Una preghiera

“Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese”. 2 Cronache 7:14

Ultimamente ripenso spesso a questo versetto e più che mai, lo sento diretto a noi oggi.

Anche a noi oggi il Signore dice (se).

Se voi che siete il mio popolo, vi umiliate e pregate riconoscendo il vostro peccato con sincerità e ritornate sui sentieri antichi, sul vero ed unico insegnamento scritto nella mia parola, senza deviare ne a destra ne a sinistra, se non vi lasciate corrompere dai pensieri del mondo, ma restate saldi sui principi e sugli insegnamenti ricevuti dalla parola di Dio (che non cambiano e non si diluiscono nel tempo) ma restano fermi nel vostro cuore.

Ricordando che: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”. Ebrei 13:7

Se lasciate le vie tortuose dei compromessi, della menzogna, della corruzione e ritornate a me, cercando soltanto il mio volto… allora e solo allora “io vi esaudirò dal cielo e perdonerò i vostri peccati e guarirò il vostro paese”.
Gloria a Dio!

Miei cari

la mia preghiera è che ognuno di noi (partendo da me) tutti insieme possiamo dire con un cuore pentito: “Signore riconosciamo il nostro peccato e uniti davanti a Te, Ti chiediamo perdono per la nostra tiepidezza nei Tuoi confronti, per il nostro egoismo, per la nostra superficialità, per la nostra mancanza di amore verso di Te , verso i nostri fratelli e verso il nostro prossimo.

Anche noi, come il figlio prodigo ci siamo allontanati dalle Te e non ci siamo resi conto delle ricchezze inestimabili che abbiamo perso nel tempo!

Si Padre, abbiamo peccato contro il cielo e contro Te e non siamo più degni di essere chiamati tuoi figli, ma nella Tua infinita bontà e misericordia… perdonaci Signore!

‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servì”. Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa. Luca 15: 18 a 24

Se la nostra preghiera è dettata da un cuore sincero, fiumi di benedizioni inonderanno la nostra vita!

A Dio sia la gloria!

Damaris Lerici

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