Australia: Un uomo ha salvato 2,4 milioni di bambini con più di 1000 donazioni di sangue…

james-harrison-300x225James Harrison è un “uomo dal braccio d’oro”. Così almeno è stato rinominato in Australia, dove nacque nel 1936.  A 13 anni venne operato al torace, per il quale fu necessario fornirgli trasfusioni per una quantità di circa 12 litri. Al risveglio Harrison promise che, appena compiuti 18 anni, avrebbe donato anche lui il sangue. Da qui inizia la storia di un primato. Come da promessa, infatti, nel 1954 l’uomo inizia a donare il sangue e dopo i primi prelievi i medici scoprono,  grazie ad una caratteristica rarissima del proprio sangue, una qualità unica nel fluido di Harrison, che gli ha permesso di salvare migliaia di neonati.Grazie a Dio, il suo sangue, infatti, può salvare la vita ai nascituri che potenzialmente sono soggetti ad emolisi, ovvero ad un processo di distruzione dei globuli rossi. L’uomo – che allora era solo un ragazzo – decide di donare più sangue che può e, con un limite imposto dai medici di una donazione ogni 2-3 settimane, Harrison ha raggiunto la sua donazione numero 1000 a maggio del 2011, equivalente ad una donazione ogni 3 settimane per 57 anni. Nel 2007 Harrison si dichiarò contrario all’apertura della gestione delle donazioni a società straniere, poiché sosteneva che le donazioni a pagamento avrebbero potuto scoraggiare i volontari.

Per i suoi servizi, Harrison ha ricevuto anche una medaglia dell’Order of Australia, nel 2011 è stato nominato “Eroe locale” nella regione del New South Wales e, sebbene non abbia vinto, ha ricevuto la nomination come “Australiano dell’anno”. Si stima che il sangue dell’”uomo da braccio d’oro” abbia salvato 2,4 milioni di neonati. Se salvare la vita è un po’ come darla, Harrison può quasi considerarsi padre di milioni di bambini.
 
Riflettiamo un attimo sulla parola donare, è un gesto che racchiude mille sfaccettature! Che cosa insegna il Nuovo Testamento sul dare?
Noi dobbiamo essere d`accordo con Dio che noi apparteniamo a Lui e che coerentemente con questo, noi dobbiamo dare noi stessi a Lui. Dare a Lui significa, nel caso specifico del donare il sangue, fare un opera che è gradita a Dio! Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio (Ro. 8:1).Ora, fratelli, vi facciamo conoscere la grazia di Dio, che è stata data alle chiese della Macedonia, e cioè, che in mezzo a molte prove di afflizione, l`abbondanza della loro gioia e la loro estrema povertà hanno abbondato nelle ricchezze della loro liberità. Poichè io rendo testimonianza che essi anno dato volentieri, secondo le loro possibilità e anche al di là dei loro mezzi, pregandoci con molta insistenza di accettare il dono e di partecipare a questa sovvenzione per i santi. E non solo anno fatto come speravamo, ma si sono dati prima al Signore e poi a noi per la volontà di Dio (2 Co. 8:1-5). Il vostro dono deve sorgere dal vostro rapporto con il Dio vivente.

 
La motivazione è tutto! Poichè Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna (Gv. 3:16). Molta gente ignora questo versetto del donare, ma come Dio dona deve essere il fondamento stesso del nostro donare: (1) La sua motivazione era l`amore; (2) Nel dare suo Figlio, il Padre ha dato SÈ stesso; (3) Il dono del Padre era in proporzione al nostro bisogno, non alla nostra avidità, affinchè noi non perissimo. Esiste una forma di dono sacrificale che Dio disprezza: E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova (1Co. 13:3).
Dio considera il cuore, e un dono senza amore non fa alcuna impressione su di Lui. La vostra motivazione è tutto.In risposta al bisogno! Noi dobbiamo donare come risposta ad un bisogno, non come risposta all`avidità. Oggi molti cristiani sono posti sotto la pressione di dover donare  il sangue per diversi motivi pretestuosi:  per soldi, per evitare un giorno di lavoro, o  per opportunismo, pensando che noi o i nostri familiari di quel sangue un giorno potremmo averne bisogno.
La bibbia, però, insegna che noi dovremmo rispondere solo sulla base di un autentico scopo, ovvero, fare del bene a quel prossimo che Gesù nel suo comandamento ci ha insegnato di amare, quantunque fosse l’ultimo dei nostri nemici.
Infatti non vi era alcun bisogno fra di loro, perche tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, e lo diponevano ai piedi degli apostoli, poi veniva distribuito a ciascuno,secondo il suo particolare bisogno (At. 4:34,35).
In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia. E uno di loro, di nome Agabo, si alzò e per lo Spirito predisse che ci sarebbe stata una grande carestia in tutto il mondo; e questa avvenne poi sotto Claudio Cesare. Allora i discepoli, ciascuno secondo le propie possibilità, decisero di mandare una sovvenzione ai fratelli che abitavano in Giudea (At. 11:27-29). Essi rispondevano ad un bisogno reale che era quello del  cibo; ma nel caso in cui ci sia bisogno di sangue e tu lo doni anche tu risponderai ad un bisogno reale che sarà gradito a Dio.
Segretamente ed umilmente, non solo per il sangue ma per tutto quello che possiate donare, guardatevi dal fare la vostra elemosina davanti agli uomini, per essere da loro ammirati; altrimenti voi non ne avrete ricompensa presso il Padre vostro, che è nei cieli.
 
Quando dunque fai l`elemosina, non far suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini; in verità io vi dico, che essi anno già ricevuto il loro premio. Anzi quando tu fai l`elemosina non sappia la tua sinistra quello che fa la destra. Affinchè la tua elemosina si faccia in segreto; e il Padre tuo, che vede in segreto te ne darà la ricompensa palesamente (Mt. 6:1-4).
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