TIMORE E PAURA

di Agostino Masdea –  “Il timore del Signore è il principio della sapienza”. Salmo 111:10 –   Ci sono due significati per il termine “timore”. Il timore inteso genericamente come paura, la preoccupazione che possa succedere qualcosa di spiacevole, oppure può significare “rispetto profondo, reverenza per qualcuno che viene riconosciuto come un’autorità superiore”.

Quando la Bibbia parla del “timore di Dio” si riferisce sempre a questo secondo aspetto. Perciò il timore di Dio non è paura di Dio! Più di 150 volte nell’antico testamento, e più di una trentina nel nuovo, si parla di “timore del Signore”.

La gente vive tra mille paure: paura del futuro, paura del fallimento, paura di perdere il lavoro, paura di ammalarsi, paura del dolore… e così via. Purtroppo anche tanti cristiani sono intrappolati nella morsa di queste paure. E così, mentre le paure sono in continuo aumento, il timore per il Signore diminuisce, anche in mezzo ai cristiani,

Il pastore David Wilkerson, a ragione diceva: “Sono convinto che senza il timore di Dio non possiamo sperimentare una liberazione dal peccato duratura. Eppure, in molte chiese il timore di Dio è diventato un soggetto tabù”.   

Paolo, per descrivere il peccato e l’immoralità della società del suo tempo, cita il verso del salmo 36 che dice: “Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi”. Romani 3:18

Alcuni pensano che il concetto del timore di Dio sia legato alla teologia dell’antico patto, e che oggi sia stato sostituito dalla teologia della grazia. Niente di più sbagliato! Queste due grandi verità bibliche non sono in antitesi tra loro, ma cooperano insieme. La grazia ha a che fare con l’amore di Dio, il timore ha a che fare con la sua Santità.

Come suddetto, il timore di Dio è “rispetto profondo” per il Signore, e dove manca il rispetto manca l’amore. “Signore, infondi il Tuo timore nei nostri cuori!”

Quando la Bibbia parla del “timore di Dio” si riferisce sempre a questo secondo aspetto. Perciò il timore di Dio non è paura di Dio! Più di 150 volte nell’antico testamento, e più di una trentina nel nuovo, si parla di “timore del Signore”.

La gente vive tra mille paure: paura del futuro, paura del fallimento, paura di perdere il lavoro, paura di ammalarsi, paura del dolore… e così via. Purtroppo anche tanti cristiani sono intrappolati nella morsa di queste paure. E così, mentre le paure sono in continuo aumento, il timore per il Signore diminuisce, anche in mezzo ai cristiani,

Il pastore David Wilkerson, a ragione diceva: “Sono convinto che senza il timore di Dio non possiamo sperimentare una liberazione dal peccato duratura. Eppure, in molte chiese il timore di Dio è diventato un soggetto tabù”.   

Paolo, per descrivere il peccato e l’immoralità della società del suo tempo, cita il verso del salmo 36 che dice: “Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi”. Romani 3:18

Alcuni pensano che il concetto del timore di Dio sia legato alla teologia dell’antico patto, e che oggi sia stato sostituito dalla teologia della grazia. Niente di più sbagliato! Queste due grandi verità bibliche non sono in antitesi tra loro, ma cooperano insieme. La grazia ha a che fare con l’amore di Dio, il timore ha a che fare con la sua Santità.

Come suddetto, il timore di Dio è “rispetto profondo” per il Signore, e dove manca il rispetto manca l’amore. “Signore, infondi il Tuo timore nei nostri cuori!”

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