Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio (La famiglia: a immagine di chi?)

essere-cristiani-oggiChi ha detto questa frase? Gesù. Perché e in quale condizione l’ha detta? L’ha detta quando alcuni volevano metterlo alla prova chiedendogli se bisognava pagare o no il tributo all’imperatore Cesare.

La malizia dei religiosi che posero tale domanda a Gesù stava nel fatto che costoro speravano di cogliere in fallo il Signore, cercando di vedere se Egli avrebbe detto di non pagare il tributo a Cesare; infatti in tal caso lo avrebbero accusato  di portare un messaggio contrario alle autorità umane, per poi tacciarlo di ribellione. Qui stava la doppiezza della domanda dei religiosi che si rivolsero a Gesù (Matteo 22: 15 – 17).

Ma la risposta del Signore li spiazzò; alla domanda dei religiosi che Gli chiedevano se bisognava pagare o no il tributo a Cesare Egli, facendosi dare una moneta, disse: “Di chi è l’immagine e il nome che si trova sulla moneta”? E, allora, quei religiosi dissero: “Di Cesare”. A quel punto Gesù disse: “Date, dunque, a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

Con tale risposta Gesù spiazzò e smascherò la doppiezza di quei religiosi ipocriti,  che pensavano che il loro argomento umano-politico doveva costringere Gesù a seguire la loro logica, ovvero la logica del cercare di piegare le cose di Dio ai voleri e ai pensieri degli uomini. Ma com’è tipico della parola di Dio, che ha la caratteristica di essere come una spada che divide i pensieri e i sentimenti umani da quelli divini, Gesù distingue ciò che è umano da ciò che è divino. Con tale distinzione Gesù non si presta (al) e non cade nel tranello dei religiosi asserviti al gioco e al giogo della politica umana.

Quando c’è da distinguere tra ciò che appartiene a Cesare (ossia alla realtà umana) e ciò che appartiene a Dio, la parola di Gesù può chiarirci le idee: “Date a Cesare quel che è di Cesare (le tasse ad es.) e a Dio quel che è di Dio (il cuore, la coscienza, i principi e i valori con cui vivere la vita davanti a Lui e agli uomini)”.

Cos’è e cosa può essere degli uomini che noi possiamo dare loro? Le tasse? Ok. Ma cos’è che dobbiamo dare a Dio? Cos’è che Egli ci chiede e che va dato solo a Lui? Vi è un’espressione della Bibbia che risponde in maniera sintetica e chiara a queste domande:

Figliolo mio dammi il tuo cuore”!

Cos’è, dunque, di Dio (per coloro che vogliono appartenerGli, realizzando la beatitudine indicata da Gesù con le parole  ‘ beati i puri di cuore perché essi vedranno Dio’ (Matteo 5: 8)) se non – appunto – il cuore?!

E perché Dio chiede all’uomo di dargli il cuore? Perché il cuore è il centro della persona e della personalità di ognuno. “Dal cuore”, infatti, dice Gesù, “provengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze” (Matteo 15: 19). E “infondo” è col cuore che si crede, ed è – dunque – con il cuore e nel cuore che si appartiene a Dio (Romani 10: 9, 10).

Dunque cosa deve essere di Dio? Il cuore (Proverbi 21: 1).

Quanto detto fin qui vuole essere la premessa a quanto da questo momento seguirà e che riguarderà la questione della famiglia .

Se la domanda posta dai religiosi ipocriti [1] che volevano tentare Gesù riguardava la questione del dare o meno la moneta a Cesare, la domanda su cui qui vorrei riflettere insieme a voi lettori (fratelli o amici) è la seguente :

A chi bisogna dare e affidare la conduzione della famiglia: a Cesare o a Dio?

Cosa intendo dire? Intendo dire che nel considerare come condurre e vivere la famiglia (i suoi principi, i suoi ideali, il suo modello, la sua forma, la sua sostanza, i suoi valori, la sua ispirazione, la sua origine e originalità, la sua morale, la sua visione, la sua meta) a chi bisogna guardare: a Cesare (ossia al sistema umano che vorrebbe legiferare su di essa come a lui sembra giusto) o a Dio (il Creatore e il Legislatore della vita materiale e divina dell’essere umano)? Bisogna, cioè, dare la “moneta” della famiglia (ossia il valore, l’onore e l’onere di essa) a Cesare o a Dio?

