Nel giorno della paura io confido in Te

Ben presto da piccolissima dovetti fare i conti con la vita.

Mia madre si separò da mio padre per motivi non banali, ma molto seri si trattava di problemi mentali. E sebbene avesse tentato di riconciliarsi per poter dare alla propria figlia il padre, mise in pericolo la propria vita ed anche quella mia.

Lei andò a finire all’ospedale diverse volte, perché cercava di ucciderci, ma ogni volta miracolosamente il Signore, che allora non conoscevo, non lo permetteva.

Crebbi a casa con il nonno e la nonna materna, a me molto cari, e mia madre, pur essendo giovanissima, non volle mai più risposarsi.

Ricordo ancora, perché me lo racconta la Mamma, che le disse: “Tu puoi anche sposarti, ma ascia rimane qui con noi”!

Mia madre rispose: “E secondo Te io preferisco un uomo a mia figlia?” Questo non sia mai!
E così fu!

Oggi mia madre ha 62 anni e non si è più risposata.

Crebbi… andai a scuola, prima in Germania e poi venni in Italia all’età di 10 anni.

Mia madre riuscì appena a convincermi, io non volevo assolutamente.

Ma grazie a Dio, perché qui conobbi Gesù, il Signore dice nella sua parola: “Cambierò il tuo cuore di pietra e ti darò un cuore di carne”!

Era proprio così avevo un cuore molto duro, nessuno poteva dirmi nulla, anche mia madre poteva cercare di dirmi qualsiasi cosa, ma io andavo dritto dove dicevo io.

Nelle relazioni sociali ero molto ma molto schiva.

Ricordo ancora una frase che mi disse la bibliotecaria del Liceo, con cui piacevolmente trascorrevo il mio tempo in silenzio leggendo: “Tu sei un orso”!

Io sorridevo perché diceva la verità. Il mio comportamento era dovuto al rifiuto quasi completo degli altri.

Prima che mi rifiutassero loro, lo facevo io, non volevo più sentirmi sbagliata, quindi evitavo, e questo lo feci per anni.

Io mi sentivo rifiutata da mio padre, che considerava la mia nascita, quasi uno sbaglio! Che dolore intenso mi ha accompagnato lungo tutti i miei anni, finché non conobbi il Signore!

Nel frattempo mia madre aveva accettato il Signore, e mi parlava tantissimo di questo Salvatore ma non accadeva nulla.

Io mi dicevo: “finché io non lo sento dentro di me, io non lo accetto”!

Passarono mesi e anni, ebbi un incidente mortale dove miracolosamente non morì.

Era inverno, a Piana c’era la neve, non ero abituata ad uscire, per me esisteva solo casa chiesa e studio, tuttavia il mio fidanzato che oggi è mio marito, mi aveva invitato a fare una passeggiata ed a imbucare una lettera. Appena ci avviammo per una lunga discesa, il mio fidanzato fu scaraventato lontano da una Geep mentre io ne fui travolta. La Geep mi trascinò per 500m alla fine dovevo rimanere schiacciata perché era una discesa. In quel frangente di tempo, Dio mi parlò, mentre davanti ai miei occhi scorreva un flashback della mia vita e mi disse:” Tu sei Mia e d’ora in avanti tu mi servirai”! La Geep nel frattempo fece una brusca manovra e io miracolosamente uscì illesa e mi rialzai con i miei piedi, senza un osso rotto.

Da quel momento in poi, accettai il Signore, e non mi sono più fermata. Il Signore cominciò attraverso il suo spirito a modellare il mio cuore e quindi anche il mio carattere.

Adesso mi sentivo amata, avevo un padre che si prendeva teneramente cura di me, che non mi riteneva uno sbaglio.

Io non ero uno sbaglio, tu non sei uno sbaglio, caccia via nel nome prezioso di Gesù, questo pensiero dalla tua mente poiché non procede neanche da te stesso/a.

Il fatto di sentirsi rifiutati è secondo me la cosa peggiore che possa accadere ad una bambina, che da così piccola non può capire, perché troppo piccola.

Da grande non lo si accetta, ma se si conosce il Signore si impara a perdonare. Il perdono è fondamentale perché porta la pace del Signore. Il Signore e Dio, ma è anche Padre, mio padre.

Tutto il tuo dolore dallo a Gesù, le tue paure dalle a Gesù, poiché Egli è morto sulla croce affinché tu avessi vittoria per il suo santo nome.

L’amore di Dio caccia via la parola. Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi.

Dio ci benedica, vi abbraccio nell’amore del Signore

Mascia

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