Zimbabwe. Tragedia su tragedia

I danni del ciclone Idai. La testimonianza del pastore battista Chamuronwa Chiromo che abita nella regione di Chimanimani, tra le aree più colpite del paese.

Tragedia su tragedia. Siamo stati colti alla sprovvista dal ciclone Idai che ha colpito il Mozambico causando danni alle infrastrutture senza precedenti e gran perdita di vite umane.

In Zimbabwe l’area dove vivo è quella che è stata colpita nel modo peggiore. A Chimanimani, i ponti sono crollati e non sono possibili collegamenti attraverso le strade.

I tentativi di utilizzare mezzi aerei sono resi vani dalle forti piogge, dalle tempeste e dai venti.

Le notizie che arrivano parlano di massi che sono rotolati dalle montagne e che hanno danneggiato case, e che in alcuni casi hanno schiacciato persone, dal momento che il ciclone si è abbattuto di notte (la sera del 15 marzo, ndr.).

La scuola cattolica di St. Charles Lwanga, dove vi sono stati feriti e tre morti, è stata abbandonata per tre giorni. Sono stato informato che l’elicottero è finalmente arrivato. I genitori sono in attesa a Mutare a 260 Km di distanza.

Le strade si sono trasformate in fiumi in piena. I villaggi sono tutti inondati e diventati come dighe. Le persone si sono rifugiate ai livelli superiori delle case senza cibo e vestiti asciutti. La Croce Rossa sta compiendo una corsa contro il tempo per organizzare tende, coperte, acqua potabile per coloro che sono stati portati in salvo.

Chiese, enti pubblici e singole persone stanno facendo ciò che possono per raccogliere risorse per quando saranno in grado di essere operativi.

Sto informando il governatore della zona che possiamo garantire acqua pulita se riusciremo a raggiungere i vettori. Il problema è che siamo lontani, ma siamo pronti a fare ciò che possiamo.

I membri della nostra chiesa stanno raccogliendo coperte e ci hanno assicurato che contribuiranno.

Chiediamo preghiere, preghiere e preghiere.

Gli effetti del ciclone vanno a colpire un’economia già provata. Le persone stanno combattendo per risolvere questa situazione. Pochi giorni fa, faceva molto caldo e molte delle colture che erano ormai mature sono state danneggiate.

Sapevamo che davanti a noi c’erano tempi difficili, dal momento che l’asse portante dell’economia era già stato colpito. Ed ora, questo ciclone…

Proviamo a resistere, ma…

Possa l’amore infallibile di Dio sostenerci in modo che noi non perdiamo mai la speranza in Cristo Gesù.

Sul sito dell’agenzia stampa Nev potete leggere le prime azioni che le chiese stanno mettendo in atto per contrastare l’emergenza umanitaria.

Foto tratta da meteoweb

di Chamuronwa Chiromo | Riforma.it

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