “corporatocrazia”). Per acquisire le risorse mondiali, per controllare i mercati, questa corporatocrazia deve poter disporre di denaro a buon mercato. Le grandi corporation ottengono prestiti a tassi speciali dalle grandi banche. Così, chi controlla le grandi banche e le elite finanziarie, in ultima analisi, controlla le corporation.

Se il petrolio, denaro e cibo sono controllati da grandi famiglie di banchieri, in che altri campi possiamo vedere la loro influenza? C’è un identico schema di controllo in ogni area delle nostre vite, e ci sono sempre le stesse famiglie a capo, direttamente attraverso banche corporation o indirettamente attraverso grandi fondazioni. Ancora una volta sono stati i Rockfeller a crare l’associazione nazionale per l’istruzione, con l’ausilio della fondazione Carnegie e successivamente con la partecipazione della fondazione Ford Foundation. Ciò che costoro volevano dalle nostre scuole, erano lavoratori docili e obbedienti, che sarebbero stati dipendenti gestibili e consumatori voraci.

Analogamente all’istruzione, la sanità è un altro settore dominato da queste potenti corporation. L’associazione medica americana ad esempio, è ampiamente finanziata dai Rockfeller, che utilizzano le sovvenzioni per influenzarne ricerche e decisioni. La formazione medica è principalmente finanziata dalle case farmaceutiche. C’è quindi un movente per produrre e vendere quanti più farmaci possibili. Si tratta anche di un metodo di guadagno facile per il medico, per la casa farmaceutica e per l’intera classe dei medici, ma finisce per perpetuare i problemi che avrebbe dovuto alleviare. Così, queste forze potenti hanno represso metodi di cura come la cura per il tumore, come quella scoperta dal dott. Royal Rife, che nel 1920 inventò i microscopi più avanzati dei suoi tempi, sviluppò inoltre una nuova tecnica da lui chiamata “risonanza coordinativa”, apparentemente in grado di distruggere tumori, cancerosi e virus. Nel 1934, il trattamento di Rife fu testato su 16 malati terminali di cancro. Nel giro di 3 mesi risultarono tutti guariti. Subito dopo un laboratorio che testava questa tecnologia, fu data alle fiamme e ne seguì una causa in tribunale.

L’intenzione segreta dell’elite bancarie, non è altro che il dominio mondiale. Possiedono già il controllo su tutto: denaro, energie, agricoltura e commercio mondiale, rifornimenti idrici mondiali, sanità, istruzione. Perché il dominio sia completo, dovrebbero privarci dei nostri diritti, spiarci e monitorare ogni aspetto della nostra vita. Queste 7 famiglie potenti, sono da generazioni a capo di una élite al comando in occidente:

questi sono i Rothschild, i Rockfeller, i Morgan, i Carnegie, gli Harriman, gli Schiff e i Warburg. Queste persone segretamente alla guida del progetto sono note con molti nomi. Fughe di informazioni confermano che si incontrano in tutto il mondo a porte chiuse per discutere il piano. Poi regolarmente i loro progetti iniziano a prendere corpo nei settori di mass-media, finanza, azienda, governo ed esercito.

Uno dei simboli principali dell’elite al comando è “l’occhio che tutto vede”, che si trova sul biglietto di un dollaro. È simbolo del sistema di sorveglianza di massa americano, inizialmente chiamato “totale consapevolezza dell’informazione”, dell’agenzia d’indagini dell’intelligence britannica “MI5”, e persino del complesso della Corte Suprema in Israele, progettata e finanziata interamente dai Rothschild.

Costoro hanno adottato l’immagine della piramide di Cheope e la sua leggendaria punta in metallo, (immagine della massoneria) snaturandone il significato per presentare chi comanda ed è in grado di controllare i livelli inferiori. In poche parole, costoro hanno dato vita al “Nuovo Ordine Mondiale”, voluto dalla massoneria. La loro intenzione è quella di ottenere sempre più potere, controllare molti essendo in pochi, creando guardie carcerarie pronte ad aggredire chi esce dalla norma ed esprime – andando controcorrente – tutta la Sua unicità.

Costoro vogliono cambiare la società senza andare incontro a reazioni di opposizione qualora lo si facesse apertamente. Così non lo fanno apertamente ma con il gioco di “problema – reazione – soluzione”:

Fase 1: crei un problema.

Può essere una bomba, un 11 settembre (le torri gemelle), una corsa all’acquisto di una valuta, il crollo di una borsa, la caduta di un governo.