Di fronte a questa contemporanea domanda, che rievoca e riecheggia l’antica domanda posta già a suo tempo a Gesù, anche oggi siamo di fronte alla necessità di una risposta da parte del Signore. Si, di fronte alla sfida e alla minaccia posta oggi nei confronti della famiglia da parte di coloro che vorrebbero corromperla e deviarla rispetto al corso che sin dall’inizio del mondo Dio ha stabilito e voluto per essa fin dalla creazione, abbiamo bisogno di un giudizio netto e chiaro su cosa il Signore pensa riguardo alla famiglia.

Se dinanzi alla domanda postagli riguardo alla moneta e al dovere di darla o meno a Cesare il Signore rispose dicendo “Di chi è l’immagine che essa porta incisa”? e se la risposta a tale domanda fu “Di Cesare”, in modo analogo il Signore ci chiede da sempre fino ad oggi “Di chi è l’immagine che la famiglia porta incisa in se stessa”? O, in altre parole, “Chi ha coniato la famiglia”?

Dio ha creato l’uomo e la donna e li ha benedetti dicendo loro di moltiplicarsi ( Genesi 1: 26 – 28). Il conio della “moneta” famiglia è stato formato in cielo, affinchè questa moneta portasse impressa l’immagine del suo Fattore.

Pertanto di fronte alla domanda “Dobbiamo dare tale moneta (ossia tale valore, tale ambito della vita) a Cesare o a Dio”? occorre cercare la risposta tenendo presenti le parole che già Gesù diede a suo tempo ai maliziosi religiosi-politici: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” . Di chi è, dunque, la famiglia di Cesare o di Dio? L’ha creata Cesare o Dio?

In questi giorni di confusi dibattiti la questione che sta emergendo e di cui si vorrebbe discutere è proprio questa. Di fronte a un tale dibattito ad essere interpellati sono i cuori e le coscienze delle persone. E “se” Dio, caro lettore, ti dice “dammi il tuo cuore (poiché dal cuore proviene ogni cosa che ti caratterizza, ogni pensiero – buono e malvagio –“), non credi che nel dover prendere posizione dinanzi a Lui tu debba riflettere sulle parole di Gesù che ti ricordano di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio?! Di chi è la vita che hai, di chi è la vita dei tuoi familiari? Come (in che maniera) Dio te l’ha provveduta e vuole ancora provvedertela? Ad Adamo ed Eva Dio disse “Crescete e moltiplicatevi” (bisogna aggiungere il “sottinteso” fra voi – ossia fra uomo e donna – ?)!

Caro lettore, se sei un malizioso che come i ‘religiosi’ del tempo di Gesù pensi di poterLo cogliere in fallo sappi che con la Sua parola il Signore smaschera le tue doppie intenzioni e ti dichiara la Sua volontà passata, presente e futura sulla famiglia. Se, invece, sei un lettore confuso (sulla posizione da prendere riguardo alla questione della famiglia, ovvero sul fatto se essa sia una ‘materia’ di competenza di Cesare o di Dio), pensa alle parole di Gesù (“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e cerca di trovare la risposta mettendoti di fronte a Lui (col cuore e con la coscienza) mentre Gli poni personalmente la domanda : “A chi debbo (affi)dare la famiglia: a Cesare (cioè a chi cerca di governare e imporre il dominio sugli uomini con la forza e con mezzi umani (compreso quello del compromesso del consenso) o a Dio (il Creatore dell’uomo e il Fondatore della famiglia e dei modi e dei principi con cui questa dovrebbe essere intesa e governata)?

Certi maliziosi religiosi (religiosi di facciata ma non approvati da Dio quanto all’integrità del cuore) interpellarono Gesù per sapere cosa Egli pensasse del dare o meno la moneta a Cesare, pensando – così – di coglierlo in fallo. Beh, caro lettore, se anche tu vuoi interpellare il Signore per sapere cosa Egli pensa della famiglia, ovvero del modo in cui questa va intesa e vissuta (ossia secondo quali principi e quale ordine morale e spirituale) e se non sei un volgare religioso malizioso allora accostati sinceramente alla sua parola e ascolta cosa Egli ha da dire al tuo cuore. Vedrai che, se ascolterai sinceramente la sua parola, non avrai dubbi riguardo al fatto se la famiglia sia qualcosa da dare a Cesare o a Dio!

[1] Ipocriti perché mentre dicevano di servire Dio di fatto nei loro cuori servivano realmente il potere umano (divenendone i complici).

Enzo Maniaci | Notiziecristiane.com

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