Siamo realmente liberi o è pura illusione?

Il concetto di libertà è stato spesso usato e abusato da sistemi socio-politici per manipolare le coscienze degli uomini al fine di un profitto di potere. Un concetto fatto credere possibile ma che nasconde una grossa illusione. Lo psicoanalista Erich Fromm fa una lucida analisi dell’illusione della libertà nel suo famoso libro Fuga dalla libertà 1941. In tempi più recenti la ballata musicale di Edoardo Bennato del 1977, Mangiafuoco, in burattini senza fili esprime bene il concetto di illusione di libertà: Non si scherza, non è un gioco; sta arrivando Mangiafuoco; lui comanda e muove i fili; fa ballare i burattini…. Ma se scopre che tu i fili non ce l’hai; se si accorge che tu il ballo non lo fai allora sono guai – e te ne accorgerai; attento a quel che fai – attento ragazzo; che chiama i suoi gendarmi e ti dichiara pazzo!…(strofa) Tutti i capi di partito ; e su in alto Mangiafuoco; Mangiafuoco fa le scelte muove i fili e si diverte….

Siamo inseriti in un sistema sociale che non è privo di influenza (fili) sulla persona. Il sociale influisce sul singolo e il singolo influisce sul sociale in un’ottica intersistemica (vedi P. Riccardi (D’Alise) in https://www.notiziecristiane.com/il-coraggio-di-essere-cristiani/).

Il contesto della società moderna, a mio modo di vedere, è incentrato su troppi fili: iper-stimoli, iper-notizie, iper-chat, iper- attenzione, iper-libertà. Apparentemente godiamo di più cose da usufruire, di più comodità ci rendono più indipendenti, più autosufficienti ma contemporaneamente ne annullano la nostra libertà interna. Ne è emblematico esempio la cultura dei social net. Ci affacciamo costantemente dalla finestra virtuale dei social net per dichiarare il nostro modo di pensare, di giudicare, per manifestare la nostra presenza nel mondo. Ma siamo sicuri che proprio questi atteggiamenti non mascherano la paura della solitudine, del non far parte, dell’essere tagliati fuori? (nomofobia) (P. Riccardi, Ri-trovarsi in https://www.psicologiaedintorni.it/ri-trovarsi/).

Paradossalmente ai più stimoli corrisponde meno libertà. Lo sapeva bene il filosofo Socrate che tutte mattine si recava al mercato con un paio di vecchi sandali e i suoi discepoli, nel tentativo di fargli cosa gradita, gli volevano offrire soldi per comprarsene di nuovi. Ma Socrate rispose Io sono contento di voi e dei miei sandali.  Tutte le mattine mi reco al mercato per vedere quante cose si vendono e di cui non ho bisogno. Non possiamo non considerare Socrate un uomo non libero.

Certo è un’impresa difficile, oggi, pensare a quanto siamo illusi di essere liberi interiormente. Crediamo di essere liberi solo perché non viviamo in un contesto dittatoriale. Ma non consideriamo quella forma muta, silenziosa di dittatura che crea l’illusione della libertà mentre in realtà la ostacola. Spesso ignoriamo che il nostro modo di pensare e di vivere è dettato da un sistema di potere che ci vuole tutti allo stesso modo o in alterativa ci dice di come essere. La conseguenza è che o facciamo quello che fanno tutti quanti gli altri (conformismo) o facciamo quello che ci dicono di fare (totalitarismo). (P. Riccardi, Parole che trasformano. Psicoterapia dal vangelo ed. Cittadella Assisi 2016). Un contesto del genere mal si sposa con i principi dell’antropologia cristiana che vuole libero di scegliere e di essere senza interferenze e fili mossi dall’alto: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male» dice il Signore ad Mosè (Dt 30,15).

In altre parole ci illudiamo di essere liberi da forze esterne mentre restiamo incatenati nella rete delle iperconnessioni, dei desideri di potere e di realizzazione, dell’arrivismo a tutti i costi. Restiamo intrappolati, incatenati dal nostro stesso Io narciso.

Meno siamo liberi interiormente più siamo mossi dai fili del potere, ma «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi» (Gal 5,1).

Pasquale Riccardi (D’Alise) | Notiziecristiane.com