“Il diavolo mi sussurrava ucciditi…”, la Testimonianza di Maria Rosaria

Il diavolo mi sussurrava ucciditi, ma Gesù mi prese fra le Sue braccia.

Sono nata e cresciuta in un famiglia Cattolica. Fin da piccola mia madre mi portava dalle suore e quando percorrevamo quella strada il mio cuore si stringeva in petto. Arrivate al convento ci veniva ad aprire una suora, che mi prendeva per mano e mi portava nelle stanze dove poi avrei trascorso gran parte della mia giornata. Sentivo quel portone chiudersi alle mie spalle, e sentivo dentro di me il desiderio di andare via. La domenica era d’obbligo andare in chiesa e confessarsi; e ad essere puntuale. Poi c’era la messa per gli adulti di cui mia madre era assidua frequentatrice, quindi se avessi marinato l’appuntamento con la confessione, ne sarebbe venuta subito a conoscenza per poi farmi il terzo grado appena rientrata a casa. “Sei andata a messa Ti sei confessata?” Io le dicevo di aver fatto tutto, ma non volevo raccontare gli affari miei al sacerdote, specialmente se si trattava della mia intimità. Poi non sopportavo di dire all’infinito tutte quelle preghiere ripetute ed insegnate a memoria, ma le dicevo ugualmente per paura che Dio non mi perdonasse.

Negli anni a venire ero assidua nel praticare, facevo fioretti, andavo ai santuari, recitavo il rosario e cercavo, a modo mio, di compiacere il Signore e tutti i santi. Ad un certo punto della mia vita iniziai a farmi tante domande: perché ero nata se poi dovevo morire? Qual era lo scopo della mia esistenza? Non avevo una risposta, e tutto questo creava in me un interesse insistente di sapere, volevo tutte queste cose che questo mondo reale non mi dava. Così iniziai ad essere attratta dalle cose occulte, compravo libri dei sogni per sapere l’interpretazioni dei sogni, il libro degli oroscopi e mi rivolgevo ai cartomanti, alle indovine, la maggior parte delle quali, erano ciarlatane. Però una volta fui contattata da una sensitiva della Sardegna che io non conoscevo e che non avevo mai vista in vita mia.

Mio fratello aveva uno sgabuzzino di riviste e libri sull’occulto, lo affascinava. Anch’io ne fui attratta, ma non mi addentrai così tanto. Era solo per cercare di ricevere qualche risposta della mia esistenza; non sapendo che tutto ciò mi stava portando alla deriva. Fu il periodo più brutto della mia vita perché nonostante non mi fossi addentrata del tutto, ebbi delle esperienze orribili. L’avversario la notte veniva a farmi visita cercando di soffocarmi nel mio letto, mi paralizzava e non potevo parlare e nemmeno urlare; di giorno sentivo una voce sussurrare al mio orecchio il mio nome, era diventato una persecuzione, mia madre fece venire a casa un monaco. Il convento distava poco da casa mia, a mia sorpresa, il monaco disse a mia madre che non doveva preoccuparsi. Noi siamo invasi da anime, la notte sono intorno a noi. Rimasi pietrificata da quelle parole e ad un certo punto volevo farla finita, pensavo seriamente al suicidio. Abitavo al sesto piano e il nemico mi sussurrava di gettarmi di sotto: “In un attimo non sentirai niente e nessuno ti piangerà perché sei una fallita, è meglio se muori tanto pure devi morire un giorno prima o poi, che scopo hai?” Quelle parole mi iniziavano ad accarezzare la mente; ero sempre più convinta ma non ebbi il coraggio di farlo. Per lungo tempo entravo ed uscivo dal balcone senza avere mai il coraggio, trascorrendo mesi e anni a ripeter sempre questo gesto. Allora escogitai un altro modo di togliermi la vita. Mi imbottii di pillole , facendo un cocktail e lo bevvi, aspettavo, ma non successe nulla. All’improvviso un rumore assordante. Era il 23 novembre del 1980. A Napoli venne un forte terremoto, ma non mi resi subito conto di cosa stesse succedendo. Io non so perché non mi accadde niente, ma sono sicura che Gesù nella Sua infinita misericordia mise la Sua mano di Grazia.

