Un’influenza negativa, che rivela un “Paese” diviso!

Che tempo è questo che stiamo vivendo? Un tempo di malattia e di crisi.

Che malattia e quale crisi?

Riguardo alla malattia fisica siamo tutti informati sulla causa di questa: un virus dal nome oramai noto a tutti, il Coronavirus (o COVID 19). E sappiamo, per il momento, che per essa non c’è vaccino.

E riguardo alla crisi, che tale malattia sta generando, cosa si può dire? Che forma ha?

E’ una crisi soltanto di tipo fisico, semplicemente collegata ai malesseri fisici che tale piaga sta generando? O c’è di più?

La crisi non è soltanto fisica. Tutto è in crisi, tutto geme.

A venir meno non sono solo cose o aspetti materiali, vite umane o relazioni modificate e limitate, ma è un clima generale: di tensioni, di domande, di paure, di sentimenti (per molti di angoscia – a causa dell’incertezza dello stato di cose che sta coinvolgendo non solo l’Italia, ma il mondo intero -).

Tutto è incerto, tutto ‘trema’, tutto barcolla.

Tutte le certezze che costituivano il nostro cosiddetto “benessere” fino ad un paio di mesi fa stanno venendo meno; il fondamento del nostro cosiddetto benessere si sta sgretolando.

E questo male che ci sta colpendo sta facendo venir fuori il rovescio della medaglia del “benessere” in cui ci stavamo beando di vivere: un benessere materiale che delle cose spirituali non ne aveva nemmeno l’ombra!

Basta un virus per demolire la certezza che il “benessere” fosse quello in cui si credeva fino a qualche mese fa, il benessere materiale; basta una malattia fisica per rivelare il precario stato di salute spirituale di tutti coloro che fino a poco tempo fa sembravano sprizzare ‘salute’ da tutti i pori, quando, invece, proprio lo stato attuale di cose dimostra che non c’era e probabilmente non c’è nemmeno ora e ancora una salute di tipo spirituale, che possa sostenere una persona anche quando gli accada di avere una malattia fisica.

La crisi che attualmente sta colpendo tutti sta rivelando, infatti, che non si tratta di una crisi soltanto materiale, ma “anche” spirituale.

Da cosa si vede e da cosa si deduce che il ‘corpo’ del Paese-mondo non ha neanche gli ‘anticorpi’ per reagire a questo ‘virus’ attuale?

Dei buoni ‘anticorpi’ agirebbero efficacemente contro l’intromissione di un agente patogeno nell’organismo, per salvaguardare, appunto, la salute.

Ma, spiritualmente parlando, la salute del Paese-Mondo non manifesta efficaci capacità di reazione; anzi!

In un tempo di crisi come questo – anche spirituale – cosa fanno molte parti del ‘corpo’?

Molti ballano e cantano. Per “esorcizzare” la malattia, e con essa la possibile conseguenza di questa, la morte!

Questa reazione rivela lo stato di crisi (spirituale) del ‘corpo’: di fronte ad una situazione grave come quella che stiamo vivendo, che mette alla prova il sistema e il modo di vivere della totalità praticamente del mondo, cosa fanno molte parti del ‘corpo’, dello stesso ‘corpo’ malato? Ballano e cantano!

Questo rivela quanto siamo divisi, quanto è illusorio pensare e dire che siamo “tutti uno stesso corpo”! Forse dal punto di vista fisico si (siamo abitanti di una stessa zona – limitata o estesa che sia – (di una stessa città, di una stessa nazione, di uno stesso continente, dello stesso pianeta)). Ma dal punto di vista spirituale? Se fossimo uniti spiritualmente avremmo le stesse reazioni spirituali, ma la realtà che stiamo vedendo e alla quale stiamo assistendo in questo periodo dimostra di no.

Mentre molti piangono e pregano, altri cantano e ballano. Sarebbe come se una mano del corpo accarezzasse una parte sofferente di esso, perché dolente, e l’altra mano la toccasse, invece, senza alcuna cura particolare, come se tale parte non avesse alcun male!

Sarebbe come se il corpo avesse bisogno di riposo e una parte della mente e del cervello decidesse di andare a riposare, perché sarebbe la cosa più giusta ed adeguata da fare per dare sollievo al corpo, e un’altra parte del ‘cervello’ decidesse, invece, di continuare ancora a ‘stare alzata a far baldoria’!

Questo sta rivelando la prova e la crisi di questo “momento”: sta manifestando la divisione che c’è tra chi sente di reagire spiritualmente in una certa maniera e chi, invece, cerca di reagire in tutt’altra maniera.

Ora, in un ‘corpo’ normale, una stessa mente darebbe i medesimi comandi a tutte le parti del corpo, facendo si che queste non agiscano individualmente o diversamente tra loro.

Ma il “momento” di adesso sta rivelando che non siamo un ‘corpo’ normale, un corpo, cioè in salute (spirituale).

Se alcuni cantano e ballano e altri piangono e pregano significa che non siamo uno stesso ‘corpo’, significa che le nostre “anime” (sentimenti, pensieri, visioni) non sono le stesse.

