Pastore Vittorio Valente: vorrei provare a dire la mia…

In questo momento storico in cui il senso di una tanto vantata libertà coinvolge le masse, vorrei provare ancora a dire la mia.

Modestamente, pacatamente, proverò ad esprimere dei concetti che a me sembrano piuttosto ovvi. Proverò.

Non credo affatto che il solo fatto di avvertire in noi delle forti sensazioni faccia di noi quel qualcosa che stiamo sentendo.

Pensando alle emozioni ed alle percezioni interiori, specie in ambito di identità sessuale, mi sorgono delle semplici domande: un uomo che non si riconosce nel corpo di uomo, e si sente interiormente donna, può definirsi donna? E può aspettarsi che gli altri lo individuino come donna?

Cioè, è sufficiente sentirsi interiormente del tipo “X” per essere trasformati o riconosciuti nel tipo “X”?

È vero, per varie ragioni potrei sentirmi in un certo modo, ma non è detto che io sia in quel modo.

Io mi sento in base a ciò che sono, e non sono in base a ciò che sento.

Mi sento uomo perché sono un uomo, e non sono uomo perché mi sento uomo.

Posso certamente sentirmi depresso ed essere depresso, sentirmi confuso ed essere confuso, sentirmi felice ed essere felice, sentirmi ricco interiormente ed esserlo, ma non potrò sentirmi milionario ed esserlo senza milioni, nè sentirmi medico ed esserlo senza titolo.

Allo stesso modo, un uomo che è attratto da un uomo non è una donna, nè due uomini che hanno una relazione sono due donne. Rimangono pur sempre uomini attratti da uomini.

Altrimenti, anche una donna animalista appassionata di giraffe diverrebbe un giraffo, ed un uomo profondamente appassionato del suo gatto diverrebbe una gattina.

Credo che la nostra società “progressista” debba riflettere meglio verso cosa stia pensando di progredire.

Davvero vogliamo affermare che un uomo sia donna solo perchè è attratto dagli uomini, oppure che una donna sia uomo solo perchè è attratta dalle donne?

Siamo così intelligenti da andare tanto oltre il senso delle cose?

Anche con un travestimento, un uomo potrà sembrare una donna fino ad ingannare l’occhio più attento, ma non sarà mai una donna. Ed inoltre, anche nel caso di una trasformazione chirurgica ed ormonale, ogni singola cellula del suo corpo lo smaschererebbe e gli ricorderebbe che è, e rimarrà sempre, un uomo.

Non voglio fare discriminazioni di alcun genere, ed ammetto che ogni persona responsabile ha la libertà di vivere ciò che desidera, anche se non ne condivido le scelte.

Questa non è discriminazione, ma solo un esercizio, una prova di buon senso.

Tra pochi giorni nel nostro Parlamento si inizierà a discutere un’assurda legge contro l’omotransfobia, con la quale verrebbero puniti i reati di discriminazione ed istigazione all’odio delle più ampie categorie LGBT non ben specificate. In questa maniera si farebbe un passo concreto verso il riconoscimento di categorie sessuali e di genere dipendenti, appunto, dai vari “io mi sento così”, ma non da qualcosa di oggettivo.

Sarà un po’ troppo? Beh, penso di sì. Il mio “sentirmi così” non può diventare un tuo obbligo a riconoscermi diversamente da come mi vedi.

Ripeto, questa non è discriminazione, altrimenti ne avremmo di antiche discriminazioni da recuperare e sanzionare.

Qualcuno si è mai preoccupato di difendere l’ampia categoria di obesi in Italia, davanti ai quali molti irriverenti sogghignano al grido di “ciccione”?

Oppure qualcuno si è mai preoccupato di sanzionare quegli stolti che per offendere una persona un po’ impacciata la apostrofano con un bel “mongoloide”, oppure con un bello “spastico”. Non dovremmo forse fare, prima per loro, una legge antidiscriminazione contro l’istigazione al disprezzo, all’odio?

Perciò, cari concittadini, amici, fratelli, proviamo a mantenere accesa la ragione, e non lasciamoci persuadere da un semplice “mi sento così”, altrimenti si aprirà una così ampia serie di “mi sento…”, che saremo costretti ad accettare quei sentori individuali ed intimi come se fossero dei fatti acclarati ed indiscutibili, senza più alcun confine.

I vostri figli potrebbero finanche ritrovarsi uno come me a scuola, solo perchè un giorno batterò i miei piedi davanti alla Preside poichè, proprio in quel giorno, mi sentirò professore.

Se in noi, poi, c’è un po’ di fede in Dio, chiediamo il suo parere, leggiamo la Sua Parola, ed accettiamo umilmente la Sua opinione.

Grazie pastore Vittorio

Un’ esortazione ed un amorevole invito ci giunge ad essere assennati percorrendo il sentiero dei giusti. Il coraggioso figliolo di Dio esercita la fede inclinando il cuore all’intelligenza e comprendendo il timore di Dio troveremo la scienza di Dio. (Proverbi 2:1-5)

Lella Francese

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