Perché Dio usa misericordia all’uomo?

Detto chiaramente, fuori dai denti, a noi, spesso pare una manifesta ingiustizia. Soprattutto, quando non siamo noi i diretti interessati..

“Chi sbaglia, paghi!” è il primo pensiero che si affaccia alla nostra mente.

Avere misericordia o, meglio, che qualcuno riceva misericordia, ci sembra sempre un modo per farla passare liscia a qualche mascalzone scansafatiche, che, marciandoci su, continuerà imperterrito, in un atteggiamento insolente ed indisponente.

Ma la bellezza divina è tutt’altra.

Credo davvero fondamentale, innanzitutto nelle nostre comunità, riscoprire l’importanza di essere “misericordiosi, come il Padre” (Lc 6,27).

Dio, del resto, è consapevole della fragilità umana.

l’uomo soggiace all’inconsistenza della propria volontà, alla scarsa capacità di perdurare nei propri proposito di compiere quel bene, quando pure si rende conto che solo in esso potrà trovare la felicità a cui anela. Dalle Sue mani siamo usciti: ci conosce, da quando ancora dovevamo formarci nel grembo materno, per questo, non vuole che ci lasciamo scoraggiare dalle nostre mancanze perché, accanto ad esse, si è appuntato tutte le nostre potenzialità, persino quelle che, per accidia, ancora sono rimaste inespresse e puramente utopiche.

La Parola insegna molto su questo, di esempi ne è ricca..

Lo sa bene Zaccheo, che da omino pavido e ladro, si scopre uomo dalle grandi azioni e dai grandi slanci, commisurati alla proporzione del suo latrocinio. Con l’aggiunto di quel qualcosa che viene da un perdono che, “coprendo” ogni peccato, ci consente di guardare oltre, scorgendo orizzonti nuovi, a cui non ci eravamo mai potuti affacciare, perché avevamo ormai accettato, rassegnati, di rimanere schiacciati dalla mediocrità di un peccato che, lasciandoci nella comodità, non ci incoraggiava a pensare un’altra realtà possibile.

Non è un caso che diverse persone rinfacceranno al Nazareno una certa propensione al cibo: è proprio a tavola, del resto, che Zaccheo si sente in dovere di rispondere a quella sconfinata fiducia, promettendo di restituire il maltolto e ricordandosi, finalmente, dei poveri.

Chi non si è trovato, quanto meno, incuriosito dalle parole di Cristo?

Da più di duemila anni le sue parole, ma, più ancora, la sua vicenda, corrono sulla bocca di tutti.

Un motivo ci sarà, se, ancora oggi, nonostante la Chiesa impregnata della sua umana fragilità, tutto ciò non ha perso il suo fascino e la sua attrattiva, tanto che, persino nel mondo occidentale, ad un ragazzo cresciuto nell’ateismo può bastare uno sguardo, un “fermarsi“, una “semplice scintilla per riportarlo alla sequela totale del Cristo.

Dio usa misericordia verso ogni creatura, affinché essa non soccomba sotto un dolore troppo forte (Cor 2, 7).

Vincenzo Lipari | Notiziecristiane.com

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