Un viaggio alla ricerca del bene

«Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio». Romani 7:19

Sin da quando abbiamo cominciato a gattonare siamo stati circondati da raccomandazioni e assaliti da grida del tipo: “Questo non si fa” oppure “Fai attenzione”. Lungo il percorso della nostra crescita abbiamo tutti fatto le necessarie esperienze che ci hanno dato consapevolezza di cosa era pericoloso per noi e per gli altri, e cosa invece potevamo tranquillamente fare. Nonostante fossimo cresciuti e avessimo sviluppato un adeguato senso di responsabilità, non sempre gli altri si sono fidati di noi. Quante volte ti sei sentito dire “Hai fatto bene?”. Sono sicuro invece che hai perso il conto di quante volte hai udito “Hai sbagliato”, che altro non dice che “Hai fatto male”. E ancora peggio quando credi di aver fatto bene… e invece vieni rimproverato: “Hai fatto male!”. Alla fine non dovrebbe condizionare in alcun modo, tanto è risaputo che quello che è giusto per noi, non lo è per tutti. Qualche volta quel “hai fatto male” aiuta a crescere, quando è accompagnato da un sentimento di amore e protezione. Altrimenti è una sterile critica distruttiva, demotivante e spesso umiliante. Perché cerchi il bene? A Filemone, nel presentare il caso di Onesimo, Paolo chiedeva: “il bene che farai non venga da costrizione, ma da spontanea volontà” (Filemone v. 14). Quindi domandiamo: “Cosa vogliamo?” o forse dovremmo sforzarci di conformare la nostra volontà a quella del Padre celeste (Matteo 6:10; Luca 22:42).

Stiamo vivendo giorni in cui siamo costretti a rinunciare a tante delle cose che avremmo voluto fare o continuare a fare. Di contro stiamo facendo tante altre cose che non avevamo minimamente messo in programma. Il punto credo sta nel discernere cosa è bene e cosa male. Umiliarci sotto la potente mano dell’Eterno, ci aiuterà a riconoscere per bene quel che ci appariva un male, e viceversa. Di sicuro troveremo un risvolto negativo per tutto quel che abbiamo dovuto mollare. Ma si tratta sempre e solo della nostra prospettiva. Almeno per quelli che hanno un briciolo di fede, si stanno aprendo nuove frontiere. Abramo, è vero che affrontò un viaggio diversamente da noi, ma fu sfidato alla partenza a rinunciare ad amici, parenti, al suo paese, alle sue attività per un salto nel “buio”. “Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione” (Genesi 12:1-2). Chissà che non stiamo tutti viaggiando in questi giorni. Di sicuro con l’immaginazione. Ma se rifletti, scopri che anche la tua fede è in cammino. Oggi, ancora, vediamo e comprendiamo solo in parte. Viene il giorno in cui avremo piena coscienza di tutto quello che sta accadendo. È tempo di imparare a fidarci ancor più di Dio, che sa quel che fa, che vede quel che a noi è nascosto, che traccia una strada dove via non c’è. Per diventare una grande nazione, per essere una benedizione per quelli che lo avrebbero circondato nel tempo, Abramo deve obbedire, fidarsi e partire.

Nel percorso di crescita, ciascuno dovrebbe avere l’umile considerazione paolina che nonostante l’impegno e lo sforzo non sempre si riesce in quel che si vorrebbe fare. Questo però non deve produrre uno sterile immobilismo. Piuttosto deve motivarci ad insistere e persistere. Il credente, più di chiunque altro, non dovrebbe mai avere un comportamento catastrofico, perché in qualunque scenario apocalittico dovesse mai ritrovarsi ha la certezza, per fede, che il suo Dio lo tiene per mano. “Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava” (Ebrei 13:8). Nel viaggio Abramo diventa Abrahamo, da padre a padre di moltitudini (Genesi 17:5), da una vita proiettata su se stesso a una diretta agli altri. Credo che Dio ci stia chiamando a metterci in discussione per raggiungere gli altri.

Devotional 13/2020

Piano di lettura settimanale della Bibbia

23 marzo Giosuè 16-18; Luca 2:1-24

24 marzo Giosuè 19-21; Luca 2:25-52

25 marzo Giosuè 22-24; Luca 3

26 marzo Giudici 1-3; Luca 4:1-30

27 marzo Giudici 4-6; Luca 4:31-44

28 marzo Giudici 7-8; Luca 5:1-16

29 marzo Giudici 9-10; Luca 5:17-39

Il 29 marzo 1788, a circa ottantuno anni, si spegneva Charles Wesley, fondatore del movimento metodista.

Foto di Cavell L. Blood, https://freeimages.com

Elpidio Pezzella | Elpidiopezzella.org

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