COREA DEL NORD: UNA LETTERA DALLE CASE SICURE

Porte Aperte/Open Doors sostiene diverse case sicure in Cina, nella zona di confine con la Corea del Nord. Si tratta di luoghi in cui i nordcoreani in fuga trovano rifugio per brevi periodi e ricevono cibo, medicine e la possibilità di partecipare a studi biblici. La maggior parte di loro alla fine torna nel proprio Paese, perché rimanere in Cina è troppo pericoloso.

“I nordcoreani vagano per le strade cinesi alla ricerca di un posto dove dormire”, dice Yun Hee*, che gestisce una di queste case sicure. “Mi avvicino, offro loro un posto dove stare e me ne prendo cura. Vogliono sapere perché non chiedo nulla in cambio. Solo a quel punto parlo loro di Dio e della Bibbia. Molti in seguito si convertono. A volte questo lavoro mi logora, poi mi inginocchio e prego. Lì, Dio rinnova le mie forze, sempre”.

L’impegno di Yun Hee consiste nel prendersi cura di chi fugge dalla Corea del Nord. Alcuni dei suoi ospiti le hanno confessato di essere spie, inviate per fare rapporto su di lei ai servizi segreti, ma sono rimasti così meravigliati dall’accoglienza ricevuta da promettere che avrebbero riferito solo cose buone sul suo conto.

Quando gli ospiti sono cristiani, vengono messi in contatto con altri per partecipare a studi biblici. “Abbiamo un linguaggio in codice”, spiega Beom-Seok*. “Da quello capisco se devo espormi per incontrarli o meno. Se siamo certi di poterci fidare, studiamo la Bibbia insieme in un luogo sicuro”.

I nordcoreani sono molto grati per il sostegno ricevuto attraverso le case sicure. Uno di loro ha scritto una lettera chiedendoci di condividerla con coloro che hanno reso possibile il suo soggiorno in una di queste strutture. Eccola di seguito.


Cari fratelli e sorelle che non ho mai visto né conosciuto,
grazie a tutti! Sono grato a Dio. Ho sentito il Suo e il vostro amore.

Anche se non ci siamo mai incontrati, mi sembra di conoscervi in Cristo da molto tempo. Poiché Dio ci ha scelti, siamo diventati fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

Rendo grazie a Dio. Ringrazio Dio per avermi chiamato a fare la Sua volontà e a incontrarmi con [nome omesso per motivi di sicurezza] in modo da poter cooperare insieme nel nostro ministero. Ringrazio il Signore per tutto quello che ha fatto. Il vostro amorevole sostegno mi ha aiutato a liberarmi dai miei fardelli e sono molto grato di poter continuare a svolgere l’opera che Egli vuole compiere attraverso di me.

Ho tanti motivi di ringraziamento ma non riesco esprimere tutta la mia gratitudine a parole, né con carta e penna. Tuttavia, vorrei ripagarvi facendo tutto il possibile per svolgere il ministero che Dio mi ha affidato.

Infine, vi esprimo la mia gratitudine attraverso questo verso, che si trova in 3 Giovanni 1:2: “Carissimo, io prego che in ogni cosa tu prosperi e goda buona salute, come prospera l’anima tua”.

Grazie a tutti voi.

Vostro fratello in Cristo,
Hoon*.


Tutti i cristiani nordcoreani sono soggetti a persecuzione estrema da parte del regime totalitario del loro Paese. Da diversi anni la regione confinante con la Cina viene considerata una “zona calda” per il costante flusso di disertori, ma le recenti azioni per rafforzare il confine hanno reso ancora più ardua la fuga dalla Corea del Nord.

Attraverso reti nascoste al di fuori dalla nazione, i partner di Porte Aperte stanno aiutando circa 100.000 cristiani nordcoreani con forniture di cibo e beni di prima necessità, riparo e discepolato presso le case sicure in Cina, nonché formazione spirituale attraverso trasmissioni radio che arrivano in Corea del Nord da oltre confine.

https://www.porteaperteitalia.org/corea-del-nord-una-lettera-dalle-case-sicure/

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