Nessun futuro per 7 chiese

NELLA FOTO: Dove sono i diritti umani in Algeria? ©MEC

Indonesia: Il pretesto del permesso di costruzione

Il 30 luglio, a Yogyakarta, le autorità hanno revocato, dopo averlo concesso lo scorso gennaio, il permesso di costruzione ad una chiesa locale per “inosservanza dell’obbligo di uso frequente dell’edificio”. Va detto che i cristiani della zona hanno subito intimidazioni dal resto della popolazione attraverso l’affissione di manifesti ostili.

Due giorni dopo, l’1 agosto, la costruzione della chiesa di Semarang è stata interrotta a causa della scadenza della licenza edilizia. Per ragioni finanziarie, infatti, i lavori avevano subito dei rallentamenti.

Infine, il 7 agosto scorso, un incontro della chiesa di Riau è stato interrotto dalla polizia per la mancanza dei permessi di edificazione del locale di culto, nonostante fosse stata presentata da tempo una richiesta ufficiale per effettuarli. “Aspettate che il culto sia finito, poi parleremo”, ha chiesto il pastore Sinaga agli ufficiali, senza però essere ascoltato.

Algeria: Chiuse 2 nuove chiese

Il 6 agosto, la chiesa di Boudjima, vicino a Tizi Ouzou, è stata chiusa dalla gendarmeria che ha anche apposto i sigilli perché non venisse più utilizzata.

Più recentemente, il 2 settembre scorso, la chiesa “Principe della Pace” di Ighzer Amokrane, località nel nord del Paese, è stata chiusa dopo un primo tentativo mancato a fine agosto dalla polizia. Durante il primo tentativo i fedeli si erano infatti rifiutati di abbandonare i locali della chiesa.

Iran e Nepal: 1 chiesa confiscata e 1 danneggiata

In Iran, il 9 maggio, gli agenti di polizia hanno cambiato le serrature della chiesa assira di Tabriz e ordinato al custode di andarsene.  ”Molte chiese protestanti vengono confiscate in Iran. In genere rimangono vuote, trascurate e si trasformano in ruderi prima di essere demolite”, ha affermato Mansour Borji, responsabile della sezione Advocacy dell’organizzazione Article 18, per la promozione della libertà religiosa in Iran.

In Nepal, lo scorso giugno, La Batase Prayer Tower, fondata nel 2003 a Bardhaghat, nel distretto di Nawalparasi, è stata demolita. “Nonostante fossero stati concessi i permessi per la sua costruzione, le autorità hanno proceduto in tempi brevissimi e senza alcun preavviso alla demolizione”, aveva affermato al momento dei fatti un partner locale di Porte Aperte/Open Doors.

L’arma amministrativa

In tutti i casi riportati, le autorità hanno utilizzato la leva amministrativa per bloccare le attività cristiane, arma estremamente efficace e lontana dai radar mediatici per una persecuzione fondata sul semplice rifiuto della minoranza cristiana. L’assenza di edifici ecclesiastici, tuttavia, non significa che le attività vengano interrotte. Spesso infatti i cristiani si incontrano nelle case o in luoghi nascosti facendo brillare il messaggio di Cristo nonostante gli ostacoli.

Porte Aperte Italia

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