Si fa rimuovere organi sessuali ma poi se ne pente: il dramma del non poter tornare indietro

I sostenitori dell’ideologia Gender dicono che cambiare sesso aiuta le persone transgender a stare meglio con se stesse, ma centinaia di testimonianze dimostrano che spesso è vero esattamente l’opposto.

Il Daily Mail ha recentemente riportato il caso di un giovane britannicoa cui sono stati rimossi i genitali durante un intervento chirurgico di riassegnazione di genere, che sì è pentito di averlo fatto e che ha citato in giudizio il sistema sanitario nazionale (SSN) per il fatto di non essere stato informato adeguatamente su tutte le conseguenze dell’operazione.

L’uomo si lamenta in particolare del fatto che i medici non lo abbiano avvertito del drastico esito dell’intervento chirurgico che lo ha lasciato sterile, incontinente e che lo fa sentire un “eunuco sessuale”. Su Twitter ha anche scritto che nel momento in cui si era svegliato dopo l’intervento, aveva già capito di aver commesso l’errore più grande della sua vita.

La causa legale è incentrata sul fatto che il SSN e le sue cliniche di genere non lo avrebbero adeguatamente consigliato prima dell’operazione cinque anni fa. Il paziente, sulla trentina, è cresciuto nel nord dell’Inghilterra ed ora ha smesso di identificarsi come donna e ha ripreso a vivere di nuovo come un uomo.

L’uomo dice di essere gay e che la sua sessualità avrebbe dovuto essere discussa prima di procedere con il cambio chirurgico e irreversibile di genere: «Sono stato castrato. Questo è il termine corretto, non posso credere che [al SSN] sia stato permesso di farmi questo”.

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