Sri Lanka: la nostra visita ad una chiesa colpita

Continua a crescere il numero delle vittime degli attentati in Sri Lanka, ormai ben oltre 300, con almeno 500 feriti, alcuni gravissimi. Il governo ha dichiarato il lutto nazionale e lo stato di emergenza con tanto di coprifuoco per paura di ulteriori attentati. In ogni caso i collaboratori di Porte Aperte sono già stati nei luoghi degli attentati, in particolare nella Zion Church a Batticaloa per incontrare le guide e le famiglie delle vittime chiedendo cosa possiamo fare per stare loro più vicini. In passato abbiamo realizzato seminari di preparazione alla persecuzione e di cura dei traumi per questa comunità, già oppressa dalla persecuzione (lo Sri Lanka è al 46° posto della WWList): ora ci troviamo a partecipare alla devastante sequela di funerali, piangendo con chi piange. I nostri collaboratori Sunil e Liyoni* (pseudonimi) ci riportano quanto segue.

L’attentatore suicida, un uomo ben vestito con uno zaino in spalla, non aveva preso di mira specificamente la Zion Church (una chiesa evangelica). La chiesa più famosa della zona è una chiesa cattolica che si trova proprio sulla strada principale. Inizialmente era andato lì, ma la messa era stata celebrata la sera prima. Ha chiesto allora a qualcuno se venivano svolte in quel momento altre celebrazioni e si è diretto alla Zion Church, in un edificio che non si vede dalla strada principale.

Una volta arrivato, si è comportato come se stesse aspettando qualcuno. Quando gli è stato chiesto qualcosa, ha dichiarato che stava aspettando la madre malata e ha chiesto a che ora sarebbe iniziato il servizio. Diverse persone in chiesa, compresa la moglie del pastore, hanno parlato con l’attentatore suicida quella mattina. Un uomo che gli ha parlato ricorda che stava sudando abbondantemente. E’ rimasto a lungo nei pressi dell’ufficio del pastore. Diverse persone lo hanno invitato ad entrare in chiesa, a sedersi e a togliersi lo zaino. Poiché Batticaloa è un’area che è stata duramente colpita dalla guerra civile, la gente è ancora molto vigile. Avendo notato il suo comportamento sospetto, un giovane è stato mandato a parlare con l’attentatore. L’uomo è stato riluttante ad entrare e ha detto che doveva prima fare una telefonata. Un testimone oculare ricorda che l’esplosione è avvenuta non appena ha usato il suo telefono.

Al momento dell’esplosione l’incontro era appena iniziato. La maggior parte delle vittime sono i bambini che stavano andando a fare colazione dopo la Scuola Domenicale (appena conclusa). Essendo l’uomo posizionato nei pressi del parcheggio quando la bomba è esplosa, la maggior parte dei danni sono stati causati dalle esplosioni a catena delle moto presenti.

Durante la nostra visita, abbiamo notato che molte guardie armate sono state posizionate in città e che la strada che porta alla Zion Church è stata bloccata dai militari. Ufficiali di polizia presidiano ogni funerale, così come il cimitero. Tutti i negozi e le banche della zona sono stati chiusi per sottolineare la solidarietà dei cittadini con i cristiani in lutto.

Molti hanno appeso bandiere bianche e nere lungo le strade. Numerosi altri si sono accodati, in segno di rispetto, ai funerali, ad uno dei quali abbiamo potuto partecipare. Era il funerale dell’insegnante della Scuola Domenicale e di suo nipote (di 13 anni). I genitori del ragazzo erano entrambi presenti, ma il marito dell’insegnante è ancora in ospedale a causa delle ferite che ha subito. Molte persone sono passate da un funerale all’altro.

Tutti sono sconvolti da questo attentato e molti sono sotto shock. Pregate che le autorità siano in grado di arrestare tutti i responsabili in modo che le persone possano sentirsi di nuovo al sicuro. I tragici eventi della domenica di Pasqua hanno riaperto vecchie ferite: gli orrori della guerra civile, durata 30 anni, sono ancora freschi nella mente della gente. Pregate per la forza e il conforto di Dio su coloro che sono stati colpiti dagli attentati; tutti hanno perso qualcuno che conoscevano, un membro della famiglia o un amico.

Porte Aperte Italia

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook