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IL CIELO TREMA DAVANTI A CHI RIFLETTE GESÙ.

Non quando organizziamo eventi, non quando proclamiamo “stagioni nuove” o inauguriamo l’ennesimo locale col nome “Chiesa” scritto sopra in caratteri dorati.

IMMENSAMENTE RICCHI

Ora apparteniamo a Dio! Egli ci ha fatti Suoi figli e quindi siamo eredi di Dio e coeredi con Cristo. Questa è la nostra ricchezza. Siamo ricchi, immensamente ricchi, non per i beni materiali che possediamo, ma perché abbiamo le Sue benedizioni, perché Egli ci ha eletti e perché siamo figli di un Padre smisuratamente ricco e generoso.  

Scrivo in punta di piedi. Perché quello che sto vivendo non nasce dalla mente,...

Perché più Lo conosco, più Gli somiglio. E più Lui vive in me, più gli altri potranno incontrare Lui. Anche nel mio silenzio. Anche nei miei fallimenti. Anche nelle mie notti.

FAVORITISMI

Dio ci chiama ad amare tutti i fratelli nello stesso modo, senza preferenze basate su calcoli utilitaristici. Un cristiano non solo deve amare Cristo, ma deve anche essere un Suo imitatore. E Gesù non ha mai discriminato i poveri, i pubblicani, i peccatori o altre persone emarginate dalla società. Non faceva distinzione tra i ricchi, come Nicodemo e Zaccheo, e i poveri, come il paralitico di Betesda o il cieco nato: Egli ha sempre accolto tutti nello stesso modo, con amore e gentilezza. Facciamolo anche noi!

Fratelli, istruite la prossima generazione!

Da ultimo, ma non per importanza, prega con fervore perché Dio ispiri la prossima generazione di ministri del Vangelo. Prega per il tuo successore, certo, ma prega anche oltre questo. Prega con uno sguardo rivolto al futuro, con un cuore che desidera il progresso del Vangelo nel mondo fino al ritorno di Cristo.

Dio è per noi rifugio e scudo

Il salmista sta descrivendo una qualunque delle nostre giornate, da cui ci propone una scena della relazione tra noi e Dio. Una scena che si conclude con la frase: io spero nella tua parola. Un’ultima affermazione che in effetti potrebbe anche essere la prima. Se procedendo affrontiamo la mischia con la consapevolezza che Dio è davanti a noi come uno scudo ed è pronto ad accoglierci come un rifugio, è perché nella sua parola abbiamo conosciuto il suo amore, nella sua promessa fondiamo la nostra speranza e nella sua volontà è posta la nostra fiducia. Amen.

Una parola per gli stanchi: il quarto comandamento

Nel libro dell’Esodo vediamo un altro sovrano severo: il Faraone. Preoccupato per il proprio impero, ordinò che i bambini nati dagli ebrei fossero gettati nel fiume Nilo (Es. 2:22). Mosè fu testimone del “duro lavoro” degli ebrei e del pestaggio di un altro ebreo da parte di un egiziano (Es. 2:11). Sotto il faraone, il popolo ebraico subì un dominio crudele che offriva ben poco riposo.

Glorificare Dio con la preghiera

Credenti, santi di Dio, pregate perché la ru­giada del cielo cada sull’arido ed assetato suolo e che la giustizia copra la terra come le acque riem­piono la distesa del mare. Pregate credendo, te­nendo presente questa promessa del nostro Salva­tore: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete (Mar. 11:24).

COME AFFRONTARE LE DIFFICOLTA’

Ecco il segreto per vivere una vita vittoriosa: restare fermi nella fede, anche nelle difficoltà, e affrontarle confidando nel Signore. Possiamo conservare la pace e la gioia se ci rifugiamo in Lui. Il salmista diceva: _“Quanto a me, il mio bene è di accostarmi a DIO, io ho fatto del Signore, dell’Eterno, il mio rifugio, per raccontare tutte le opere tue”._ Salmo 73:28

Il Mentore: segno del bisogno di Dio

Dietro il disagio diffuso che colpisce giovani e adulti, famiglie e singoli, si nasconde una sete più profonda: il desiderio di incontrare Dio. Un desiderio che spesso si manifesta in forma di crisi, di fatica, di smarrimento. E che si traduce, nel vissuto concreto, in un bisogno di guida, di luce, di qualcuno che ci accompagni nel buio delle domande più vere. È qui che nasce la figura del Mentore.

FAMIGLIA

La Buona Novella. Scintilla di speranza nel braccio della morte

Robin Dion Myers, un uomo di 63 anni da oltre trent’anni nel braccio della morte in Alabama (Usa), non morirà inalando azoto puro: la governatrice Kay Ivey ha commutato la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, rendendo Myers il primo uomo nella storia moderna di quello Stato a ricevere clemenza in un caso di pena capitale. Secondo il Death Penalty Information Center, in Alabama, sono 157 le persone attualmente condannate alla pena capitale; dal 1976 lo Stato ha giustiziato 78 persone, e già sei nel solo 2024.

STORIE DI FEDE VISSUTE

La storia di Kim Phúc

8 giugno 1972: gli elicotteri americani bombardano un villaggio vietnamita con bombe al Napalm. Kim Phúc aveva soltanto nove anni. Quel giorno fu fotografata mentre scappava nuda, in lacrime, un’immagine che fece il giro del mondo e che ben presto sarebbe diventata un’icona della guerra del Vietnam. Quel villaggio era stato sequestrato dai soldati vietkong, per questo fu bombardato. Le bombe al Napalm contenevano un gas vischioso che si attaccava ai vestiti e al corpo bruciando tutto.

Purificato. Luca 5:12-16

Cosa cerchi?

FEDE E SCIENZA

L’Adorazione del Signore: Un viaggio spirituale nell’era dell’intelligenza artificiale

Adorare il Signore è un atto di riconoscimento della Sua grandezza, bontà e santità. In un’epoca in cui spesso ci sentiamo sopraffatti dalle sfide quotidiane, l'adorazione diventa un momento di umiltà, un modo per ricordarci della nostra posizione nei confronti del divino. È un richiamo a fermarci e riflettere su ciò che è veramente importante.

SOCIALE

SALUTE E BENESSERE

Sul Fine Vita dalla Corte Costituzionale drammatico monito sul rischio di...

La Corte ha infatti sottolineato che l'assenza di un adeguato sistema di cure palliative può indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera, ma come un dovere imposto dalle circostanze, alimentando una "pressione sociale indiretta" che può portare i malati a sentirsi un peso per la società e per i propri cari, come tra l’altro la stessa Consulta aveva già affermato con la sentenza n. 135/2024.

RIFLESSIONI

Anche tu hai bisogno dell’elmo della salute!

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Un’arca per Noè