Persecuzioni: Il ruolo di Porte Aperte nel mondo. Intervista a Cristian Nani

Cristian Nani, responsabile di Porte Aperte Italia, intervistato da Lella Francese, per Notizie Cristiane, ci racconta come è cambiata la sua vita dall’inizio della sua conversione ad oggi passando per la missione di Open Doors fino ad arrivare all’ultimo report globale sulla persecuzione anticristiana (WWL 2020).

  • Puoi raccontarci della tua conversione e la scelta di unirti alla missione di Porte Aperte

Come per molti il mio processo di conversione iniziò progressivamente all’età di dodici anni quando mia sorella maggiore di sette, convertendosi fece un cambio di rotta.

Il cambiamento radicale di mia sorella catturò la mia attenzione che divenne un processo cognitivo più determinante, ma non sino ad accettare i suoi inviti, benché accettai di buon grado una bibbia in regalo. Molte  volte declinai per ragioni del passato connesse alla chiesa cattolica. La durezza del mio collo m’impose di non partecipare alle attività della Chiesa. Ero  interessato solo alla continuità della Parola di Dio che per  12 anni indagai. Quotidianamente annotavo note e riflessioni dedicate al Signore, senza immaginarlo, quei dodici quaderni mi condussero a Lui e alla persona che conobbi: la mia fidanzata, ora mia moglie da molti anni. La nostra conoscenza ci permise di approfondire non soltanto i nostri sentimenti ma iniziammo a condividere le Sacre Scritture, in seguito frequentammo la chiesa, e comprendemmo la chiamata del Signore.  Il puzzle custodito nella mia mente nei dodici anni precedenti, prendeva forma trovando giusta collocazione. 

  • Più che un cammino di Fede fu una poi una corsa molto veloce.

La scelta di unirmi alla missione si realizzò nella comunità locale tramite l’invito del fratello Lino Capone: il direttore di Porte Aperte. Durante un seminario: presentò le persecuzioni dei Cristiani divenuti soggetti di preghiera e l’attività della missione.

Rimasi colpito profondamente e mi domandai come si potesse avere una fede così fortemente radicale da sacrificare la propria vita per Cristo. Mi sentii attirato dalla missione e l’opportunità di collaborare mi permise di conoscerla più da vicino. Compresi lo spirito della missione e realizzai nel cuore, la motivazione di Dio nel coesistente estendendo la Sua Gloria nei luoghi più ostili del mondo al Vangelo. Ciò risuonò come una melodia ricercata da tanto tempo dal mio cuore. Iniziai a collaborare maggiormente. Divenendo parte dello staff, cambiai il modo di leggere e di meditare la Parola di Dio. Ora dirigo la missione da cinque anni e l’obiettivo principale è di far conoscere il vangelo in luoghi dove nessuno andrebbe. Consideriamo che il rischio maggiore sia quello di veder sparire fratelli perché sono isolati.  Stare al loro fianco è volontà del Signore cui va la Gloria.

  • Sul sito di Porte Aperte apprendiamo che la missione iniziò intorno agli anni 50 e nel 1983 le chiese furono informate delle realtà persecutive inerenti ai luoghi di missione. Vi furono delle resistenze da parte degli appartenenti della stessa fede e o da parte dei governi?

Nei paesi dove la persecuzione è una realtà quotidiana, le resistenze ci sono sempre essendo uno dei punti nevralgici per l’ostilità del vangelo. Sostanzialmente in molti paesi, la missione non può esistere con un suo nome relativamente dichiarato ma lavora in maniera clandestina. Nel 1955 nacque il contrabbandando Bibbie, perciò spesso diviene necessario operare sotto sotto copertura, sotto altre forme o in maniera totalmente clandestina come avviene in paesi di forte contrapposizione. Il servizio sviluppato nella missione è divenuto un approccio missionario intenso. Personalmente lo definisco l’arte dello scomparire ossia del servo inutile citato nel vangelo di Luca.  L’attitudine è scomparire e sostanzialmente possiamo affermare che la stragrande maggioranza dei cristiani perseguitati nel mondo, ricevono aiuto concreto nella costante presenza della missione. Molti di loro non conoscono Porte Aperte poiché la missione lavora attraverso chiese locali o tramite fratelli e sorelle della stessa chiesa Il nome di Porte Aperte non appare nella gran parte dei casi e di conseguenza questo ci porta a essere poco visibili per coloro che ricevono.

