Quando Cristo ci chiama non è ammessa nessuna scusa

ae17c25b-df10-413a-9d90-a013887bb742Ma Gesù gli disse: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunciare il regno di Dio” (Luca 9:60).

La scusa che presentò: “Signore, permettimi prima d’andar a seppellir mio padre. A casa ho un padre ch’è vecchio, non vivrà a lungo, e avrà bisogno di me finché è in vita; permettimi che io mi prenda cura di lui finché non muore, e io gli renda questo ultimo servizio di amore, e poi farò qualunque cosa”. Qui possiamo vedere tre tentazioni, che ci espongono al pericolo di essere impediti e ostacolati dal seguitare Cristo. E’ bene dunque guardarsi dalle seguenti tentazioni:

1) Indugiare entro una discepolanza allargata restandone ai margini, senza avvicinarci e dedicarci al rigore e alla costanza.

2) Differire lo svolgimento di quello che sappiamo essere il nostro dovere, e rimandarlo a qualche altro momento. Quando ci saremo liberati di una tale preoccupazione e difficoltà, quando avremo portato a termine quel dato affare, costituito un patrimonio di quella data entità, allora potremo cominciare a pensare di essere religiosi; e così siamo defraudati di tutto il nostro tempo, essendo defraudati del tempo presente.

3) Pensare che il nostro dovere verso i nostri parenti ci dispensi dall’assolvere il nostro dovere verso Cristo. E’ una scusa davvero plausibile: “Permettimi d’andare a seppellir mio padre, lascia che mi prenda cura della mia famiglia, e provveda ai miei figli, e poi penserò a servire Cristo”. Invece dovremmo in primo luogo cercare il regno di Dio e la Sua giustizia.

La risposta di Cristo: “Lascia i morti seppellire i loro morti. Supponiamo (anche se è poco probabile) che non ci sia nessuno se non i morti per seppellire i loro morti, o nessuno, salvo quelli che sono a loro volta vecchi e moribondi, che sono quasi morti, e non sono adatti per nessun altro servizio, mentre tu hai altro lavoro da compiere; tu vai ad annunciare il regno di Dio”. Non che Cristo voglia che i suoi seguaci o i suoi pastori si comportino in modo innaturale. La nostra religione ci insegna ad essere gentili e buoni in ogni rapporto, a mostrarci pii verso la nostra famiglia, e a rendere il contraccambio ai nostri genitori. Ma non dobbiamo fare in modo che questi servizi diventino una scusa per non assolvere il nostro dovere verso Dio, Se i parenti più prossimi e più cari che abbiamo al mondo ci ostacolano tenendoci lontano da Cristo, è necessario avere coraggio che ci faccia dimenticare padre e madre, come fece Levi (Deteuronomio 33:9). Questo discepolo fu chiamato a essere un pastore, e per tanto non deve impacciarci con le faccende di questo mondo (2 Timoteo 2:4). Ed è una regola che, quando Cristo ci chiama a compiere un dovere, non dobbiamo consultarci con carne e sangue (Galati 1:15.16). Non è ammessa nessuna scusa che ci dispensi da una immediata ubbidienza alla chiamata di Cristo.

Matthew Henry

Francesco La Manna – notiziecristiane.com
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