Senzatetto entra in chiesa durante il culto e il credente lo riceve con amore

L’immagine di un senzatetto che dorme nel grembo di un credente, durante un servizio di culto ha entusiasmato gli utenti dei social ed è diventato virale.

Un uomo che vive nelle strade è entrato in una chiesa dell’Assemblea di Dio nella città di Taubaté, a San Paolo. Appena arrivato, il senzatetto era disperato, ma un credente gli parlò di Gesù, gli offrì acqua e un abbraccio, che gli bastarono per calmarsi.

La scena è stata fotografata da uno dei fedeli della chiesa, Cleberson Santos, che ha dichiarato: “Oggi c’è stato un forte insegnamento per me e per i fratelli dell’Assemblea di Dio di una città del Brasile. Quando è arrivato questo senzatetto che giace solitamente davanti a una banca, i fratelli erano molto preoccupati. Continuavo a vedere se andava da qualche altra parte”. Tuttavia, la reazione del credente che ha accolto il visitatore è servita a farlo sentire il benvenuto, ha detto l’autore dello scatto.

“Quando il signor Orlando Baptista, parlò al giovane, con il suo atteggiamento accogliente, poi, gli diede un po’d’acqua e lo abbracciò il giovane si calmò e si sdraiò in grembo sulle sue gambe” ha dichiarato.

Cleberson ha poi colto l’occasione per congratularsi con lui, per l’atteggiamento costruttivo, ospitale e generoso! “Il mondo ha bisogno di persone come te”, ha scritto, aggiungendo che neanche lui avrebbe agito in questo modo. Ha dichiarato: “Guarda la differenza tra due atteggiamenti, il mio e quello di Orlando. Io avrei guardato e giudicato, il fratello Orlando, invece, da buon samaritano l’ha accolto“.

Cleberson, ha rivelato che Orlando non si era neanche reso conto di essere stato fotograto; “indipendentemente dalla chiesa e dalla dottrina, questo è un esempio da seguire”, ha affermato.

Purtroppo, anche in Italia, si vedono in giro sempre meno scene di questo tipo, aldilà di chi opera ancora rettamente. A volte, capita di vedere che chi dovrebbe dare l’esempio (pastori, diaconi e predicatori), si preoccupa più di riempire un locale di culto che dare un abbraccio, un bicchiere d’acqua o un tozzo di pane a un disperato; e poi ci si chiede qual’é il motivo per cui, quel fuoco che, tanti si augurano di ritrovare in chiesa, vada sempre più affievolendosi.

Nel caso specifico il buon samaritano era ignaro di essere catturato dall’obiettivo del cellulare, ma molto spesso gesti del genere sono inquinati, invece, da vanità e dal protagonismo di chi consapevolmente ha voglia di mettersi in mostra; e in quel caso il fuoco dello spirito non si alimenta di misericordia ma solo di vanagloria.

Il Signore nella sua parola non ha dato linee guida di come riempire i locali, o di come organizzare eventi sensazionali anche perché Gesù, non usava né effetti speciali, né si serviva di locali con corali e strumentazioni pazzesche per portare il Suo messaggio alla pecorella smarrita. Anzi, molto spesso, il Suo messaggio era racchiuso solo in un piccolo grande gesto che non precludeva nessun sermone, ma solo un semplice sguardo o un gesto che mostrasse l’amore per il prossimo per aprire il cuore della pecorella smarrita. Ritorniamo a fare del bene, come il Signore ci ha insegnato nella Sua parola, conviene alla pecora ma soprattutto al samaritano!

Pietro Proietto

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