Poi comunichi alla gente – attraverso i mass-media, la tua versione di:

a) chi è stato, e

b) il perché, provocando così nella gente la reazione di sdegno e paura, che dica al governo che è necessario intervenire.

Ciò consente la fase 3, ovvero, chi ha creato il problema, raccoglie la reazione pubblica tramite una storia falsa per poi offrire pubblicamente le soluzioni ai problemi che loro stessi hanno creato.

Esiste, quindi, – ed è già in vigore – un nuovo ordine mondiale che domina e decide – in un modo potente – la vita di circa 7 miliardi di persone della popolazione mondiale, e che sta mirando sempre più all’ascesa di un unico governatore mondiale (l’anticristo), di un’unica moneta mondiale e del microchip (marchio della bestia), (il tutto già profetizzato da Cristo e menzionato nell’Apocalisse, nella Bibbia) che sarà piantato in ogni persona, e dal quale avanza l’intento del nuovo ordine mondiale di spegnere la vita di miliardi di abitanti della terra, per governare e avere pieno controllo sui pochi rimanenti che non si saranno ribellati a tutto il programma di queste famiglie più potenti della terra.

Ora, alla luce di quanto è scritto in questo articolo, diamo uno sguardo a ciò che la Bibbia dice riguardo agli eventi degli ultimi tempi descritti in essa.

CONSIDERAZIONI SULLE SOFFERENZE DESCRITTE NELL’APOCALISSE

Le tribolazioni descritte dal libro dell’Apocalisse sono raggruppate in tre grandi gruppi di sette ciascuno. Forse, oltre che ad una lista di 21 episodi elencati in ordine cronologico, si può guardare ad essi come ad una tripla ripetizione di avvenimenti relativi al tempo della fine, visti di volta in volta da prospettive diverse e in modo da completarsi vicendevolmente. E’ infatti rilevante notare come, al termine di ogni gruppo di pene, venga descritta la fine del presente stato di cose e come vi sia qualche corrispondenza tra le sofferenze descritte, specie tra quelle del 2° e del 3° gruppo.

In ogni caso la descrizione di questi tormenti è piuttosto generica all’inizio per diventare in seguito sempre più dettagliata. Così pure le loro sfere di azione diventano sempre più ampie.

Lo schema della pagina seguente dà una visione sinottica di tali tormenti.

La Grande Tribolazione, a cui questi tormenti si riferiscono, è presentata dalle Scritture come un tempo di castighi divini; non è superfluo, però, notare come molti di questi tormenti siano attribuiti a potenze demoniache e siano dunque, almeno parzialmente, la conseguenza del peccato dell’uomo, nel senso che è l’uomo stesso, con la sua stoltezza e con la sua sottomissione a Satana, a creare le premesse di questo tempo di dolori.

Leggendo le descrizioni simboliche dell’Apocalisse non si può fare a meno di associare alle piaghe descritte nel libro quelli che sono i grandi problemi e i grandi timori dei nostri giorni: le armi nucleari, l’inquinamento delle acque e dell’atmosfera, le malattie attualmente incurabili, l’aumento dell’”effetto serra” che produce l’innalzamento della temperatura media del pianeta, l’assottigliamento della fascia di ozono che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette del sole, le lotte per il potere e per lo sfruttamento delle materie prime, la fame nel mondo, le guerre, ecc., problemi tutti dei quali l’uomo è il responsabile principale.

Tutte le piaghe descritte nell’Apocalisse sarebbero già oggi possibili; anzi l’uomo è purtroppo in grado di arrecare danni a se stesso e alla natura ancora più gravi di quelli descritti nella Bibbia! E i tempi di attuazione vanno maturando progressivamente e forse ci troviamo già in quello che Gesù chiamò “principio di dolori” (Matteo 24:8).

CAPITOLI 6 E 7 – L’APERTURA DEI SUGGELLI

Alle visioni delle sofferenze simboleggiate dai quattro cavalli e dai relativi cavalieri, segue la visione delle anime dei martiri della fede (6:9-11). E’ da notare che il testo parla di “anime”, giacchè non è ancora avvenuta la resurrezione dei corpi. Il brano inoltre getta uno squarcio di luce sullo stato dei morti in Cristo: sono alla presenza di Dio, in uno stato di coscienza e godono una condizione di riposo.