Una notte vidi una figura di uomo grosso con una grossa testa che mi fissava, era orribile. Lo dissi ai miei genitori, e, poiché le sue visite erano continue, papà decise di andare a dormire giù nel retro bottega del nostro negozio. Ma anche lì si manifestò. Mia sorella la più piccola lo vide, mentre mio padre stringendomi a lui mi disse che era solo un brutto sogno. Poi quando tutto passò, quando mi sposai mi sussurrò all’orecchio: “Quel giorno anch’io lo vidi a quell’essere infernale”

Andando avanti con gli anni, abbandonai quei pensieri e il diavolo non mi perseguitò più. Conobbi mio marito e ci sposammo. Continuai ad andare ai santuari ero molto devota e praticante. Quando mi sposai iniziarono i primi problemi, le prime incomprensioni, i primi fallimenti. Dietro ad una amara delusione di mio marito caddi in una profonda depressione. Non avevo più interesse per niente, così mia cognata veniva a farmi visita spesso e mi parlava di Gesù. Io l’ascoltavo e le facevo tante domande e lei mi parlava della Bibbia, un libro a me sconosciuto. Il suo modo di parlare mi incuriosiva e iniziarono i primi dubbi. Cercavo di contrastare quello che mi diceva perché non potevo accettare che in tanti anni della mia vita avevo sbagliato tutto; non riuscivo a farmene una ragione; digiuni, fioretti, pellegrinaggi e non so quanti rosari avrò recitato e ora mi stavano dicendo che non erano serviti a niente? Così mi chiusi nella mia stanza, piansi tanto e analizzai come il modo in cui avevo vissuto i miei anni fino a quel momento, e gridai dentro di me con tutto il cuore e con tutto il mio dolore e la mia delusione per quella rivelazione: “Signore, se è vero tutto ciò che mi è stato rivelato e tu sei veramente un Dio che ascolta e che da la pace e trasformi la vita a chi ti cerca, io sono qui! Entra nella mia vita, resta con me e fa che non torni mai più indietro.” All’improvviso una pace invase il mio essere, mi sentii leggera, e con una gioia indescrivibile. Una corrente invase tutto il mio essere… era bellissimo sentire la presenza di Gesù entrare nel mo spirito (Auguro a chi non ha fatto un’esperienza del genere, di inginocchiarsi e chiedere a Gesù di entrare per mezzo del Suo Spirito dentro al suo cuore). Senza indugiare tanto andai in una comunità evangelica di cui mia cognata mi aveva tanto parlato. Mi sembrava di vivere in paradiso, tutto mi era chiaro adesso, mi sentivo rinata.

Un giorno mia sorella mi chiamò per andare a casa di mamma, dove viveva insieme a lei. Mi ero appena convertita a Cristo, e fui liberata da tutti quei pensieri diabolici. Già nel salire le scale iniziai a prevedere quello che mia sorella mi voleva dire. Infatti mi disse che lei aveva preso la Bibbia per leggerla, quando sentii una forza sovrannaturale che gliela strappò dalle mani. Poi il diavolo prese mia sorella e la strattonò come se fosse una bambola. Mia sorella mi chiese aiuto e così chiamai il pastore.