L’arte dello scomparire ci aiuta in termine di sicurezza ma è anche un esempio ottimale per non attirare l’attenzione su di sé, inoltre lo stare nell’ombra porta a un risultato eccellente, le persone si affezionino alla propria chiesa. Quest’uso è stato acquisito come uno dei nostri grandi obiettivi.

  • Largamente hai illustrato e conosciamo le varie attività mondiali di Porte Aperte, a questo proposito, dove trovaste e trovate adesso difficoltà maggiori?

Trovammo resistenze nel creare la missione in Italia.  Il mondo Cristiano è stato e sarà bersaglio a seconda delle epoche. Ci furono chiusure nei confronti di una missione piuttosto che di un’altra ma non ci hanno mai preoccupato molto. Crediamo fortemente che la preghiera apra ogni porta. Se è la volontà del Signore aprire una porta come scritto in Apocalisse la Sua porta rimarrà aperta.

La mappa della persecuzione, annualmente pubblicata e richiamata da media e da governi a vari livelli è una buona fotografia dei luoghi, dove è più pericoloso e più difficile operare come missione. Word watch list è il rapporto che identifica inoltre i luoghi di missione dove siamo e vorremmo essere presenti.  Con questa domanda mi offri l’opportunità di rilevare alcuni scenari importanti per la missione: In Medio Oriente proprio in questi giorni, stanno fuggendo folle dalla Siria. Vorrei ricordare che sia in Siria e in Iraq durante le guerre c’era lo stato islamico. Nonostante le ripercussioni, la missione è rimasta lì. Le nostre reti locali ed estere non abbandonarono neppure quando alcuni dei nostri collaboratori persero la propria vita per servire Dio. Ciò è doloroso ma non ci siamo abbattuti perché abbiamo visto il frutto in Uomini e Donne Musulmane. La loro conversione è avvenuta grazie all’esempio della chiesa rimasta stabile. In Medio Oriente sono sorti, quelli che noi chiamiamo centri di speranza, chiamati così perché edificati attorno alle chiese.  Sono nuclei di speranza ai cristiani e alla popolazione e contemporaneamente  strumento di evangelizzazione.  I Siriani bombardati si dirigono verso Aleppo: prima tappa di rifugio.

Un nostro Pastore offre aiuto e sostegno alla chiesa locale e agli esodati.   

Lo scopo è quello di impedire che la presenza cristiana scompaia dal Medio Oriente. Crediamo nel vangelo e nel messaggio portatore di pace in quella in quell’area devastata dalla guerra interna del mondo islamico dove innumerevoli sono le vittime: fratelli si sono suicidati, famiglie in conflitto hanno alimentato una spirale di vendette e di odio che solo il messaggio di amore e di perdono del vangelo può sospendere.

L’india è un paese particolarmente perseguitato. Ogni giorno giungono notizie di chiese o fedeli assaliti. Negli ultimi anni, l’attuale governo ha intensificato l’intolleranza nei confronti dei cristiana e delle minoranze.  E’ bene sapere che uno dei punti prefissati in agenda dal partito attuale è quello di rendere l’india agli Indù e tutte le altre minoranze, fra cui i cristiani, devono assoggettarsi a questa svolta nazionalistica religiosa. 

La Corea del Nord, Africa Sub Sahariana sono territori oppressi e tante altre terre con la medesima violenza. Non basterebbero ore per elencarne i soprusi.

  • Il 15 gennaio siete stati accolti Dalla Camera dei Deputati, spiegane se possibile contenuti  ed eventuali intese?

Effettivamente il 15 gennaio, siamo stai accolti presso la Sala Stampa, dall’Inter gruppo Parlamentare per la difesa della Libertà religiosa dei Cristiani nel mondo. La Camera dei Deputati composta da senatori e onorevoli di vari partiti, ha mostrato interesse per i nostri interventi. L’incontro si è rivelato una buona opportunità per presentare il nostro report annuale sulla persecuzione. Alcuni politici di diversi schieramenti hanno formulato la richiesta di aiuto alle commissioni italiane con gli Affari Esteri, per le disamine dei paesi, dove si verificano le ostilità.  Noi offriamo dossier, dove sono riportati i dati discriminatori perpetrati nei confronti di cristiani. La documentazione propositiva ha la precisa finalità di poter costituire uno strumento da utilizzare nelle discussioni parlamentari.