Prima della descrizione delle piaghe introdotte dalle sette trombe, Giovanni sentì che una schiera di 144.000 fedeli sarebbe stata segnata con un suggello di Dio in fronte (7:3,4). Non crediamo, come i Testimoni di Geova, che essi siano credenti di diversa levatura spirituale, né che solo ad essi sia riservata la gloria del cielo. Non si può affermare con certezza, come sostengono alcuni, basandosi sul fatto che sono nominate le tribù di Israele, che essi siano gli Ebrei convertitisi all’Evangelo. Rappresentano in ogni caso il popolo di Dio, o parte di esso, che vive in quel particolare momento della storia. Il numero, per la sua particolare struttura (12.000 x 12) mi pare senza dubbio simbolico.

In quanto al suggello di cui si parla, non sappiamo se si tratterà di un segno “visibile” o meno: ricordiamo che anche lo Spirito Santo è definito “suggello” dalla Parola di Dio (2 Corinzi 1:22; Efesini 1:13; 4:30). Questo suggello non sarà una garanzia contro tutte le sofferenze descritte nel testo, ma assicurerà ai fedeli l’assistenza divina nel momento della prova.

CAPITOLI 8 E 9 – LE PRIME SEI TROMBE

L’apertura del settimo suggello introduce sette angeli con sette trombe (8:1,2). Il silenzio simboleggia la solennità del momento e l’intensa aspettazione con cui sono seguiti gli eventi. E’ significativo che prima che comincino a manifestarsi le sofferenze che colpiranno gli uomini, le preghiere dei santi vengono arricchite dei “profumi”: è necessario che la preghiera, indispensabile per poter affrontare un periodo di prova così duro, sia accolta favorevolmente da Dio.

Le piaghe delle sette trombe possono dividersi in due gruppi: il primo, costituito dalle prime quattro piaghe, agisce essenzialmente sul mondo fisico e da esso si ripercuote sulla vita degli uomini; il secondo invece agisce direttamente sugli uomini, provocando tormento e morte.

La descrizione simbolica delle prime quattro piaghe fa pensare a stravolgimenti di carattere meteorologico. 1 Le“locuste” che salgono dal “fumo del pozzo dell’abisso”(9:1-12) possono simboleggiare demoni, al servizio del Distruttore, i quali sono in grado di tormentare gli uomini, e il tormento oltre che fisico, potrebbe anche essere spirituale.

La piaga introdotta dal suono della sesta tromba fa pensare ad un conflitto di proporzioni planetarie: le moderne armi atomiche sarebbero in grado di sterminare più della “terza parte degli uomini “ indicati nel testo (9:15,16). La piaga viene simboleggiata da “cavalli”, che avevano il potere di far male “nella loro bocca e nelle loro code” (9:17-19). Se si pensa che i danni causati dalle esplosioni nucleari sono quelli primari, dovuti alla potenza distruttiva dell’onda d’urto dell’esplosione e quelli secondari, dovuti alla ricaduta radioattiva e che la Scrittura parla di “fuoco, fumo e zolfo”, è verosimile pensare ad uno scenario da conflitto nucleare per l’adempimento di questa triste profezia.

E ancor più triste è leggere che, nonostante tutte le piaghe sofferte, l’umanità non si ravvede dalle proprie vie peccaminose (9:20,21).

CAPITOLI 10 E 11 – I DUE TESTIMONI

Il “libretto aperto” ricevuto da Giovanni (10:2) si riferisce con ogni probabilità al prosieguo delle profezie relative al tempo della fine. Esso è “dolce” in bocca all’apostolo, perché è cosa gradevole essere onorato delle rivelazioni divine, ma è “amaro” nelle viscere perché sapere attraverso quali sofferenze dei fedeli e quali tremendi giudizi si giungerà alla gloria del Regno di Dio , non potrà che riempire di amarezza il cuore del profeta.

L’apostolo viene quindi chiamato a “misurare il tempio” e a “contare quelli che vi adorano” (11:1). Il cortile esterno viene tralasciato. Ciò indica che il Signore mantiene la Sua vigile attenzione sui Suoi, mentre gli altri, compresi coloro che hanno solo una fede nominale, sono abbandonati alle tristi vicende della storia. Sembra una profezia riferita soprattutto ad Israele, ma non si può escludere che essa riguardi la Chiesa tutta di cui Israele e Gerusalemme sono figura.

