UNA CHIESA CON OTTO PORTE

La terza porta: la porta Vecchia

Purtroppo viviamo nel tempo della rottamazione e tutto ciò che è vecchio sembra non avere più valore. Ma io bramerei costruire, “restaurare” la porta vecchia!

Vorrei avere una particolare attenzione per ciò che alcuni considerano oramai superato… Insomma, desidero ripercorrere i sentieri antichi, vedere le ricchezze di quel tempo, imparare quello che i nostri padri hanno imparato: tornare a piegare le mie ginocchia per ore intere, trascorrere le notti nelle veglie per le risposte divine; visitare gli anziani non solo per dare loro conforto, ma per udire una parola di sapienza e di speranza; vorrei che la Chiesa non guardasse i nostri anziani con tenerezza malinconica, ma con speranza di vita! Non voglio ridere quando ascolterò discorsi magari “insensati” a causa dei loro anni… voglio comprenderli lo stesso anche quando gli argomenti non avranno una logica matematica! Per capire mi appoggerò alla logica dell’Amore, dello Spirito per capirli e per farli sentire capiti. Desidererei che chi abbia superato gli 80 anni, con il suo sguardo puro mi dicesse: “Non ti preoccupare, ce la farai anche tu!”

E che la Chiesa non notasse soltanto le rughe sui loro volti, ma anche la fedeltà di Dio in tutti i loro anni. Non vorrei soltanto accompagnarli sotto casa e aiutarli a scendere dalla mia auto, ma essere accompagnato da loro nei sentieri della vita e aiutato a scendere dall’auto dell’ultima generazione quando corre troppo velocemente dimenticando da dove si è partiti e che anche una sosta a volta può procurarci il giusto ristoro prima di ripartire. Non voglio spegnerli con il mio atteggiamento, ma accenderli con le loro testimonianze. Vorrei dare a loro rifugio e protezione. Penso anche a quella grande schiera di uomini di Dio che per anni hanno lavorato nel grande campo del suo Regno. Spesso in difficoltà, adesso senza un sostentamento sicuro, con poco di pensione, ai limiti della sopravvivenza. Hanno in passato combattuto in prima linea, ora combattono con le loro necessità. Spesso sballottati in giro, perché ritenuti un peso. Offriamo loro dignità, accogliamoli in case che la nostra generosità può sostenere. Allora sì che un senso avrebbero le cosiddette “case pastorali” se le dessimo a questi uomini, oramai in partenza per l’eternità. Ricostruiamo la porta vecchia, diamole valore come la Parola esige.

Nelle case pastorali potrebbero essere accolti e curati gratuitamente dalla comunità ospitante. Non dovrebbero neppure fare strada per andare in chiesa! Sarebbe un premio dopo tanti anni di servizio. È un sogno… forse si realizzerà se sapremo rispettare le priorità bibliche. Si realizzerà quando Dio preparerà degli uomini che saranno pronti per una Riforma spirituale.

La porta Vecchia non c’entra con le abitudini, le tradizioni che ci hanno formato… l’etica di cui ci compiaciamo viene dalla Scrittura, il resto è cultura, ideologia, o forse fedeltà a dei principi che negli anni passati sono stati utili. Ogni tempo ha le sue abitudini, le sue esigenze, le sue tradizioni. Ma la Parola è fuori dal tempo. La porta Vecchia va costruita per dare valore a chi invecchia, a chi si sta spegnendo nel corpo, per accompagnarli verso il traguardo “sazi di giorni”.

Pastore Gennaro Chiocca

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