Iran: nuove tensioni portano nuova persecuzione
Nelle prime ore di venerdì 13 giugno 2025, i media nazionali e internazionali hanno riportato il lancio da parte di Israele dell’Operazione Rising Lion, un attacco preventivo su larga scala verso l’Iran, che ha a sua volta risposto. L’intera regione è ora in allerta, con lo spazio aereo interrotto, l’impennata dei prezzi del petrolio e la crescente pressione internazionale per una immediata de-escalation.
Il loro cammino ci illumina
È come se coloro che le pronunciano non avessero mai superato veramente quei primi mesi della vita caratterizzati dall’esplorazione del mondo attraverso la bocca, corpi adulti intrappolati in visioni infantili dell’esistenza in cui tutto va messo in bocca, mangiato, consumato coi sensi, costretti all’accumulo di cose e al consumo di beni e persone e relazioni, in costante apnea tra un’esperienza e l’altra, perché la vita è solo ciò che senti. Non camminano, al massimo gattonano nell’esistenza, manca una prospettiva eretta, più alta, quella che fa diventare grandi, in tutti i sensi.
Nigeria: una campagna coordinata di omicidi
L’entità dello spargimento di sangue e i molteplici fallimenti della sicurezza che hanno permesso ai militanti di operare indisturbati per giorni stanno alimentando le crescenti critiche ai governatori statali, che sembrano impotenti nel proteggere le comunità. Migliaia di famiglie stanno ancora cercando di tornare a casa; ci si aspetta che molti, tornando, scoprano di non avere più nulla.
Teheran: cristiana convertita libera dopo 15 mesi, ma psicologicamente provata
Le notizie di oggi: gli Usa bocciano la risoluzione su Gaza del Consiglio di sicurezza Onu. Prima telefonata fra papa Leone XIV e il presidente russo Vladimir Putin. Trump firma il divieto di ingresso da 12 Paesi, fra cui Afghanistan, Myanmar, Iran e Yemen. Umar Patek, uno degli attentatori di Bali del 2002, apre un caffè e con i proventi intende risarcire le vittime. Phnom Penh e Bangkok si incontrano il 14 giugno per discutere di confini.
Asia Centrale: la lotta di tre donne cristiane
La sua vita, tuttavia, non è priva di difficoltà. Sua figlia, che un tempo si recava in chiesa con lei, si è allontanata dalla fede dopo la tragica perdita del marito: nel suo dolore, ha dato la colpa a Dio e alla chiesa. Anche Khalid, il nipote maggiore di Aliana, le ha causato seri problemi, arrivando a minacciarla con un’ascia per convincerla a rinunciare a Gesù. Le difficoltà arrivano anche da parte dei vicini di casa, che la molestano a causa della fede.
Orissa: nuova chiesa in memoria del cristiano arso vivo da radicali indù nei pogrom
Il luogo di culto ricorda la morte di Mathew Navak durante le drammatiche violenze anti-cristiane del 2008. Per i fedeli il sacrificio del giovane insegnante è ancora vivo. Mons. Barwa: “I criminali avevano un piano per eliminare i cristiani dalla regione, ma hanno fallito”. Il lavoro volontario dei cristiani della zona per la sua costruzione.
Kayah: la giunta birmana bombarda (per la terza volta) un campo di sfollati cristiani
Nei giorni scorsi l'esercito golpista del Myanmar ha colpito il “Bangkok IDP Camp” al confine tra gli Stati Shan e Kayah. Nell'ultimo anno le bombe hanno centrato anche scuole e diverse abitazioni, parte di una deliberata strategia di violenze per fiaccare la resistenza al regime.
Vietnam: minacciata e ostracizzata a causa della fede
Diem ha preso la decisione di seguire Gesù circa un anno e mezzo fa. Non molto tempo dopo, il capo del villaggio l’ha avvertita: “se segui il tuo Dio, il libretto dei poveri (un libretto con benefici sociali per sostenere le famiglie povere secondo le politiche del governo, ad esempio con la retta scolastica gratuita per i bambini o il sostegno occasionale da parte di sponsor) ti sarà revocato, e non riceverai più alcun sostentamento per l’allevamento del bestiame”.
Asia Centrale: multato per “evangelizzazione e distribuzione di letteratura cristiana”
Mentre lavorava nel suo giardino, Yildan è stato avvicinato da due individui sconosciuti che, dopo averlo caricato in auto, lo hanno portato al KGB. Lì, è stato interrogato sul suo passato, sul suo impiego e sulle sue attività cristiane. L’interrogatorio si è presto concentrato sul motivo per cui distribuiva letteratura cristiana e condivideva il messaggio di Gesù Cristo. Yildan ha spiegato della sua fede e del suo desiderio che la gente conosca il Dio vero e vivente e ciò che Dio ha fatto attraverso Suo Figlio per l’umanità.
ASIA/PAKISTAN – Violenza in Kashmir: i cristiani lanciano un appello per il dialogo e...
Lahore (Agenzia Fides) - "In Pakistan la gente è preoccupata per l'aumento della tensione con l'India. I più anziani ricordano la guerra. Serpeggia una certa paura tra la gente, vedendo l'escalation al confine, gli scontri a fuoco e le vittime. Qui non siamo poi così lontani dal confine indiano e dal Kashmir, il che aumenta i timori.
