In questa fase si svolge il ministero dei “due testimoni” (11:3). Alcuni hanno pensato che si tratti di Mosè ed Elia per alcune caratteristiche del loro ministero che ricordano quelle dei due rappresentanti dell’Antico Testamento (11:5,6), ma non è una interpretazione convincente, perché questa sorta di “reincarnazione” non è sostenuta da nessuna parte della Scrittura.

E’ più logico pensare che si tratterà di un ministero profetico potente che il Signore susciterà a suo tempo, che causerà “tormento” (11:10) spirituale alle coscienze degli uomini e che si svilupperà per un periodo di 3 anni e mezzo, se bisogna prendere alla lettera l’indicazione temporale data in 11:3.

Sono chiamati “olivi” perché in loro è la vita dello Spirito, spesso simboleggiato dall’olio nelle Scritture, e “candelabri”, perché portatori della luce divina nel mondo delle tenebre (11:4). Saranno combattuti, vinti e messi a morte dalle potenze del male, ma risusciteranno e ascenderanno al cielo.

CAPITOLO 12 – LA DONNA E IL DRAGONE

Al suono della settima tromba, dopo una nuova visione della gloria del cielo (11:15-19), Giovanni vede una donna incinta, in travaglio per l’imminenza del parto.

Il figlio che partorisce è Gesù (12:5) e il capitolo descrive la lotta che il diavolo ha ingaggiato contro di Lui e contro i Suoi fedeli, i suoi tentativi di distruggere il Figlio di Dio e la testimonianza dei Suoi redenti nel corso della storia in generale e negli ultimi tempi in particolare.

La donna rappresenta la totalità del popolo di Dio: rappresenta Israele da cui nacque il Messia e la Chiesa cristiana per la predicazione della quale Gesù continua a “nascere” nel cuore degli uomini e non la “madonna” come credono i cattolici romani. Ella è “rivestita dal sole” (12:1), cioè illuminata dalla luce divina; ha “la luna sotto i piedi”, perché la conoscenza delle verità spirituali e morali della fede è di gran lunga superiore ai pallidi raggi della sapienza umana, che non è altro che un riflesso di quella divina; ha “sul capo una corona di dodici stelle”, che rappresentano i dodici patriarchi del popolo d’Israele e i dodici apostoli del Signore Gesù.

Gesù viene accolto in cielo al termine del Suo ministero (12:5), la donna viene perseguitata dal diavolo, ma custodita da Dio.

Anche in questo brano compare l’indicazione temporale dei 3 anni e mezzo (12:6,14) che ha caratterizzato il ministero profetico dei “due testimoni”: in questo tempo l’opposizione del male contro il popolo di Dio sarà particolarmente forte. La “fiumana”del v. 15 indica appunto la violenza di tale persecuzione; il “soccorso” del v. 16 indica le condizioni ambientali o politico-sociali che consentono alla Chiesa di uscire indenne dall’opposizione diabolica.

Il “dragone rosso” (12:3) è Satana, l’avversario (12:9); le“sette teste e dieci corna”indicano l’universalità e la multiforme varietà della sua potenza; le “stelle del cielo”trascinate dalla sua coda parlano dell’influenza negativa da lui esercitata sulle creature angeliche, parte delle quali seguirono la sua ribellione contro Dio.

CAPITOLO 13 – L’ANTICRISTO E IL FALSO PROFETA

La rivelazione prosegue con la visione di due inquietanti personaggi simboleggiati da due “bestie”. La comprensione di questo passo della Scrittura non può prescindere dalla conoscenza dei capp. 2 e 7 del libro del profeta Daniele, di cui lo schema seguente presenta una descrizione schematica e l’interpretazione comparata.

La “quarta bestia” della visione di Daniele trova riscontro nella “bestia che sale dal mare” (13:1). Essa rappresenta una grande potenza mondiale. Sebbene non tutti gli studiosi siano concordi, è possibile che si tratti di una singola persona in grado di assumere il potere. Corrisponderebbe all’“uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario” (2 Tess. 2:3,4), all’“anticristo” (1 Giov. 2:18). Sarà una personalità eminentemente politica, che sorgerà in un ricostituito “impero romano”. Tale “impero” potrebbe consistere in uno Stato o Federazione di Stati o Alleanza di Stati legati territorialmente o culturalmente all’Impero Romano (Europa Sud-Occidentale? Mondo Occidentale?)

