Per il governo tedesco la pedopornografia deve diventare “reato minore”

Per il governo tedesco la pedopornografia è un reato minore, di poco conto insomma, che deve essere per questo derubricato. La sconvolgente proposta è stata presentata nei mesi scorsi ed è attualmente in discussione, in attesa di eventuale approvazione definitiva.

Secondo il disegno di legge presentato, infatti, sono da adeguare, in difetto, le sanzioni per chi viene scoperto a comprare o distribuire materiale pedopornografico, ovvero materiale pornografico che vede quindi come protagonisti i minori. Sono bastati appena quaranta minuti ai membri del governo per discutere un provvedimento riguardante un tema tanto importante che dunque non deve aver avuto particolari ostacoli al fine di passare alla commissione giuridica.

Ma cosa prevede nello specifico questo disegno di legge? Con questa manovra il governo federale intende modificare le sanzioni minime per la distribuzione, l’acquisizione e il possesso di contenuti pedopornografici. In buona sostanza le pene saranno diminuite: mentre ad oggi la pena minima è di un anno, con questo “ritocco” le sanzioni minime per «diffusione, acquisizione e detenzione di contenuti pedopornografici» sarà ridotto. Il possesso e l’acquisto di questo materiale potrà essere punito con reclusione minima di tre mesi; la distribuzione con una pena di reclusione minima di sei mesi. Non verrà invece toccata la pena massima.

Un passo indietro, questo, da parte del governo, che aveva alzato le pene minime nel 2021 già precedentemente previste in tre mesi di detenzione o multa.  Per giustificare tale disegno di legge si è andati a cercare casi limite come quello in cui le persone vengono in possesso involontariamente di materiale o di genitori o insegnanti venuti a conoscenza della pratica di figli o di alunni e che volevano mettersi a conoscenza reciprocamente del fatto.

Discutibile in questi casi, per il legislatore, la pena di un anno e per questo la decisione di derubricare in toto il reato. Lo stesso dicasi per il possesso di materiale. Un conto, spiegano, è il conservare materiale per usarlo effettivamente, un conto è averlo per una “pulsione adolescenziale” slegata all’attività sessuale vera e propria dovuta piuttosto “a curiosità” o “sete di avventura”.

Una giustificazione che non sta in piedi e che non educa minimamente il giovane e che anzi lascia spazio a una maleducazione morale: la persona che vede derubricato il reato e che si vede giustificata in queste azioni certamente non si persuaderà dell’errore ma anzi continuerà per la sua strada.

Non può essere inteso “un gioco” un tema tanto delicato in cui vengono coinvolti minori, bambini e ragazzi sensibili che hanno piuttosto bisogno di una limitazione più rigida dei loro comportamenti per comprendere effettivamente cosa è male e cosa è bene.

L’ennesimo scivolone di una società incastrata e schiava dei suoi sistemi e che si “prodiga” in ragionamenti troppo sofisticati, finendo per dimenticare il modo di agire più semplice che spesso però, oltre a essere il più ovvio, è anche il più efficace.

Dunque si presta il fianco a queste orrende pratiche affinché prendano sempre più piede e diffusione, nonché l’ennesimo rischio di sdoganare con una giustificazione qualsiasi, presto o tardi, volenti o nolenti, insistendo su queste linee liberal, perfino l’atroce pedofilia. Purtroppo c’è da scommetterci.

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