Messaggi subliminali?

Premesso che molti degli spot promozionali televisivi del celebre “Amaro Jagermeister” sono caratterizzati dal risalto del “cervo” che ne costituisce il logo (stranamente si vede una croce posta fra le corna), e dal netto contrasto fra il “buio”-notte e la “luce”-giorno, quanti si sono accorti che nell’ultimo spot in tivù si legge fra le righe, in forma subliminale, l’adorazione per il sole e l’amore per le tenebre? Infatti, nella nuova campagna pubblicitaria dal titolo “Ask for a darker night” (chiedi una notte più buia) firmata da Publicis Italia, il filo conduttore della rèclame è un invito ai giovani a  “vivere una notte diversa, una notte più buia….”, identificata dal colore e dallo spirito stesso di Jagermeister, scuro amaro da bere quando il sole è tramontato.

Il filmato inizia con un party notturno dove una moltitudine di giovani danza attorno a un monolite di ghiaccio che riproduce un obelisco grezzo, al cui interno si intravede la testa del cervo ben visibile per le grandi corna che sembra richiamare le corna del caprone, tipico animale simbolo satanico e dell’occultismo. La gente balla frenetica nell’oscurità della notte, ma non appena il sole sta per sorgere, la musica viene per un istante interrotta e l’atmosfera sembra fermarsi: non appena il sole è alto nel cielo, un giovane estrae una bottiglia di Jagermeister dal ventre del blocco di ghiaccio e versatone il contenuto in un bicchiere lo alza in controluce a mò di offerta all’astro solare, sorseggiandolo, mentre la luce del giorno si affievolisce per l’arrivo di un’altra notte. Parafrasando lo spot, Jagermeister è un amaro “scuro” come la notte conservato dentro l’obelisco di ghiaccio, così come gli egizi pensavano che il dio Ra alloggiasse all’interno dell’obelisco stesso; la notte è l’ora ideale per divertirsi, perciò le “tenebre” simboleggiano la vera vita che comincia nelle ore più buie della giornata. E siccome la notte è anche simbolo di “mistero” ed il dio “sole” (Ra) rappresenta il dio creatore da cui procede la vita e da cui originano tutte le religioni orientali (il sole nasce a oriente), le due realtà – luce e buio – sono strettamente connesse, tanto che l’uomo rende culto ora all’una e ora all’altro. Peraltro, è casuale che nel mondo esistano ben trenta obelischi originali egiziani (solo a Roma se ne contano 15!) collocati in centri o piazze, cioè sempre “al centro” di punti strategici come Ra era il dio al centro del mondo? Pertanto, malgrado questi obelischi moderni siano considerati semplici monumenti architettonici, in realtà essi restano comunque idoli collegati al dio Baal cui venivano innalzati delle stele o pali sacri (Geremia 43:13 e 1^ Re 16:30-33) come il monolite di ghiaccio o obelisco dello spot che ricorda lo stesso culto idolatrico per Ra.

E poiché l’oscurità è sempre sinonimo di “malvagità” e di “peccato”, ricordo al lettore che come credenti siam chiamati, al contrario, a “denunciare le opere infruttuose delle tenebre” (Efesini 5:11) come i messaggi subliminali diffusi via cavo che sono un’arma di seduzione del nemico da qualunque fonte provengano.

Salvatore Di Fede | Notiziecristriane.com