Le “sette teste “ e le “dieci corna” della bestia (13:1) sono dei “re” (17:10,12): questa indicazione fa pensare alla Federazione di Stati di cui si è detto prima. La testa “ferita a morte” (13:3) indica una qualche “crisi” all’interno di questa struttura, che tuttavia viene risolta. Il potere di questa entità politica si eserciterà, almeno nel suo più completo sviluppo, per i 3 anni e mezzo già ripetutamente incontrati nel corso dello studio. Sarà un potere molto forte, che estenderà la sua influenza anche sul mondo economico, culturale e religioso (13:15-18). E’ probabile che sarà un potere gradito alle masse (13:4, 12), socialmente avanzato, ma quando si penserà di aver raggiunto “pace e sicurezza” (1 Tessalonicesi 5:3), e cioè il modello ideale di governo, verrà la sua fine.

Può essere utile stabilire un parallelo tra la profezia di Daniele e quella di Giovanni sulle caratteristiche di questa “entità”:

  • Daniele 7:3-6 e Apocalisse 13:2. Il regno dell’anticristo avrà caratteristiche che ricorderanno tutti i regni del passato: sarà l’apogeo della potenza umana.
  • Daniele 7:8,11 e Apocalisse 13:5. Sarà arrogante, autoritario, egocentrico, orgoglioso.
  • Daniele 7:23 e Apocalisse 13:7. Eserciterà il suo potere (o almeno la sua influenza) su tutta la terra.
  • Daniele 7:25 e Apocalisse 13:6,7. Sarà idolatra e profanatore; perseguiterà i santi di Dio.
  • Daniele 7:26 e Apocalisse 19:20. Sarà abbattuto e il suo regno sarà annientato per opera divina.

Alla ” bestia che sale dal mare”, simbolo quest’ultimo che probabilmente evoca moltitudini di genti in continua agitazione, si associa la “bestia che sale dalla terra”, simbolo di un ordine ben stabilito. Se la prima bestia rappresenta il potere politico culminante alla fine nell’azione dell’anticristo, la seconda bestia rappresenta l’influenza religiosa che si mette al servizio del potere politico.

Gesù profetizzò la venuta di “falsi cristi e falsi profeti” (Matteo 24:5,24). La descrizione di Apocalisse 13:11 fa pensare ad un essere che in apparenza avrà un aspetto docile, simile a Gesù, ma che rivela infine la sua influenza satanica (Matteo 7:15,16). Costui, come si è già detto, sosterrà il regno dell’anticristo, avrà il potere di far prodigi, sarà causa e strumento di persecuzione.

In questo tempo, per l’azione di queste potenti forze politiche e religiose, si determina un regime che esercita un controllo molto stretto sulla vita degli uomini, sia dal punto di vista economico che sociale. Il testo biblico parla di un “marchio” consistente nel “nome”della bestia o nel suo “numero” “666” (13:16,17). Ci si potrà rifiutare di essere aggregati alle masse schiave di queste potenze sataniche (19:20; 20:4), ma a costo di emarginazione e persecuzione (14:16,17; 20:4). Gli avanzati mezzi della tecnologia informatica dei nostri giorni ci fanno capire come non sia cosa affatto problematica stabilire controlli di tale natura.

CAPITOLO 14 – MESSAGGI DALL’ALTO

In contrapposizione alla grande massa di persone che portano il “marchio” della bestia, Giovanni vede i fedeli che hanno invece il nome di Dio “scritto sulle loro fronti” (14:1). Sono i 144.000 già presentati al cap. 7, i quali si trovano ora con Gesù “sul monte Sion”, che simboleggia il luogo dove c’è la presenza di Dio, dove i salvati trovano protezione e scampo (Gioele 2:32). Sono rimasti fedeli al Signore, nonostante i tempi difficili e vivono in comunione con il cielo.

Anche nel tempo in cui le potenze diaboliche scatenano le loro più grandi energie, seducendo gli uomini, non mancano gli appelli divini che mettono in guardia gli uomini e li invitano al ravvedimento. Si tratta di tre messaggi:

  • Invito a temere Iddio e a darGli gloria, mentre rimane ancora un piccolo margine di tempo prima del giudizio divino.
  • Annuncio profetico della imminente caduta di “Babilonia, la grande”.
  • Solenne avvertimento a non seguire la “bestia” e a non cedere alle pressioni esercitate dal suo potere, per non subire la tremenda sorte delle pene eterne.

Gli avvenimenti dei cap. 12-14 si collocano tutti all’interno del tempo annunciati dal suono della “settima tromba” (11:15). Come si è già avuto modo di notare, alla fine di ogni serie di piaghe c’è sempre l’annuncio della fine. In questo caso la fine è simboleggiata dalla “mietitura” e dalla “vendemmia” (14:14-20).