Se alcuni riconoscono che stare in casa è utile (e che se anche ciò è limitante però è  necessario), mentre altri nonostante questo appello (richiamo diremmo della “coscienza”) vanno in giro a divertirsi – diffondendo potenzialmente il virus che è nemico di tutti -, vuol dire che anche in termini di coscienza non siamo tutti appartenenti allo stesso ‘corpo’!

Cosa sta rivelando dunque questa situazione che dovrebbe accomunarci tutti, mentre così non è (?):

  1. che siamo fondamentalmente (cioè nel profondo) divisi!
  2. Che ognuno pensa per sé. Ma in realtà anche chi “pensa per sé”, nel suo stupido egoismo, oltre a danneggiare gli altri (del resto se è egoista cosa gliene importa degli altri!) non capisce che danneggerà se stesso/a (non afferrando che in questo caso l’egoismo lo colpirà comunque – perché prima o poi il contagio potrebbe arrivare anche fino a lui/lei -).

Questa influenza comune sta servendo a rivelare le differenze di molti e tra molti: fra chi è spirituale e chi è materialista; fra chi sente di cercare Dio in questa prova e chi mette al centro se stesso; fra chi prega e chi canta e balla; fra chi prega perché “vada tutto bene” e il Signore intervenga su questa piaga e chi dice “andrà tutto bene” senza minimamente cercare Dio.

La frase è la stessa, ma le anime e gli spiriti che la esprimono sono completamente diversi!

In poche parole questa influenza “fisica” sta rivelando lo stato di salute spirituale del ‘corpo’; davanti alla medesima situazione c’è chi balla e chi prega! Due visioni completamente opposte. E l’esteriore rivela l’interiore.

Così chi balla (per la contentezza di avere ancora la salute fisica) rivela il proprio interiore, di morte spirituale.

Chi piange e chi prega rivela di essere vivo nello spirito e chiede a Dio sia di usare misericordia per questo stato di cose, sia di essere tenuto in vita spiritualmente, affinché qualsiasi cosa dovesse accadere (fosse pure quella di dovere morire – cosa che prima o poi avverrà per tutti, dato che la vita eterna non è di questa terra -) sia trovato/a pronto/a per andare nella dimora eterna.

Che questo pensiero, caro lettore/cara lettrice, possa indurti a pensare se sei uno/una che in questo “momento” pensa a cantare o a ballare o se, invece, tutto ciò ti sta facendo capire che anche tu hai bisogno di Dio.

Chi non pensa mai alla morte, neanche in un momento in cui questa può essere vicina, è davvero già morto prima di morire; è morto spiritualmente.

E se uno è morto spiritualmente già sulla terra, potrà mai ereditare la vita eterna di Dio nel suo Regno (dove l’ingresso sarà offerto a coloro che hanno trovato la Vita mentre era stato loro concesso di cercare questa vita Vera nel breve periodo in cui sono stati sulla terra)?!

Se vogliamo che Dio cambi e converta questa “malattia” in salute, non solo fisica ma anche spirituale, bisogna che ci riconosciamo malati (in tutti i sensi) e che invochiamo il suo intervento, non solo di guarigione fisica, ma “anche” spirituale.

Ricordando che proprio il Signore ha detto (e dice):

“Io non sono venuto per i sani, ma per i malati”!

E se uno si riconosce malato (spiritualmente, davanti a Dio), come fa a ballare e a cantare?!

La Bibbia dice che “C’è un tempo per ogni cosa: un tempo per piangere e un tempo per ridere” (Ecclesiaste capitolo 3).

Che tempo è questo, un tempo per ridere o un tempo per piangere?

La Bibbia dice: “Se un membro (del ‘corpo’) soffre tutte le altre membra soffrono con lui (perché fanno parte dello stesso corpo) “.

Se noi non soffriamo, pur vedendo altre ‘membra’ soffrire, vuol dire che non siamo dello stesso ‘corpo’ (che, fuor di metafora, secondo la parola di Dio, indica la chiesa DI CRISTO). E se non siamo dello stesso corpo di Cristo la “malattia” spirituale è già presente in noi e farà il suo infausto decorso. Perché solo Uno ha gli anticorpi contro la morte: Gesù, che ha vinto la morte e può darci la vita, vera e immortale!

Spero che queste verità caro lettore/cara lettrice possano averti influenzato spiritualmente positivamente.

Ma il sintomo di questa influenza positiva si vedrà dal fatto che se prima eri uno/una che pensava a cantare o a ballare in questo tempo e momento particolare ora, con un giusto ravvedimento, potrai capire che questo non è il tempo di ridire, ma di piangere e fare cordoglio, per supplicare il Signore di stendere la sua mano su tutti noi.

“Beati quelli che faranno cordoglio” – dice il Signore, indicando una delle beatitudini (v. Evangelo di Matteo capitolo cinque), – “perché saranno consolati!

Se vuoi ottenere la consolazione di Dio manifesta di averne bisogno, dimostra di essere afflitto per il male che sta affliggendo il ‘suo corpo’!

Enzo Maniaci

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook