PERCHÉ ALCUNI RIFIUTANO DI CREDERE IN GESÙ CRISTO…?

Oggi, voglio affrontare questo argomento partendo da 5 termini che in gran parte si incrociano tra di loro come sostanza: orgoglio, miscredenza, irreligiosità, ateismo e incredulità.

Secondo il dizionario, il termine orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito alla gratificazione conseguente all’affermazione di sé stessi.

Un episodio di orgoglio ci fu già da principio nel cielo, quando Lucifero, l’angelo più bello creato da Dio, che tanto era vicino alle realtà celesti, si inorgoglì, mirando a raggiungere una posizione più elevata di Dio e una potenza più grande del Signore. Ciò che accadde ce lo dice prima il profeta Ezechiele al cap. 28:12-15 come profezia contro Tiro e poi Isaia al cap. 14:12-15, spiegando la caduta di Babilonia, con riferimento alla caduta di satana sulla terra, scacciato dal cielo da Dio.

“Tu mettevi il sigillo alla perfezione, eri pieno di saggezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto di ogni tipo di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti, erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità” (Ez. 28:12-15)

“Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell’aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: «Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo» Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa!” (Is. 14:12-15)

Il secondo episodio in cui appare l’orgoglio (e anche l’inganno) di satana, è quando ingannò Eva dicendole di ribellarsi a ciò che Dio aveva comandato loro, ovvero di non mangiare dall’albero del bene e del male. Satana la ingannò dicendole: “«Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» 2 La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; 5 ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».

“…e sarete come Dio…”

Naturalmente, a sentire queste parole, “che potevano diventare come Dio”, Eva si inorgoglì e non se lo fece ripetere due volte. Prese il frutto, ne mangiò e ne diede a suo marito, e subito i loro occhi si aprirono, ed ebbero conoscenza del bene e del male.

Da questi episodi possiamo vedere che già dal principio della creazione ci fu ribellione e orgoglio nel cielo, prima in satana, poi nell’uomo. Questo è il piano di satana da quando è stato scacciato da Dio sulla terra: ingannare l’essere umano con le sue menzogne, portandolo all’orgoglio verso Dio, a non credere in Lui, e ad innalzarsi ritenendosi “signore di sé stesso”, senza Dio, lontano dal suo Creatore.

Non mi meraviglia sapere che grandi uomini della storia, pieni di sé e ingannati dal diavolo, hanno creduto e ritenuto di essere “dio”. Proprio come il faraone che, all’invito di Mosè e Aaronne di lasciar partire il popolo d’Israele dall’Egitto, si rifiutò dicendo: “chi è Dio che io debba ubbidire alla sua voce?!” (Esodo 5:2).

Così anche oggi, l’essere umano, pieno di sé stesso, come il faraone all’epoca, rifiuta Dio, sceglie di non credere in Lui, in quanto per lui è inaccettabile l’esistenza di un Dio che non si vede e che se esiste permette ogni male nel mondo, ignorando ciò che dice la Bibbia che “Dio si è manifestato a lui (all’uomo) attraverso la meravigliosa creazione” (Romani 1:18-21) e che il male non è causato da Dio, ma è la conseguenza dell’assenza di Dio nel cuore dell’uomo. L’uomo ostinatamente crede di poter vivere la propria vita senza Dio e, pieno di ideologie distruttive, tende ad allontanarsi sempre di più dal suo Creatore. “Chi è Dio che io debba credere in Lui?”, dice l’ateo, il miscredente, l’incredulo – “io sono il signore di me stesso!”.

Chi non crede in Dio è pronto a credere in qualsiasi altra cosa – in se stesso, nei soldi, nel lavoro, nelle ricchezze, nella scaramanzia, negli oroscopi, nelle opinioni della gente, nelle fantasiose teorie come quella dell’evoluzione, del “Big bang” che prendono il posto della spiritualità.

E proprio per quelli pieni di sé, che credono solo in sé stessi, la Bibbia dice che “la via che all’uomo sembra diritta, sembra giusta, finisce per condurlo alla morte” senza Dio (Prov. 14:12), che “quando il cuore dell’uomo s’innalza, arriva la rovina” (Prov. 18:12). Gesù stesso ha detto “Chi s’innalza sarà abbassato” (Matteo 23:12). Ecco perché la Bibbia esorta, non solo il credente, ma l’essere umano in generale a “non avere un concetto di sé più grande di quello che deve avere” (Rom. 12:3), e a “non stimarsi saggio da se stesso” (Gal. 6:3).

Ma la buona notizia è che “chi crederà in Gesù, non camminerà più nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giov. 8:12). Per dirla con Leonard Ravenhill: “Il più grande miracolo che Dio possa fare è tirar fuori da un mondo perverso un uomo peccaminoso, santificarlo, riporlo di nuovo in quel mondo e mantenerlo santo, nel bel mezzo di una generazione profana e perversa!”

Certo, non sarà esente dai problemi, ma con Gesù avrà una marcia in più per affrontare i problemi della vita. E in più riceverà il dono della salvezza e della vita eterna promessa da Dio. Ma è importante aprire la Bibbia, anche se all’inizio si è un po’ scettici, perché la fede viene dall’udire la Parola di Dio.

Dio ci benedica

Alessio Sibilla | Notiziecristiane.com