Questi due simboli sono usati nelle Scritture in modo interscambiabile per indicare la fine dei tempi e il giudizio di Dio, ma in questo passo forse è possibile vedere nella “mietitura” il giudizio su tutte le nazioni e nella “vendemmia” il giudizio sul popolo d’Israele. Ciò per le seguenti considerazioni:

  • Spesso la vigna è il simbolo del popolo ebreo (Salmo 80:8-18; Isaia 5:7; Matteo 21:33-45; ecc.).
  • E’ fatto riferimento alla “città” (Gerusalemme).
  • L’estensione dell’area su cui si spande il sangue che esce dal “tino dell’ira di Dio”coincide approssimativamente con le dimensioni della terra di Palestina.

CAPITOLI 15 E 16 – LE SETTE COPPE

Ancora una volta, prima della visione di un’altra serie di piaghe destinate all’umanità, Giovanni ha una visione della gloria del cielo e ode un canto di lode e di adorazione. E’ il canto di “quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia” (letteralmente “dalla bestia”) (15:2). Sebbene siano stati combattuti e vinti dalle potenze demoniache (13:7; 14:15), essi sono considerati da Dio i veri vincitori e perciò ammessi alla Sua gloria.

Le piaghe simboleggiate dalle “sette coppe” (16:1) richiamano quelle già annunciate dalle sette trombe”, tanto che alcuni commentatori ritengono che non si tratti di nuovi giudizi, ma di una ripetizione degli stessi, i quali verso la fine diventeranno sempre più terribili e avranno una maggiore estensione. Alcuni intendono queste piaghe in senso allegorico e non letterale, ma non ci sono motivi sufficienti per escludere che le sofferenze presentate interessino anche il mondo fisico.

Le prime quattro piaghe mostrano notevole somiglianza con i giudizi delle prime quattro trombe. La quinta piaga parla di “tenebre” che avvolgono il regno dell’anticristo e si può trattare di tenebre morali, ma anche di tenebre fisiche, a causa di sconvolgimenti di tipo cosmico. La sesta piaga prefigura lo scontro finale: non sono sufficientemente chiari i dettagli di tale scontro, ma in ogni caso alla fine sarà uno scontro contro Dio e il Suo esercito (19:19). Sarà l’atto finale della potenza demoniaca manifestatasi attraverso l’opera dell’anticristo e del falso profeta e si concluderà con la loro sconfitta. La settima coppa annuncia ancora una volta la fine e prefigura in particolare la caduta di “Babilonia la grande”.

CAPITOLI 17, 18 E 19 – LA CADUTA DI BABILONIA

La caduta di Babilonia, già preannunciata dall’angelo in 14:8, viene descritta in questa parte del libro. Il nome Babilonia deriva da Babel=confusione (Genesi 11:9). La potenza babilonese è stata sempre un pericolo per il popolo ebreo, sia dal punto di vista militare che religioso ed anche quando l’impero babilonese cessò di esistere, il termine “Babilonia” è stato usato allegoricamente per indicare corruzione spirituale, idolatria, mondanità, ecc.

Qui “Babilonia” indica con tutta probabilità la chiesa infedele, apostata. Essa è descritta come “gran meretrice” (17:1), “la madre delle meretrici” (17:5), donna “con la quale hanno fornicato i re della terra” (17:2), in contrapposizione alla Chiesa fedele che è chiamata la “casta vergine” (2 Corinzi 11:2), la Sposa “senza macchia” (Efesini 5:27). Babilonia è chiamata “la gran città, la potente città” (18:10), mentre la Chiesa è chiamata “la santa città” (21:2,10).

L’indicazione di 17:9 naturalmente fa pensare a Roma e la storia del cattolicesimo romano attraverso i secoli ben si accorda con le descrizioni di questi capitoli. Va tuttavia detto che la chiesa infedele non si può identificare con una sola denominazione, ma comprende tutti coloro che, come singoli o come movimenti, si sono allontanati dalle vie della verità.

La donna siede sulla “bestia” che sale dall’abisso (17:3), dunque si appoggia al potere politico ed esercita autorità ed influenza che si estendono in tutte le parti della terra (17:15). I legami esistiti tra potere politico e potere religioso in ogni tempo sono noti a tutti e non ci stupisce quindi l’accostamento tra la “meretrice” e la “bestia”.

