Siamo tutti personaggi pubblici! E tu ci pensi quanti anni di vita ti rimangono?!

Pierluigi-Bersani111Chi di voi non è rimasto turbato delle vicende apprese in TV dei due personaggi pubblici del calibro di Michael Schumacher  e di Pierluigi Bersani. Apparentemente i due non hanno nulla in comune, a parte il colore rosso che li accomuna. In queste ore entrambi stanno lottando fra la vita e la morte per rimanere in vita… e chissà se i due, si sono posti mai la domanda sui loro anni di vita trascorsi e su quelli che gli rimanevano da vivere.  A tal proposito mi viene in mente la frase di una mia cara amica che non è nella fede, che dice:  “…Ma loro hanno una vita frenetica, noi neanche in 10 vite faremmo quello che fanno loro!“. La mia risposta è sempre la solita: “…Grazie a Dio sono contento della mia vita e non la cambierei con nessun’altra, sebbene non conosco gli anni di vita che mi rimangono da vivere.”

E tu ci pensi ai tuoi anni di vita trascorsi e a quanti anni di vita ti rimangono? Questa domanda, che ritroviamo nella Bibbia si trova nel secondo libro di Samuele 19:34, viene dalla bocca di Barzillai, uno dei più fedeli amici del re Davide. Sebbene questa domanda sia stata posta diverse migliaia di anni or sono, essa rimane rilevante anche oggi. E’ una domanda che faresti bene a porti anche tu, caro lettore: «Quanti anni di vita mi rimangono?». Nel contesto biblico, chi si pose questa domanda, fu un uomo anziano di circa ottanta anni e certamente per lui era una domanda ancor più appropriata. Ma essa è appropriata anche per ognuno di noi: non importa quanti anni abbiamo, perché nessuno sa minimamente quanto dovrà vivere sulla terra. La lunghezza della vita varia da uno all’altro, come bene mostrano le statistiche. La morte fa visita ad ogni membro del genere umano indipendentemente dall’età, dall’infanzia alle fasi più avanzate della vita. Quindi, dato che la lunghezza della tua vita è assolutamente incerta, è appropriato che tu ti ponga in questo stesso attimo la domanda: «Quanti anni di vita mi rimangono?»

Trattasi, inoltre, di una domanda giustamente allarmante. Dato che non puoi sapere quale sarà la lunghezza della tua vita, dovresti essere giustamente allarmato perché, se essa dovesse finire improvvisamente, potresti considerarti preparato? Sì, perché la morte significa l’entrata della tua persona in una diversa dimensione dell’esistenza. E’ assolutamente chiaro, infatti, che, secondo la Bibbia, per quanto a lungo una persona possa vivere, il termine della vita su questa terra non porta a termine la sua esistenza. Infatti la Bibbia afferma: «…è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio» (Ebrei 9:27). Quindi alla morte segue un giudizio nel quale noi continuiamo in qualche modo un’esistenza consapevole. Dove? O nella condizione che noi chiamiamo “il paradiso” oppure in quella definita “inferno”. Da che dipende? Da te personalmente… se oggi vivi ignorando Dio e contravvenendo alle Sue leggi, il che la Bibbia chiama “peccato”, trascurando la tua anima ed essendo, secondo il linguaggio della Bibbia, un “peccatore”, dovresti molto realisticamente essere allarmato, perché la morte ti potrebbe precipitare inaspettatamente nei tormenti dell’inferno.

Nell’Evangelo di Luca 16:22-23 leggiamo: «…morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell’Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide…». Alla luce di questi fatti, è bene prendere questa domanda molto seriamente. Essa è intesa a farti prendere viva coscienza della necessità di prepararsi per l’eternità. Dato che non sai quanto a lungo dovrai vivere e dato che potresti in questo momento essere senza Cristo (l’unica nostra speranza di salvezza), è essenziale che tu faccia diversi passi per prepararti ad incontrare Dio. Quali sono?

Per cominciare RICONOSCI che esiste UNA SOLA VIA CHE CONDUCE ALLA SALVEZZA. Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Inoltre devi SAPERE che V’E’ SOLO UN MEZZO PER ACCEDERE A QUELL’UNICA VIA DI SALVEZZAcome dice chiaramente in Efesini 2:8-9: «…è per grazia che siete stati salvati, mediante LA FEDE; e ciò non viene da voi; ma è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti». E’ chiaro, quindi, che i peccatori sono salvati mediante la fede. «LA TUA FEDE TI HA SALVATO» (Luca 18:42).

Allora potrai chiedermi: “Che cos’è questa fede che salva?” Una fede che salva è quella di colui o colei che è persuaso di essere colpevole davanti a Dio e meritevole solo di condanna, come pure della sua incapacità a salvarsi da sé stesso. L’Apostolo Paolo dichiara: «Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a Lui» (Romani 3:9 e 20). Ora, fin tanto che non prendi coscienza di essere colpevole davanti a Dio e di non essere assolutamente in grado di salvarti da solo, non potrai essere salvato da Lui, perché Gesù disse: «IO non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori» (Marco 2:17).

Infine, devi credere che Dio ha provveduto alla tua salvezza per mezzo del Suo Figliuolo Gesù, inviato nel mondo. Nell’epistola ai Galati 4:4-5 leggiamo: «…quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò il Suo Figlio per riscattare quelli che erano sotto la legge». La fede salvifica, quindi, crede che solo Gesù di Nazareth è il Salvatore promesso. «Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sè stesso come prezzo di riscatto per tutti» (1°Timoteo 2:5-6). Quindi è sufficiente che tu «creda nel Signore Gesù e sarai salvato con la tua famiglia» (Atti degli Apostoli 16:31).

Pertanto oggi, caro visitatore, ti esorto in questo: non importa quanto sarà lunga la tua vita, se vuoi essere salvato dal peccato, dall’ira di Dio che verrà, e dall’inferno «cerca il SIGNORE, mentre sei in vita e lo puoi trovare; invocalo quest’oggi che ti è vicino».

Fonte: http://www.fontedivita.it/

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