Niger: sette chiese incendiate per protesta Charlie Hebdo e missionari evangelici barricati in casa

IMG-20150118-WA0007Sono sette le chiese protestanti incendiate in Niger, a causate dalle nuove caricature su Maometto da parte della rivista satirica Charlie Hebdo“, e una coppia di missionari evangelici siciliani e barricata in casa con alcuni pastori evangelici  temendo ripercussioni.

Tra gli edifici religiosi attaccati, ci sarebbe anche la più grande struttura protestante della capitale. Scontri nella capitale Niamey, con centinaia di persone in strada a gridare “abbasso la Francia, abbasso Charlie”. In totale sarebbero sette i luoghi di culto assaltati: due a Zinder, nel sud del Paese, dove gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza “iniziati venerdì” avrebbero causato cinque morti e una cinquantina di feriti, altri due, sabato mattina nella capitale, al termine della preghiera nella principale moschea della città. E poi ancora a Maradi, località situata a 600 chilometri da Niamey, e a Gouré, nell’est.

Sicuramente avrete appreso che, da qualche giorno, anche i missionari italiani che lavorano i Niger rischiano la vita per i disordini che si stanno verificando per l’ondata di violenza alimentata dagli islamici integralisti. Solo a Niamey dieci locali di culto delle Assemblee di Dio sono stati bruciati, comprese anche le case pastorali. Tra gli edifici religiosi attaccati, c’è anche la più grande chiesa protestante della capitale, nelle altre parti del paese altri luoghi di culto cristiano sono state date alle fiamme. La nostra coppia di missionari, Davide e Sara Valentino (già pastore e consorte al servizio di Dio per quattro anni a Sant’Agata Militello-ME) con i loro bambini sono barricati in casa e l’ambasciata italiana ha detto loro di non uscire per nessun motivo fino a nuovo ordine. Stanno anche ospitando due famiglie di pastori che sono rimasti senza casa nella loro abitazione.

Il governo del Niger ha vietato la vendita del settimanale Charlie Hebdo ma questa misura non sembra per ora sufficiente a placare la rabbia in un Paese che, come Ciad e Camerun, confina con la regione nord-orientale della Nigeria in mano ai fondamentalisti islamici di Boko Haram.

Proteste anche a Istanbul, in Turchia, dove, davanti alla moschea del quartiere di Fatih, un centinaio di manifestanti ha reso «omaggio» ai fratelli terroristi al grido di: «Siamo tutti Kouachi». A organizzare la manifestazione è stata la Piattaforma dei fratelli del profeta, un’organizzazione islamista radicale accusata di legami con al-Qaeda. I manifestanti, che erano riuniti in una preghiera funebre e scandendo «Dio è grande», sono stati dispersi dalla polizia turca.

 A Tutti voi chiediamo di unirvi con noi in preghiera.

Isacco Provenzano – notiziecristiane.com

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