Uniti per vincere la povertà globale

Le diverse organizzazioni cristiane di beneficenza chiamate a superare competizione e rivalità per raggiungere entro il 2030 gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

Mercoledì scorso in occasione del lancio alla Camera dei Lord del progetto «Gli obiettivi globali di Dio?», il pastore battista Ian Hamlin, ha affermato che la lotta alla povertà è tra i pochi temi teologici in grado di unire le diverse tradizioni cristiane. In particolare il pastore ha esortato le diverse organizzazioni cristiane di beneficenza a mettere da parte la competizione interna e le rivalità per perseguire efficacemente la lotta alla povertà globale.

«È inevitabile che ogni organizzazione cerchi di promuovere se stessa», ha dichiarato Hamlin a Christian Today «ma vorremmo cercare di superare questa posizione. Abbiamo incontrato alcune chiese che dicono “siamo una chiesa di Christian Aid, facciamo tutto il nostro lavoro contro la povertà attraverso Christian Aid”. Altri dicono “siamo una chiesa di Tearfund”. Questo va bene, ma vogliamo provare a costruire ponti tra queste reti tradizionali in modo da utilizzarle al meglio».

«Sono sicuro che la gente stessa vorrebbe che la competizione non esistesse, privilegiando un progetto di unità».

Il progetto «Gli obiettivi globali di Dio?» sta tentando di infondere nuova energia attorno all’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile – il cui avvio ufficiale è coinciso con l’inizio del 2016 –, che ingloba 17 obiettivi che danno seguito agli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio che gli Stati membro dell’Onu si erano impegnati a raggiungere per l’anno 2015.

«Quegli obiettivi – ha proseguito Hamlin – sembrano essere scomparsi dall’attenzione di molti, e pare ricevano scarsa consapevolezza pubblica e impegno all’interno della fede cristiana. Vogliamo essere una chiesa ampia in senso letterale. La lotta alla povertà è qualcosa che può unire teologicamente in modo univoco la chiesa cristiana e lo fa in termini di lavoro per la giustizia. È una reale opportunità per la Chiesa di impegnarsi insieme».

di Redazione | Riforma.it