Tatuaggio è moda o distruzione?

Un giovane ci racconta la sua personale esperienza con i tatuaggi (Tatoo)… da vanto sono diventati, con la conversione a Cristo Gesù, un motivo di vergogna. Nella foto, invece, ecco un artista che mette in mostra il suo corpo tatuato, lui vive il mondo e le mode che “all’avversario” piacciono!  

La sua e la nostra speranza è che molti, soprattutto giovani, possano riflettere sul significato di una pratica, quella di “modificare” il proprio corpo, sempre più di moda nella nostra società.

La maggior parte dei giovani desidera fare un tatuaggio perché l’amico, o il fratello più grande, o l’idolo dello sport, o dello spettacolo hanno un tatuaggio ben in vista.
Purtroppo non considerano i buoni modelli da imitare, poiché i mass-media e la società offrono solo esempi sbagliati, quindi vanno dietro a queste mode strampalate senza pensare che ci possono essere delle conseguenze. L’apostolo Paolo afferma che l’unico esempio da seguire e da imitare è Gesù: “Siate miei imitatori come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1).
Molti tatuandosi pensano di essere più trasgressivi o più belli, ma poi i disegni che scelgono sono sempre i soliti; hanno sfumature o aggiunte diverse, ma i soggetti sono sempre gli stessi. Tutto ciò mi ricorda quel passo della scrittura che dice: “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole” (Ecclesiaste 1:9).

Ho conosciuto più di una persona che si è fatto tatuare il nome o l’iniziale del proprio compagno o compagna, per dimostrare il grande amore che provavano l’uno per l’altro, illudendosi che questo gesto li avrebbe legati insieme per tutta la vita. Ebbene, purtroppo si sono tutti lasciati, e anche in malo modo!
Altri per dimostrare l’affetto e l’amore per i figli, si sono fatti tatuare il volto dei propri cari, o il loro segno zodiacale, altri addirittura il proprio cane deceduto. Ci sarebbero ancora tanti esempi, per non dire di quelli che arrivano fino a tatuarsi tutto il corpo, deturpandolo, pensando di rimanere sempre giovani. Purtroppo non è cosi, al contrario s’invecchia prima e la pelle diventa tutta rugosa, raggrinzita, e vi assicuro che non è un bello spettacolo.
Questi gesti non sono sicuramente una dimostrazione di amore, o di fedeltà, o di qualsiasi altro buon proposito, ma è solo un desiderio personale che si chiama vanità. “Vanità delle vanità; tutto è vanità” (Ecclesiaste 1:2), l’amore è ben altra cosa!

Prima di avere un’esperienza con Gesù, anch’io ho deturpato il mio corpo tatuandone varie parti, sono stato tra coloro che si fanno sedurre da questa società corrotta e senza Dio. A volte riguardo le foto di quando ero bambino, ripenso a quegli anni e dico: “Signore come ho potuto rovinare quel corpo sano e pulito che tu mi avevi donato?”. Davide ha scritto nel Salmo 139:14: “Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo; le tue opere sono meravigliose, e io lo so molto bene” (Salmo 139:14).
Tempo fa mi piaceva esibire questi simboli che io reputavo essere segni di forza, ma poi ho compreso che mi sbagliavo, poiché ero debole e sono caduto cedendo a vari vizi che mi hanno reso schiavo del peccato. La vera forza viene dal Signore!
Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza” (Efesini 6:10). Quella non era forza ma, come ho già detto, solo vanità. Ero un cieco senza forza che non sapeva quello che faceva e copiava qualcuno che a sua volta aveva copiato qualcun altro!

Dopo aver conosciuto il Signore Gesù, Egli ha scoperto il mio peccato e mi ha fatto comprendere che avevo sbagliato, a tal punto che ora mi vergogno di quello che ho fatto e quando sono al mare tendo a nascondermi, perché mi sento a disagio. È proprio vero, ciò che per me era un vanto, ora è motivo di vergogna, tanto da non riuscire a guardarmi allo specchio neanche nell’intimità della mia casa. Un giorno dovrò spiegare alle mie figlie che il loro papà ha sbagliato e che soffre per aver guastato il suo corpo.

Ho desiderato portarvi la mia testimonianza affinché, se c’è qualcuno che è tentato a tatuarsi, possa considerare ciò che ho vissuto io in prima persona. L’invito che ti faccio è quello di non guastare il tuo corpo pulito e sano… non farlo! Io mi sono pentito amaramente nonostante in gioventù fossi sicuro che non mi sarei mai pentito di questo gesto. Le cose possono cambiare, tanto più quando si conosce il nostro Signore Gesù.

Lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

Già nell’Antico Testamento, agli israeliti usciti d’Egitto, Dio aveva proibito di praticare incisioni sul corpo e tatuaggi. “Non vi farete incidere nella carne per un morto, né vi farete dei tatuaggi addosso. Io sono il Signore” (Lev. 19:28). Ai sacerdoti ebrei era vietato farsi “incidere nella carne” (Lev. 21:5) ed a tutti gli Ebrei veniva altresì ricordato: “Voi siete figli per il Signore vostro Dio; non vi fate incisioni addosso e non vi radete tra gli occhi per un morto” (Deut. 14:1).

Incisioni e Tatuaggi nell’antichità

Gli israeliti venivano dall’Egitto, dove “la pratica di farsi tagli sul volto, sulle braccia e sulle gambe nel periodo del lutto era comune tra i pagani ed era considerato un segno di rispetto per il morto, ma anche una specie di offerta propiziatoria verso le deità che governavano la morte e la tomba”.

Altra pratica diffusa nel paese che li aveva resi schiavi, era quella dei tatuaggi rappresentati con figure, fiori, foglie, stelle o altri disegni su varie parti del corpo. “Erano realizzati con dei ferri infuocati, talvolta con inchiostri e pittura… È probabilmente associato, secondo Levitico 19:29, al costume di adottare tali segni in onore di qualche idolo, così si spiega chiaramente la proibizione.       

Perciò, venivano saggiamente vietati perché erano segni di apostasia e inoltre erano indelebili”.

Il termine tatuaggio deriva dal taitiano “tatu”, che significa “segnare qualcosa”. I tatuaggi sono stati praticati, nelle diverse civiltà, per scopo differenti: in alcuni casi, soprattutto in estremo oriente, erano legati a riti religiosi o all’appartenenza a un determinato clan per indicare maturità e coraggio, i greci usavano i tatuaggi per comunicare nel mondo dello spionaggio; i romani li usavano per segnare criminali e schiavi. Nella Scrittura i due divieti citati, relativi alla proibizione di deturpare il corpo, erano giustificati perché ritenuti come un’offesa verso il Signore, il Creatore, ed erano considerati come atti di violenza a danno del corpo umano creato da Dio.

Incidersi il corpo era soprattutto una manifestazione violenta del dolore per la perdita dei propri cari, mentre i tatuaggi avevano una funzione di carattere superstizioso e religioso, come dimostrazione di dedizione alla deità. Servivano come segno di riconoscimento di persone devote ad un determinato idolo. Per questa ragione la legge del Signore vietava incisioni e tatuaggi.

Fino ad alcuni anni or sono, le incisioni, e soprattutto i tatuaggi, non erano assolutamente d’uso comune. Non esistevano, come succede invece oggi, specialisti di tatuaggi e “piercing” (uno spillo penetrante nel corpo), che propagandano la propria attività con studi aperti al pubblico.

I tatuaggi erano usati unicamente da determinati individui, come per esempio i marinai provenienti da lontani porti dell’Asia o dell’Africa, che avevano accettato questa “moda” per ostentare la propria forza bruta e l’assoluto disprezzo di ogni regola sociale. Un altro gruppo era costituito da personaggi che avevano avuto a che fare col mondo della malavita e spesso il tatuaggio era stato loro praticato in carcere mentre scontavano qualche pena. Era un segno distintivo di appartenenza ad una determinata cerchia sociale, connessa con la criminalità. A questo proposito, persone di una certa età ricordano bene che si evitavano gli individui con tatuaggi in bella mostra, perché considerati pericolosi.

Chi non ricorda i corsari dei libri di avventura o del cinema che mostravano tatuaggi e segni deturpanti, magari con ferite sul volto, a testimonianza del coraggio e della forza manifestata nel corso di combattimenti ingaggiati da filibustieri e pirati. Con la sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, in un mondo ormai post-cristiano come l’attuale, i costumi pagani dell’Africa e dell’Asia sono diventati popolari. Un artista ad esempio come  “Fedez”  usano i tatuaggi per distinguersi e per far parlare di se. La TV ed il cinema usano l’idea del tatuaggio come indicazione di una società particolare. Si fa credere che chi ha tatuata un’immagine, ad esempio, di una tigre si apre allo spirito della ferocia” e questo costume ha avuto indubbiamente grande successo. Immediatamente, i giovani, per una sorta di esterofilia sempre più molto diffusa, hanno attuato sui loro corpi tatuaggi e “piercing”, imitando quelli visti su cantanti e gruppi musicali attuali. Questa moda si è diffusa a macchia d’olio; basti pensare che su internet esistono più di un centinaio di siti, che trattano di tatuaggi e “piercing”. Passata la moda, si vorrebbe cancellare con la dermo-abrasione i segni indelebili del tatuaggio, ma rimane lo sfregio e la cicatrice. È di questi mesi la notizia riportata dai giornali che decine di migliaia di persone si sono rivolte al chirurgo estetico sperando di cancellare i tatuaggi, in quanto è stato sperimentato un metodo indolore, che non lascia cicatrice di sorta.

Per le implicazioni commesse con i tatuaggi e i “piercing”, siamo certi  che i credenti fedeli all’Evangelo debbano attuare l’insegnamento della Parola di Dio riguardo a queste manifestazioni. È scritto “Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché foste comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” (1 Cor. 6:19,20). Certamente il Signore non apprezza che il Suo tempio sia segnato e sfregiato in questo modo. Dimostrazioni di questo genere, che rivelano credenze pagane in contrasto con la Sacra Scrittura, debbono essere evitate perché lo scopo dei veri seguaci di Cristo è quello di glorificare Dio anche con il proprio corpo, come ulteriore segno di una vita cristiana equilibrata.

In questi giorni d’autunno è facile incontrare un amico/a Cristiano/a che ha pensato di conformarsi al mondo, facendosi fare dei tatuaggi. Ovviamente sono dei tatuaggi ‘cristiani’, ti dice, che serve ad evangelizzare il mondo e diffondere la Parola di Dio. Qualcuno, naturalmente come un allocco ci può cadere, ma attenzione, state molto attenti, perchè si tratta di un inganno del diavolo, per indurvi a rovinare il vostro corpo che è il tempio dello Spirito Santo, e che va conservato in santità ed onore. Ricordatevi che la legge, che è fatta per qualsiasi cosa contraria alla sana dottrina (1 Timoteo 1:8-11), condanna il farsi tatuaggi o cose simili dicendo: “Non …. vi stamperete segni addosso. Io sono l’Eterno” (Levitico 19:28).

L’auspicio del Signore è siate santi, e non vi conformate al presente secolo malvagio che giace tutto quanto nel maligno.

Pietro Proietto | Notiziecristiane.com