Svezia nega asilo a Cristiani iraniani in fuga da persecuzione

Un certo numero di cristiani iraniani in fuga dalla persecuzione nel loro paese si sarebbero visti negare l’asilo in Svezia, nonostante le autorità siamo pienamente consapevoli dei pericoli che questi potrebbero affrontare se dovessero fare ritorno in patria.“I libri di storia daranno un giudizio molto severo in futuro sulla politica della Svezia su questa questione”, ha affermato Gabriel Donner avvocato svedese che si occupa di immigrazione.

Ci sono numerose famiglie in attesa di protezione da parte della Svezia, ritenuta una delle nazioni più progredite al mondo. Invece le cronache riferiscono che la commissione svedese per l’immigrazione stia rigettando la loro richiesta, pur sapendo che i convertiti, una volta rientrati in patria, rischiano l’arresto, torture, e finanche la condanna a morte.

“L’Islam insegna che chiunque lasci l’Islam deve essere ucciso, perché è un apostata”, afferma Reza Jabbari, uno dei cristiani iraniani, richiedenti asilo in Svezia.

L’accoglimento della richiesta d’asilo, “Mi sembrava un fatto assolutamente scontato. Quest’uomo [Reza Jabbari], ha condotto altri mussulmani alla fede cristiana”, ha affermato sconcertato il suo pastore Cai Berger. Come lui molti altri sono in attesa della decisione della commossone, che però a quanto pare, mette in discussione la validità delle conversioni alla fede cristiana, accusando i richiedenti di cercare in realtà solo una scorciatoia per ottenere l’asilo. Mentre il pastore senior della chiesa iraniana di Stoccolma testimonia del loro coinvolgimento nel gruppo di lode della chiesa e contribuito alla TV Cristiana Iraniana oltre che ai vari siti web.

Ma a quanto pare, come spiega l’avvocato Donner, ciò non è ritenuto sufficiente dalla commissione: “Quando uno fa la richiesta d’asilo lo deve documentare. Se affermi di esserti convertito devi dimostrarlo porducendo un certificato di battesimo, l’iscrizione come membro di una congregazione, o altre simili cose”, spiega l’avvocato. A causa di questa norma però, alcuni dei richiedenti rischiano di vedersi respinta la richiesta.

“Noi abbiamo detto alle nostre famiglie in Iran che ora siamo cristiani, e loro ci hanno rinnegato. Così non abbiamo più una famiglia dove fare ritorno. Il nostro sangue è ora considerato halal, cioè che per un mussulmano è lecito ucciderci,” spiegano Ali Roshan e Mahtab Shafadi, che si sono visti negare l’silo insieme alla loro giovane figlia.

La Svezia è considerata uno dei paesi più laici d’Europa. Secondo un sondaggio del 2012 il 43% degli svedesi si considera agnostico o ateo, nonostante la Chiesa Luterana sostenga che la maggioranza siano suoi membri, almeno nominalmente.

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