Mia sorella crescendo frequentava locali strani, beveva e si divertiva in tanti modi che non so esattamente, ma lei era posseduta da spiriti maligni. Cosi la convinsi a venire con me dal pastore della chiesa che frequentavo, per pregare con lui per la sua liberazione. Arrivati a casa del pastore, mentre salivo le scale con mia sorella, la vidi strana, il suo volto cambiò ed iniziò a scivolarmi dalle mani, non riuscendo più a trattenerla . Il pastore uscì dalla porta e si trovò a lottare con i dèmoni che mia sorella aveva nel suo spirito. Iniziò a insultare il pastore, a sputargli in faccia, si contorceva e bestemmiava, ma il pastore fu fermo e si rimetteva a Dio in preghiera, mentre ordinava agli spiriti maligni di uscire da lei. La riportai a casa e le misi un crocifisso con una catenina al collo. Era un regalo che mia madre aveva fatto a me tempo prima. Ero ancora ingenua nella fede e non comprendevo ancora tante cose. Dopo capii che Dio lo dovevo pregare in Spirito e verità. La catenina iniziò a puzzare di zolfo, tanto che decisi di gettarla via. Così la portammo in chiesa dove il pastore e gli anziani vollero pregare per lei. Anche qui ci fu un’altra manifestazione degli spiriti malvagi. Mia sorella schiumava e strisciava come un serpente. Il pastore gli disse: “Quanti ne siete?”. Risposero: “Tanti” – mentre mia sorella si dimenava da una parte e dall’altra della chiesa. Mia sorella fu liberata e battezzata di Spirito Santo. Lei si era spinta oltre il confine che divide il bene dal male. A me non si intromisero gli spiriti maligni ma per anni fui perseguita.

Poi ci sono stai momenti di prove che non mancano mai. Dopo pochi mesi che vidi la liberazione di mia sorella dai dèmoni, dopo un breve tempo stetti male io e dovevo subire un operazione alla cervicale, allora i miei figli erano piccoli e non volevo operarmi. Un giorno il pastore della mia comunità venne a farmi visita e mi disse che se avessi avuto fede, il Signore mi avrebbe guarita. A quelle parole rimasi stupita e gli dissi: “Veramente fratello se prego e chiedo, Dio interverrà? È così semplice?” – “Certo” – rispose. La gioia ritornò in me, pregai e fui guarita. Dopo dieci anni stetti malissimo, questa volta era il midollo spinale. L’ortopedico mi disse che ero peggiorata. Con me c’erano anche i miei genitori, e le prime parole di mia madre furono: “Tu avevi detto che Gesù ti aveva guarita, come mai il dottore dice che sei peggiorata?”. Nonostante i miei sapessero di tutti i mali con cui il diavolo ci aveva afflitto, continuavano a non credere in Cristo. A quelle parole presi coraggio e forza e risposi: “Se Gesù mi ha guarita dieci anni fa lo farà anche adesso!”. Dentro mi sentivo morire, ma non volevo farlo capire a loro. Ma quando restai sola piansi tanto, quei dolori erano fortissimi sentivo il mio corpo dividersi a metà; l’unica alternativa era operarmi ma non volevo, non potevo credere che in tutti quegli anni avevo testimoniato della mia guarigione invano, non l’accettavo. Così misi al corrente il pastore di quello che i medici mi avevano detto; che se non mi fossi operata, sarei rimasta su una sedia a rotelle, visto che ero peggiorata. Lui con tanta franchezza mi disse: “Tu pensi che Dio in questi anni per te non abbia fatto nulla ?” “Certo che si, ma qui le carte parlano chiaro però!”. – “va bene se pensi che non abbia fatto niente ti indico un bravo medico a Roma”. Ci salutammo ma piansi, dissi: “Signore io non ho quella fede che tu richiedi, aiutami”… E così decisi di non operarmi. Oggi, a distanza di anni, ringraziando il Signore, quei dolori sono spariti, cammino e sono felice. Grazie alla mia testimonianza si sono convertiti mio marito e mia figlia, mio figlio viene ma deve ancora dare il cuore a Cristo. Gesù mi ha liberata, guarita, amata e a dato gioia al mio cuore. Gesù é meraviglioso, prima volevo morire mi lamentavo di tutto, ora invece voglio vivere!! Ringrazio Dio per ogni cosa, mi sento amata, protetta, trasformata, restaura in Lui. Gesù è il mio bene assoluto.

Dio ci benedica.

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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