Come si è già avuto modo di dire la “bestia” simboleggia l’ultima potenza mondiale. Essa “era, e non è, e deve salire dall’abisso” (17:8): ciò indica la sua esistenza nei tempi passati, il suo temporaneo tramonto, il suo ritorno alla fine dei tempi. Le “sette teste” della “bestia” sono, oltre che i “sette monti sui quali la donna siede” (17:9), anche “sette re” (17:10) o regni, succedutisi nel corso dei secoli. Le “dieci corna” (17:12) indicano altri re o governi che in uno stesso periodo eserciteranno il loro potere insieme alla “bestia”, l’“ottavo re”, cioè l’anticristo. Ciò lascia pensare alla coalizione o alla federazione di Stati per il governo mondiale degli ultimi tempi.

Il potere politico, dopo aver sostenuto la “donna” (e, forse, dopo essersene servita per il conseguimento dei propri fini), si rivolterà contro di essa, rendendola “desolata e nuda”(17:16), distruggendone l’esistenza stessa. La Bibbia afferma chiaramente che, benchè avverrà per opera dell’uomo, l’abbattimento della chiesa apostata rientra nel disegno di Dio, Che si servirà di mezzi umani per adempiere il Suo giudizio contro di essa (17:17; 19:2).

La caduta della “gran città” sarà motivo di cordoglio sulla terra per coloro che ad essa si erano appoggiati, ma sarà motivo di gioia nei cieli per la fine dell’iniquità ad essa collegata. Giovanni ha una nuova visione della gloria celeste e, dopo il grido di trionfo per la caduta di“Babilonia”, ode il grido di giubilo per l’annuncio delle imminenti “nozze dell’Agnello” (19:7), cioè l’unione di Gesù Cristo con la Sua Chiesa.

LA BATTAGLIA DI HARMAGHEDON

Il termine ebraico “Harmaghedon” significa “Monte di Meghiddo”. Tale località, che si trova nel nord della Palestina, fu teatro di varie battaglie ricordate nell’Antico Testamento (Giosuè 5:19; 2 Re 9:27; 23:29), e divenne per gli Ebrei sinonimo di lutto e di cordoglio (Zaccaria 12:11). La battaglia di Harmaghedon è profetizzata in 16:13-16 e 19:19-21.

Non conosciamo i particolari relativi alle cause che porteranno a tale conflitto finale, né i suoi sviluppi in modo dettagliato. In ogni caso, del tutto singolare sarà l’epilogo di questa battaglia in quanto Gesù stesso interverrà, sconfiggendo gli eserciti terreni. Egli, accompagnato dai Suoi santi (i credenti rapiti e gli eserciti angelici), porrà piede sulla terra, sul monte degli Ulivi (Zac. 14:3-6). Eserciterà un giudizio immediato sull’anticristo e sul falso profeta, che saranno gettati vivi nello “stagno di fuoco”e sugli eserciti raccolti (19:19-21).

CAPITOLO 20 – GLI AVVENIMENTI FINALI

Dopo il giudizio esercitato sull’anticristo e sul falso profeta, l’azione divina si volge contro Satana, che viene “legato”, cioè reso impotente ad agire per 1000 anni.

L’“abisso” (20:1) è la dimora dei demoni ed è anche la loro “prigione” (Luca 8:31; 2Pietro 2:4), in attesa del giudizio finale che sarà esercitato anche su di essi. Il passo di Isaia 24:21-23 può riferirsi profeticamente proprio agli avvenimenti di questo tempo della fine.

Ha così inizio il periodo della storia dell’umanità chiamato “Millennio” ed anche se il numero di anni indicato da questo termine dovesse avere valore simbolico, è chiaro che si tratta di un periodo di tempo lungo. All’inizio del “millennio” si colloca la “prima risurrezione” (20:5): torneranno in vita i martiri uccisi durante il periodo della Grande Tribolazione. Quindi Gesù Cristo stesso assumerà il governo della terra, adempiendo così le molte profezie al riguardo (Salmo 2:8,9; Isaia 9:5,6; Daniele7:13,14; Zaccaria 14:9; ecc.).

I santi, provenienti dal Rapimento e dalla 1^ Risurrezione regneranno con Cristo e giudicheranno le nazioni (20:4; vedi anche Daniele 7:21,22,26,27; 1Corinzi 6:2), cioè parteciperanno con Gesù al governo dell’umanità.

