TAGIKISTAN: NONOSTANTE I DIVIETI, IL NUMERO DEI CRISTIANI CONTINUA AD AUMENTARE

“Non registreremo più nuove chiese”, hanno affermato le autorità del Tagikistan rivolgendosi ai leader cristiani nel Paese. In che modo il governo tagiko sta cercando di contenere e nascondere la crescita della Chiesa? Questa la strategia:

Stop alla registrazione di nuove chiese

Alla fine del mese di maggio, un funzionario statale ha convocato i leader delle chiese protestanti tagike comunicando quanto segue: “non registreremo più nuove chiese, manterremo invariato il numero che risulta negli elenchi fino a questo momento”.  Come ha tuttavia aggiunto un cristiano locale, “la buona notizia è che, nonostante i vari divieti, il numero dei cristiani in Tagikistan continua ad aumentare!”

Escludere bambini, adolescenti e giovani dalle attività cristiane

Durante lo stesso incontro è stato enunciato anche il divieto per i giovani di partecipare alle varie attività ecclesiastiche. Eppure, si rallegrano i leader delle chiese, “molti di questi giovani si coinvolgono in prima persona per testimoniare della loro fede. Per questo motivo la conoscenza del Vangelo continua a diffondersi!”

La Chiesa tagika sta cercando di affrontare con fermezza queste restrizioni, e per questo chiede preghiera: “Pregate per noi, affinché restiamo fedeli al nostro Signore e continuiamo a impegnarci per Lui”.

Il governo del Tagikistan, Paese alla posizione n.45 della World Watch List 2022, è fortemente autoritario ed è retto dal presidente Emomali Rahmon dal 1994. A causa della sua struttura totalitaria, la percezione di qualsiasi “deviazione” di pensiero viene trattata con sospetto, per questo lo Stato esercita pressioni crescenti sui cristiani.

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