Palermo: Intervista esclusiva al Pastore Cesar Augusto Salazar Salazar

Abbiamo il piacere di pubblicare l’intervista esclusiva al Pastore Cesar Augusto Salazar Salazar.

Il Pastore Salazar abita a Milano con sua moglie Diana e i 4 figli: Daniel, Naomi, Carol y Luca. Nato in una famiglia cristiana in Colombia nel 1972, da 20 anni risiede in Italia dove ha acquisito la cittadinanza italiana. Giornalista di professione, da 20 anni è impegnato a tempo pieno per l’opera del Signore. Prima, per via del suo mestiere di giornalista, annunciava cattive notizie, adesso annuncia la buona notizia del Vangelo. Nell’anno 2000, appena arrivato in Italia, allo stesso tempo che svolgeva il ministero pastorale, nella veste di giornalista internazionale, riesce accreditarsi all’ufficio stampa del Vaticano, per l’evento del Giubileo. Esperienza che gli ha permesso di regolare la sua permanenza in questa nazione.

In questi anni, durante il percorso ministeriale ha vissuto diverse prove sia per la propria salute sia in famiglia che hanno permesso di fondarsi fermamente nella fede, riconoscendo che solo in Dio c’è speranza e salvezza. Adesso guida un ministero con sede a Milano e sviluppa l’apertura di nuovi gruppi e comunità nei suoi dintorni.

Come servitore dell’opera del Signore ha viaggiato in diverse nazioni e in diversi città d’Italia, ministrando e collaborando con altri ministeri cristiani evangelici; oggi abbiamo il piacere di intervistarlo durante la sua permanenza come relatore alla XII Conferenza Internazionale Evangelica che si è tenuta a Villabate (PA).

Tu parli di un rapporto personale col Signore, tu parli di un rapporto tra il nostro cuore e Gesù; come possiamo predisporre il nostro cuore a Lui alla luce di una vita travagliata dalle mille distrazioni a cui siamo bombardati, vedi i social network con tutti i più svariati strumenti di comunicazione, che possono essere di edificazione se usati sapientemente o di distruzione se usati per altre finalità? 

Comincio con una piccola esperienza che ho vissuto da poco nella nostra comunità; qualche settimana fa’ mio figlio è entrato in un social network (Instagram) ed ha visto un post; in questo post quello che ha attirato l’attenzione di mio figlio è stata una “storia”, con un immagine di un campo di concentramento tedesco, e lì c’era il commento di un ebreo: “Se Dio esistesse dovrà chiedermi perdono!”. Leggere questa frase ha attirato la sua attenzione, poi ancora, leggendo tra i tanti commenti del post ha notato il commento di un fratello come risposta alla persona che aveva scritto che voleva sfidare Dio. Mio figlio attirato dal commento, sempre onorando Dio, ha preso contatto con il fratello in Cristo. Quindi vorrei che sappiate come attraverso questo contatto, mio figlio è riuscito non solo a conoscere un fratello in Cristo ma anche a entrare in contatto con un ragazzo che era musulmano e che pure Lui si era sentito attirato di quella frase e il commento. Grazie al social network è riuscito a toccare il cuore di quel giovane musulmano che così ha conosciuto la potenza di Dio. Per concludere questa storia la prossima settimana battezzeremo questo ragazzo che era musulmano, solo perché attraverso internet, il giovane è riuscito a trovare una risposta che ha soddisfatto la sua vita. Questo lo sto dicendo perché attraverso internet si riesce ad arrivare a tante persone che hanno bisogno di conoscere Gesù, ed è solo attraverso un’esperienza personale che lo Spirito Santo permette di arrivare alle persone e si riesce a conoscere questo Dio vero!

Ogni giorno da più prospettive assistiamo che si parla sempre meno di santificazione e sempre più di “grazia”… ma tra queste due parole non dovrebbe esserci un equilibrio?

Sì, giustamente… perché la grazia di Dio ha dato l’opportunità che possiamo vivere in santificazione, nessuno può santificarsi per se stesso se non entra dentro la grazia di Dio. La grazia di Dio è come un ombrello che Dio ci ha donato, affinché noi c’entriamo dentro. E sé un giorno io uscirò fuori dalla grazia, sicuramente, non potrò vivere la santità.

Uniti sotto un solo Capo è un tema importante e fondamentale per ognuno di noi, oltre ad essere stato il tema dell’ultima meravigliosa Conferenza a cui hai partecipato; come si può fare per andare aldilà dei muri (che sono le denominazioni) e dei steccati (che sono le dottrine)?

Purtroppo, noi esseri umani siamo esperti nel creare orticelli, gruppi, organizzazioni; io non sono contro le organizzazioni però, posso dire che non è l’unica soluzione esistente per unificare la chiesa, perché alla fine, chi produrrà quest’unità è soltanto lo Spirito Santo di Dio nella chiesa. Lui ha detto: “Io edificherò la mia chiesa”, questo è un compito che Dio fa’ attraverso i 5 misteri di cui parla la scrittura. Questi ministeri sono quelli che permettono un’edificazione e il perfezionamento dell’opera del Signore.

Dove stiamo andando… a che vale sentirsi forti dietro la frase “tanto siamo salvati per grazia”?

Purtroppo, ci sono quelli che “assassinano” la grazia, ci sono altri che si approfittano della grazia; non c’è un punto di equilibrio e questo è il grande problema, perché stanno impedendo a tanti che possono veramente usufruire della grazia, perché la salvezza è per grazia di questo siamo certi perché lo dice la scrittura, non è per i nostri propri meriti, la grazia è un punto, dove dobbiamo arrivare; la grazia è l’opportunità che Dio sta dando all’essere umano affinché l’essere umano possa ricevere lo Spirito di Dio che è quello che ci conduce e che ci santificherà.

Sentirsi debitori, far agire il timore di Dio nel nostro cuore e nella nostra vita è una deriva in questo evangelo moderno o un punto di partenza?

Penso che sia un punto di partenza che stiamo arrivando, penso che siamo in un momento importante, penso che non siamo ancora alla fine, siamo in un momento importante, dove Dio manifesterà attraverso lo Spirito Santo tutti questi doni e questi ministeri che Dio risveglierà in mezzo alla chiesa. La chiesa deve unirsi e sentirsi debitori verso il mondo, nel senso di portare il messaggio e portare un amore profondo, ancora c’è un mare immenso di persone che hanno bisogno di conoscere il vangelo che Gesù ci ha lasciato, il vero evangelo, il vangelo puro e non quello fatto a nostra immagine e somiglianza.

Un saluto e un incoraggiamento per i lettori di notiziecristiane.com?

Un saluto a tutti voi… Questo è un mezzo che dobbiamo usarlo sempre a fin di bene perché il Signore vuole glorificarsi e se sta arrivando a tante persone e per poter far conoscere quello che vivono altri cristiani in un’altra parte del mondo. Ed è molto importante, perché ci incoraggia a conoscere altri ministeri, sapere che non per forza devono esistere in una chiesa locale tutti e cinque i ministeri, i cinque ministeri sono estesi in tutto il mondo; ed è bello sapere e conoscere notizie di una comunità lontana dove conosciamo pastori, profeti e apostoli che Dio sta preparando, non autonominati, ma quelli che Dio si è scelti e quelli che Dio ha chiamato. 

Pietro Proietto

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