La depressione è colpa del peccato?

13227020_572944289545555_318724051359018101_nLe persone che non hanno mai attraversato momenti di depressione sono veramente poche. Sentimenti di inutilità, sconforto e avvilimento possono affliggere tutti e possono avere varie cause. Disfunzioni biologiche, tragiche esperienze passate, una negativa opinione di sé e maltrattamenti subiti nell’infanzia da parte dei genitori sono alcuni dei numerosi fattori che possono contribuire a un senso di depressione. Anche la colpa causa depressione, e qui ci soffermeremo sul rapporto depressione e colpa.

Non dobbiamo sottovalutare la gravità della depressione suscitata dalla colpa. Il Salmista mise per iscritto la propria esperienza personale dicendo: ” Mentr’io mi son taciuto le mie ossa si son consumate pel ruggire ch’io facevo tutto il giorno (Salmo 32:3). ” Non c’è nulla d’intatto nel mio corpo a causa della tua ira; non c’è requie per le mie ossa a causa del mio peccato. Poiché le mie iniquità sorpassano il mio capo; sono come un grave carico, troppo pesante per me. … Io sono curvo e abbattuto, triste vado in giro tutto il giorno. … Sono sfinito e depresso;
ruggisco per il fremito del mio cuore (Salmo 38:3-8).

La Bibbia dimostra che l’alternativa alla depressione suscitata dalla colpa è la consapevolezza del peccato e l’accettazione fiduciosa del perdono di Dio. Davide scrisse: “Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità.
Ho detto: ‘Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE’, tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato … Tu sei il mio rifugio, tu mi proteggerai nelle avversità, tu mi circonderai di canti di liberazione'” (Salmo 32-5-7). E altrove affermò: “Benedici, anima mia, il SIGNORE e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità; salva la tua vita dalla fossa,
ti corona di bontà e compassioni”(Salmo 103:2-4).

La colpa è più che un sentimento immaginario sorto da una causa inesistente. Il peccato è una trasgressione della legge santa di Dio e a questa trasgressione e il conseguente allontanamento da Dio, mostrano la gravità della colpa. Non ci si può occupare opportunamente della colpa negando la realtà del peccato; piuttosto la colpa dovrebbe essere considerata la conseguenza reale di un peccato reale.

La confessione di peccato deve essere accompagnata da sforzi costanti per vivere secondo la Parola di Dio. La Bibbia ci ordina: ” Chi è l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene? Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde. Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e adoperati per essa (Salmo 34:12-14). Finché una persona continua a ribellarsi a Dio, non ha il diritto di aspettarsi di essere sollevata dalla depressione. In realtà la depressione di chi si è allontanato da Dio non è un problema emozionale; le emozioni agiscono in modo adeguato, dimostrando la gravità della natura della ribellione.

Caino esemplificò questo principio in modo realistico. Quando la sua offerta fu rifiutata e quella di Abele fu accettata, “Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. Il SIGNORE disse a Caino: ‘Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!'” (Genesi 4:5-7) La depressione di Caino derivata dalla disubbidienza e Dio gli promise sollievo se avesse respinto fermamente il peccato. Chi confessa veramente il suo peccato inizierà a mettere ordine nella propria vita, applicando le soluzioni bibliche ai suoi atteggiamenti e ai suoi comportamenti in precedenza peccaminosi.

A volte la depressione si intensifica quando la persona si rende conto del proprio peccato e cerca di punirsi da sola. Queste azioni, invece che arrecare sollievo, rendono la tristezza più profonda. Il Cristiano, invece, sa che non si deve punire da sé, perché Cristo ha sopportato tutta la sofferenza necessaria per tutti i peccati. Cristo ha sopportato tutta la sofferenza necessaria per tutti i peccati. Cristo “ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone (Tito 2:14). “Il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:-7). Chi punisce se stesso per i propri peccati dimostra di confidare più nella propria autopunizione che in ciò che Dio ha provveduto mediante il sacrificio di Suo Figlio.

Se qualcuno reputa l’amore di Dio condizionato, la depressione originata dalla colpa potrebbe anche aumentare, Una persona depressa potrebbe avere la sensazione che Dio non lo ama per colpa dei suoi peccati e dei suoi problemi. Tuttavia, “tutti hanno peccato e nessuno merita il favore di Dio” (Romani 3:23). In realtà, Iddio “mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8). Dio non ci ama perché lo abbiamo meritato grazie al fatto di averlo prima amato e servito. Al contrario “noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Giovanni 4:19).

Spesso il peccato non perdonato causa depressione. Il Cristiano vittorioso si pente umilmente e vive nella certezza del perdono, piuttosto che nascondere il peccato e cercare di curare i sintomi più che la causa.

Matryn Clark

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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