Migliaia di cristiani a difesa dei valori cristiani e contro la blasfemia – christian day 25 gennaio – roma- piazza santi apostoli ore 15,00

Sarà un momento storico importantissimo per tutta la cristianità italiana, al quale aderiranno anche le chiese cristiane “Gesù Cristo è il Signore” di Gallico (RC), Condofuri, Vibo Valentia, Pellaro, Bagnara Via Oberdan. L’iniziativa è promossa dalla rete di Movimenti Cristiani Italiani formata da Movimento Rialzati Italia (presidente Claudia Baldari) Cristiani per l’Italia (presidente Sandro Oliveri) e A.C.E – Azione Cristiana Evangelica (presidente Adriano Crepaldi).

Il pastore Demetrio Amadeo della chiesa di Gallico (RC) unitamente agli altri pastori rimarca l’importanza di manifestarsi uniti e coesi per denunciare con forza gli ultimi fatti gravissimi accaduti nella nostra Nazione contro il nostro credo Cristiano, contro i nostri valori e principi e soprattutto contro la persona del nostro Signore Gesù Cristo.

Davvero inaccettabili e deprivanti della nostra identità cristiana nazionale gli ultimi episodi di cronaca: «il Manifesto esposto al Museo d’arte contemporanea di Roma – affermano i Movimenti Cristiani Uniti – che ritrae uno scempio senza fine di un uomo con un bambino inginocchiato che demarca profili di depravazione e di pedofilia, lasciando intendere che quell’uomo rappresenti Gesù; Netflix che, superando ogni decenza, ha lanciato il film blasfemo ‘La prima tentazione di Cristo’, dove Gesù viene raffigurato in versione omosessuale, con un fidanzato e con nessuna voglia di diffondere il vangelo, anzi frequentando i suoi discepoli che vengono descritti come un gruppo di alcolisti».

«Denunciamo a voce alta – proseguono i Movimenti Cristiani Uniti – queste azioni blasfeme e vergognose chiedendo con forza la rimozione del manifesto osceno dal Museo d’arte contemporanea di Roma e la sospensione della serie TV di Netflix, perché riteniamo che tali atti non solo offendano in modo ignobile il nostro credo e la persona del nostro Signore Gesù Cristo, ma siano identificabili come reato penale di vilipendio contro un credo religioso, il credo Cristiano».

Il pastore della Chiesa di Ionadi (VV) Giovanni Perri afferma: “il messaggio di salvezza predicato dal nostro Signore Gesù Cristo ha diviso la storia in avanti e dopo Cristo e i cristiani dovrebbero contrastare ogni forma di oppressione o di discriminazione. La fede senza le opere è morta. Un cristiano che soggiace muto a tali provocazioni non fa onore a quel popolo che 2000 anni fa accettava di essere martirizzato nelle arene per difendere la propria identità e non rinnegava il proprio Signore e Salvatore.

Il pastore della chiesa di Condofuri (RC) ribadisce: “l’obiettivo di realizzare il regno di Dio su questa terra deve unire tutta la Chiesa per giungere ad un obiettivo UNITARIO, il prevalere della cultura e della civiltà cristiana, la diffusione e la difesa di tutti quei valori che hanno da secoli permeato la nostra nazione.”

La rete di chiese cristiane italiane denuncia: “Siamo diventati il Paese dove i bambini in classe devono rimuovere il Crocifisso per non offendere altri credi religiosi, e nessuno si indigna o batte ciglio per difendere il nostro credo, la nostra cultura e la nostra identità cristiana. Siamo stanchi di queste continue offese, di questi continui attacchi e chiediamo leggi più severe per coloro i quali compiano tali blasfemie, e la punizione per i responsabili di tali atti. A tal fine depositeremo denuncia presso la Procura della Repubblica per l’affissione del manifesto osceno che demarca non solo il reato di vilipendio ma ha anche i connotati della pedofilia», hanno aggiunto.

Infine i pastori rivolgono un appello a tutti i cristiani di buona volontà, abbandonando le barriere denominazionali: partecipiamo numerosi per la difesa del nome di Gesù Cristo alla manifestazione di piazza a Roma: «sabato 25 gennaio 2020 per difendere il nostro credo Cristiano, per chiedere leggi più severe, per difendere i nostri valori, i nostri principi e la nostra identità cristiana, e invitiamo tutti a unirsi a noi in questa battaglia di civiltà».

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