Nuovo massacro di civili in Siria: Si parla di 150 morti, donne e bambini compresi lo riferisce la Coalizione nazionale siriana. Ma l’Osservatorio per i diritti umani, afferma di “aver identificato 62 cittadini con nome, foto o video, tra cui 14 bambini“. In entrambi i casi viene puntato il dito contro le forze governative di Bashar al-Assad, che intanto è tornato a farsi vedere in pubblico.Nuova strage di civili in Siria. Decine di persone, tra cui donne e bambini, sono state trucidate nelle zone costiere nel centro del Paese, tra le città di Banyas e del villaggio di Baida. Il bilancio, ancora non definitivo, dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, parla di almeno 60 vittime, tutte civili; ma secondo altre fonti, il numero dei morti potrebbe essere tre volte maggiore.In una allarmata nota di condanna la Farnesina dichiara che “i massacri perpetrati contro civili a Banyas suscitano orrore, e testimoniano in termini drammatici il livello di violenza raggiunto dal conflitto in Siria, che continua a mietere vittime innocenti, anche fra le donne e i bambini”. “I costi umanitari di una spirale di violenza della quale il regime è responsabile – si sottolinea – hanno assunto proporzioni intollerabili”.
Intanto fonti israeliane citate dal quotidiano Haaretz hanno confermato il raid aereo compiuto nella notte fra giovedì e venerdì: è stato bombardato un carico di missili sofisticati diretti probabilmente verso il Libano. La notizia, anticipata dalla Cnn, era stata smentita dall’ambasciatore siriano all’Onu. Secondo la Cnn, l’aviazione israeliana avrebbe condotto il raid senza violare lo spazio aereo siriano.
Il timore d’Israele riguarda il possibile passaggio di armi di alta precisione dall’arsenale delle forze di Damasco a quello delle milizie sciite libanesi di Hezbollah – alleate dell’Iran e del regime di Assad, ma nemiche giurate dello Stato ebraico – oltre che l’eventuale rafforzamento di gruppi jihadisti filo al-Qaida nelle file degli insorti siriani.
Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ribadito che un intervento militare non sarebbe un bene né per la Siria né per gli Usa. Ha comunque ricordato che qualora venisse dimostrato in maniera inconfutabile l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime, gli Stati Uniti sarebbero obbligati a cambiare “drasticamente” la loro posizione.
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