MEDAGLIA D’ORO

di Agostino Masdea – Mentre scrivo questa meditazione sono in corso i campionati europei. Ad oggi l’Italia si è comportata molto bene vincendo molte medaglie. Quando un atleta italiano è impegnato nella sua disciplina, tutti facciamo il tifo per lui o per lei, e se poi sale sul podio, che si tratti di una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo, siamo contenti ed è sempre una bella soddisfazione. Rimango un po’ dispiaciuto quando vedo atleti che per mesi e mesi si sono duramente allenati, hanno fatto tanti sacrifici e poi per un banale errore non riescono a concludere la loro prova o vengono squalificati.

Quando l’apostolo Paolo scrive questa seconda lettera a Timoteo, che era un suo figlio spirituale, è ormai vicino alla fine del suo pellegrinaggio su questa terra. Guardando indietro paragona la sua vita, usando una terminologia sportiva alla corsa di un atleta o al match di un pugile: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede” 2 Timoteo 4:7

Poi dichiara la sua certezza che il “Giudice di gara” sta per consegnargli il premio: la corona di giustizia. Ai suoi tempi gli atleti non ricevevano medaglie ma corone di alloro. Oggi direbbe “la medaglia d’oro” che il Signore stesso metterà intorno al mio collo quando sarò davanti a Lui”. Non è un premio solo per Paolo, ma per “tutti quelli che avranno amato la sua apparizione”.     

È una parola di incoraggiamento per tutti noi sapere che un giorno saremo coronati, ma perché questo sia possibile dobbiamo, come Paolo, rimanere fedeli fino alla fine. “Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita”. Apocalisse 2:10

Guardando la gioia dei vincitori che salgono sul podio possiamo immaginare quanto più grande sarà la nostra quando il Re dei re porrà quella corona sul nostro capo!

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