“Spara… dai, fallo, spara…” mentre stavo per farlo, ho sentito un’altra voce che mi diceva: “fermati e non ucciderti”.

Conobbi il Signore quando vivevo a Caserta. A mia moglie che non è italiana, piaceva questa cittadina e quindi ci trasferimmo lì appena sposati.

Quando mi convertii a Cristo, quella sera mi trovavo proprio a Caserta… dove ho lasciato parte del mio cuore. La prima chiesa evangelica dove entrai fu la mitica chiesa sul Corso Trieste. Non sembrava nemmeno una chiesa. Era piccola ed era situata accanto ad un Tabaccaio. La sera quando arrivavamo prima dell’inizio del culto, specialmente d’estate, ci si fermava sul marciapiede a salutarci e scambiare qualche parola. Una sera infrasettimanale, mentre conversavo con il pastore fuori al locale di culto, arrivò una guardia giurata su una moto che parcheggiò vicino al palo della luce. Aveva un’ aria sbandata e un volto molto pallido. Si accese una sigaretta e andava su e giù per la strada, guardando dentro la piccola chiesa. Benché sul locale di culto ci fosse scritto: “Chiesa Evangelica Pentecostale”, domandò: “Cosa c’è in questo locale?” Il mio pastore gli rispose: “È una chiesa evangelica, e io ne sono il pastore”. L’uomo non replicò nulla al momento, ma continuava a osservare i fratelli che entravano nel locale. Allora il pastore gli disse: “Guardi, se vuole qualche spiegazione su chi siamo, cosa crediamo… o se vuole addirittura prendere parte alla riunione, a noi farà solamente piacere”. L’uomo dapprima declinò l’invito, poi con calma si avvicinò e disse con voce palpitante: “Sa una cosa pastore, mi trovo qui e non so perché. Sarà un segno dal cielo? Cosa dovrei raccontarvi, stare qui per me è già abbastanza raccapricciante. Io non ho mai creduto in Dio, forse! Ma mi ispirate fiducia”. Vede, disse: “Le cose a casa mia non vanno bene. Mi sto lasciando con mia moglie che ha un altro. Ho cercato di far di tutto e speso molto in regali per lei, ma mi ha sempre respinto. Ha detto che non mi ama più… e io penso anche alle mie due piccole figlie. Un gran brutto pensiero mi sta assalendo da mesi. È quello di farla finita. Un colpo alla testa e basta. Stasera quando ho smontato sentivo dentro la mia mente quella voce che mi ripete da tempo: “fallo stasera… fallo stasera e lascia questo mondo malvagio e quando sarai morto troverai la pace”.

Così quando ho smontato, per la terza sera consecutiva che questa voce mi assaliva in modo costante, ho preso la moto e sono andato verso la Reggia di Caserta (26 anni fa, l’entrata alla Reggia di Caserta non era chiusa al traffico come oggi. Di fronte alle sue porte d’ingresso, c’erano abbastanza alberi che giacevano nel buio). Volevo farla finita con la vita. Il mio fisico non reggeva più a questa pressione. Questa sera ero deciso. Ho fermato la moto nei pressi e sono entrato all’interno di un cespuglio. Ho preso la pistola dal cinturino, ho tolto la sicura e mi sono portato la pistola alla tempia… la mano mi tremava e mi ha assalito una grande paura. Quella voce tremendamente assillante mi diceva: “spara… dai, fallo, spara…” mentre stavo per farlo, ho sentito un’altra voce che mi diceva: “fermati e non ucciderti”. Era una voce dolce e autorevole. Ho subito tolto la pistola dalla tempia, ho rimesso la sicura e sono uscito dal cespuglio. Sono salito sulla moto e ho iniziato a girovagare per tutta Caserta (credo che non fosse di Caserta ma di un paese vicino, a Caserta lavorava nelle Guardie Giurate). Poi dopo più di mezz’ora e senza nemmeno saper dove andare, sono passato davanti alla vostra chiesa. E qui, proprio qui ho risentito la stessa voce dolce che non ha permesso di togliermi la vita un’ora prima che mi diceva: “Fermati qui!”. Ed io mi sono fermato. E ora voi che mi dite che questa è una chiesa!” Adesso chi aveva il volto sbiancato eravamo noi della chiesa che ascoltavamo la sua testimonianza. Il pastore lo invitò ad entrare e ad a prendere parte al culto.

E così fu. Per diverse sere, quando usciva dal lavoro lo vedevamo per prima arrivare in chiesa, partecipava al culto ancora vestito con la divisa da poliziotto. Poco tempo dopo ci fu un cambio di pastore, fu comprato un locale nuovo, e io dopo un po’ me ne andai al nord per lavoro e non seppi più niente di questa cara persona. Ricordo tutti i particolari di quella sera in cui voleva togliersi la vita, ero presente e posso dire che lo Spirito Santo era intervenuto affinché questa persona che non desiderava morire sul serio, non si togliesse la vita. Dio da a tutti un’ opportunità, affinché l’uomo badi bene prima di fare una scelta del genere. Togliersi la vita è voltare le spalle a Dio e buttarsi nelle braccia del diavolo. Forse tu che leggi non credi né nel cielo e né nell’inferno. Io ti dico che sia il cielo che l’inferno sono più reali della notte e del giorno. Non sfidate Dio. Non date a Dio colpe che non ha. Domani, tutti sarete svergognati davanti a Lui. Perché esiste un domani di Giudizio per quelli che non credono. Egli sa i vostri nomi e tutte le vostre azioni fatte quando eravate ancora in questo corpo mortale. Egli è il Salvatore dell’anima nostra. Egli è venuto per salvare e non per distruggere.

Il nemico è Satana, perché vorrebbe distruggere tutta l’umanità. Ma questo non gli è concesso. Chi cerca il volto di Gesù Cristo trova pace, gioia, serenità e vita eterna. E non passerà per nessun giudizio, per mezzo del Sacrificio di Gesù Cristo. Badate bene a cosa fate.

Dio benedica te che leggi.

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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