Stuprata da un collega rimane incinta, Paula decide per la vita

Stuprata da un collega universitario che reputava una amico degno di fiducia, cade in depressione. Quando scopre di essere rimasta incinta, Paula decide per la vita e ritrova il sorriso.

La storia di Paula Peyton, studentessa universitaria americana, comincia come tante altre storie di violenza di genere. Lo scorso anno la 24enne americana conduceva una vita serena e sotto tutti i punti di vista uguale a quella di gran parte delle sue coetanee. Le sue giornate, infatti, trascorrevano tra corsi universitari, studio nelle aule apposite della biblioteca e uscite con gli amici. La studentessa non avrebbe sospettato mai che proprio una di quelle giornate si sarebbe tramutata in un incubo ed avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Uscita a cena con un amico conosciuto da qualche mese e con il quale aveva stabilito un rapporto di amicizia e fiducia, Paula è stata invitata dal giovane a salire in casa. In un primo momento era restia, ma alla fine si è fatta convincere. Una volta in casa il ragazzo le ha puntato una pistola alla testa, le ha intimato di spogliarsi e l’ha violentata.

La depressione post stupro e la decisione di non abortire

Le settimane successive alla violenza sessuale subita sono state traumatiche: la ragazza non riusciva ad uscire dalla sua stanza, aveva crisi di pianto, incubi e faticava a fidarsi nuovamente delle persone e del mondo. Passa un po’ di tempo, il ciclo non arrivava e cominciano le nausee mattutine. Paula decide di effettuare un test di gravidanza e quando questo ha dato conferma ai suoi timori si è sentita stranamente felice.

La ragazza comunica la notizia alla famiglia e tutti i suoi parenti le consigliano di abortire, le dicono che il bambino le avrebbe ricordato lo stupratore e che avrebbe potuto ereditare il gene malvagio dal padre. La studentessa non da ascolto alle parole dei parenti e dopo un po’ di tempo per riflettere Paula decide per la vita e porta a termine la gravidanza. Adesso è felice e del piccolo dice: “Lui è il sole. È gioia nel mezzo del lutto. È un nuovo sogno venuto a riempire antichi vuoti”. La ragazza, insomma, ha compreso che il bambino non era colpevole per gli errori del padre e poteva rappresentare una chiave di volta per tramutare la peggiore esperienza della sua vita in una delle più belle.

Luca Scapatello | Fonte