Non è detto in quali modi e in quali forme si eserciterà questa azione di Cristo e dei Suoi santi: se sarà visibile o invisibile, se dal cielo o dalla terra. Quali saranno le caratteristiche di questo regno messianico è possibile immaginarlo, anche sulla base dei passi profetici che a questo tempo si riferiscono. L’azione di governo del Signore e l’assenza di Satana saranno garanzia di ogni forma di bene per il genere umano. Sarà un tempo caratterizzato da giustizia (Salmo 45:6,7; Isaia 2:2-4; 11:1-9), pace (Isaia 11:6-9), felicità (Isaia 12:3,4), longevità (Isaia 65:17-23), benessere (Amos 9:11-14). Il Signore opererà una sorta di restaurazione nella natura e nell’uomo dopo i guasti prodotti dal peccato.

Nonostante le benedizioni godute durante il regno di Cristo sulla terra, l’umanità farà presto a ribellarsi ancora al Signore. Infatti alla fine del “millennio”, essendo stata ridata a Satana libertà di azione, gli uomini saranno di nuovo trascinati dal tentatore a combattere contro Dio (20:7-10). Le nazioni della terra, simboleggiate da “Gog e Magog” (Genesi 10:2; Ezechiele 38:2,3; 39:1), si raccoglieranno ancora contro i santi e, come nella battaglia di Harmaghedon, l’intervento divino porrà fine ad ogni ostilità. Satana sarà vinto per l’ultima volta e gettato nello “stagno di fuoco”.

Si avrà infine il giudizio finale: Iddio giudicherà tutti gli uomini, credenti e non (Romani 14:10-12; 2Corinzi 5:10; Ebrei 9:27). A tale scopo i morti di tutte le epoche, rimasti inanimati all’atto del Rapimento della Chiesa e della 1^ Risurrezione, torneranno in vita (20:13) e, insieme ai credenti, compariranno davanti al tribunale di Dio. Sarà giudizio di condanna per alcuni e di premio per altri; i primi andranno a punizione eterna nello “stagno di fuoco”, che è chiamato anche la “morte seconda” (20:14), cioè definitiva; i secondi a vita eterna nella nuova creazione.

CAPITOLI 21 E 22 – LA NUOVA GERUSALEMME

Dopo il giudizio esercitato da Dio, Giovanni vede “un nuovo cielo e una nuova terra”(21:1). Si tratta della “nuova creazione” di cui già parlò Gesù (Matteo 19:28). Così come gli esseri umani rivestiranno un corpo immortale ed incorruttibile al posto di quello mortale e corruttibile del tempo presente (1Corinzi 15:52-54), anche il creato sarà profondamente modificato (Romani 8:19-21; 2Pietro 3:10,11), anche se non ci sono rivelati tutti i dettagli di questa radicale trasformazione. Ci viene detto che non ci sarà più mare (21:1), né sole e luna (21:23), né notte (21:25; 22:5).

In questo ambiente nuovo ci sarà la “nuova Gerusalemme” (21:2), che è presentata sia come la dimora dei santi, sia come la personificazione della Chiesa glorificata. Per questo motivo si incontra spesso il numero “dodici”, simbolo della totalità del popolo di Dio, o alcuni suoi multipli (il lato della città è lungo dodicimila stadi = 2.220 Km.; il muro è alto centoquarantaquattro cubiti = circa 70 m.).

La descrizione della “santa città” presenta sicuramente elementi simbolici, ma colpiscono la grandiosità e la ricchezza delle sue caratteristiche. E’ una città piena di splendore (21:11), con i fondamenti, le porte, la piazza costituiti da materiali pregiati. Si parla di pietre preziose, di perle, di oro, ma visto che si tratta di un nuovo mondo, non sappiamo se la materia di questa nuova creazione sarà identica a quella attuale.

Il “fiume dell’acqua della vita” e “l’albero della vita” (22:1,2) testimoniano della pienezza di vita che si godrà nella città santa. Troveranno così pieno adempimento le parole di Gesù: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano ad esuberanza” (Giov. 10:10).

Ma la cosa più rilevante sarà la presenza di Dio in mezzo ad essa (21:3,23; 22:3,4), una presenza non più condizionata dai limiti della attuale natura umana (Esodo 33:20; Giovanni 1:18), ma piena e completa (1Corinzi 13:12; 1Giovanni 3:2,3).

Alessio Sibilla | Notiziecristiane.com