Porre ad analisi l’attenzione sulla situazione dei cristiani perseguitati quando si svolgono affari di natura economica, ci appare molto interessante. E’ un veicolo di una realtà contingente atta alla discussione a livelli i cui poteri decisionali possano intervenire in una tematica spesso ignorata. La riunione ripresa dalle varie emittenti radiofoniche, reti telematiche e stampa ha permesso una divulgazione su tutto il territorio nazionale e ciò non può che rallegrarci.

  • Attualmente nel mondo vediamo ascoltiamo di notizie catastrofiche come vulcani che eruttano dopo anni d’inattività, terremoti, guerre, epidemie. Ritieni che il sistema mondiale sia giunto ” all’inizio della fine dell’età presente quindi ritorno di Gesù è alle porte”?

Di fatto la storia umana ha vissuto momenti  molto più  drammatici del presente. Basta pensare alla seconda guerra mondiale in cui ci sono stati in  milioni di morti. Durante quel tempo lo scenario osservato pilotava la mente umana all’anticristo e alla personificazione del  male  in uomini appartenenti al potere mondiale. Un pensiero umanamente lecito specie quando il popolo ebraico  rischiava l’estinzione. Ci sono stati momenti storici ritenuti peggiori  in cui il mondo è stato esposto. L’Europa ha conosciuto pestilenze devastanti, un terzo della popolazione perì. Benché nel passato le numerose epidemie abbiano prodotto parecchie vittime, in realtà  il numero dei decessi è notevolmente diminuito, sono dati reperibili da internet e da fonti attendibili.

Non mi focalizzerei sul versetto di Matteo 24:6 ma riflettere sulle parole di Matteo 28:18 “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. 

Il fondatore di Porte Aperte Andrea,  asseriva  che il Signore ordinò: ”Andate  e non tornate!”. Significa che il nostro mandato è a senso unico e noi siamo chiamati ad andare a dare  noi stessi, anche la nostra vita. Perciò  non vuol dire che ritorneremo ma è necessario realizzare  la chiamata del figlio di Dio come nomina fondamentale al  discepolo.  Cristo disse: “Prendete la vostra Croce e Seguitemi, prendete il vostro Strumento di tortura con cui Morirete”.

Non a tutti verrà chiesto di divenire martiri  per essere discepoli ma  vi assicuro che  le milioni di testimonianze dei fratelli perseguitati urlano al mondo cristiano l’elevato prezzo pagato per essere figli di Dio.  Alla luce della sofferta situazioni quale il corona virus,  dobbiamo realizzare  l’Amore di Cristo Eterno espresso nel Sacrificio e nella ricerca  dei non credenti. Egli bussa identicamente come in origine.

La certezza è espressa in una frase: ”Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Come cristiani predichiamo spesso  a presenza  del Nostra Signore. Il fondamento del Senso Unico è deve essere ricercato essendo il bene supremo ricevuto dalla Sua promessa. Cristo l’ha confermato: ”Non  perché Cristo non saremo soli!”.

  • Nel ringraziarti  per la cortese disponibilità e per l’impegno assunto,  hai un suggerimento da dare a tutti noi anche coloro che non sono credenti ma sono lettori di Notizie Cristiane?

A coloro che credono in Dio e che leggono Notizie Cristiane  va mio il mio appello di  non aver paura perché il nostro Signore ha vinto il mondo. Non lasciate turbarvi da ciò che sentite attorno a voi o quanto sta succedendo, Lui  è Nostro Padre e Nostro Signore  ha vinto il mondo. Il nostro obiettivo è e rimane come traguardo la Sua presenza permanente da qui all’eternità. Noi abbiamo il luogo che Cristo stesso sta preparando.

Ai  lettori  di Notizie Cristiane non  credenti lascio un messaggio molto simile: tutti noi stiamo vivendo quanto accade nel pianeta. Il timore della pandemia  fa perdere la speranza e  può causare la capacità di  non dormire la notte, comprensibile! Beh io vi invito ad avvicinarvi a Colui che da la vita, a Colui che ha vinto il mondo perché in Lui si trova pace e si trova riposo. In Lui  si trova vita eterna, questo lui ha solo  un nome: Cristo Gesù!

Grazie di cuore a voi per l’opportunità di questa intervista. Dio Vi benedica grandemente.

Lella Francese

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