Conversione di Carlo Mirabelli, boss della Ndrangheta

giuseppe_prioloQuando uscii dal carcere dissi a mia moglie: “Senti Rina, noi staremo assieme quaranta giorni perché poi dovrò ammazzare tutta questa gente che ha cercato di farmi morire in galera. Sono ventisette dei nomi i più importanti e li ho scritti su un foglio che porto in tasca. Questi devono morire!”. Andai a salutare mio fratello a Crotone perché gli volevo bene: ormai erano trentanove giorni che ero in libertà provvisoria e il giorno dopo avrei dovuto buttarmi latitante. Dovevo andare a fare quelle azioni criminali che avevo programmato. Quando andai da mio fratello lui usciva di casa con una Bibbia in mano. Gli dissi: “Sei un vigliacco! Non ti vergogni? Tu hai un libro in mano, io invece ho questa!” – mi sbottonai il giubbotto antiproiettile e estrassi la mia pistola, una colt 45 – “Vieni con me ad ammazzare questa gente che ha fatto soffrire la nostra famiglia!” – Lui, con le lacrime agli occhi, mi rispose: “Quella pistola può ammazzare la gente ma questa” – e mostrò la Bibbia” – “ammazza l’ anima di chi non l’ha accetta.”.

A me le sue parole non mi sfiorarono proprio ma volevo bene a mio fratello e poichè lui aveva preferito andare al culto, invece che restare a casa andai con lui nella chiesa evangelica. Arrivati davanti alla porta non me la sentii di portare l’arma con me e la lasciai nella macchina, sotto il sediolino. Entrai e per la prima volta in vita mia si presentò una scena inedita: 400 o 500 persone con le mani alzate che cantava un cantico al Signore.
“I miei anni più belli voglio spender per te per te mio Signore che moristi per me…”

Io dentro di me pensavo: “Questa gente è pazza! Ma che sta dicendo? A chi si rivolge?”

Io avevo un programma, ero “io”, avevo uomini fuori che mi aspettavano. Poi mi guardavo intorno e non vedevo statue, non vedevo immagini o figure; non vedevo niente però sentivo che in quel locale c’era una forte potenza, una presenza viva di quell’essere che loro invocavano e che io non conoscevo. Fino al punto che ebbi una crisi di coscienza e strinsi le mani alzai la faccia in aria e dissi gridando silenziosamente: “Se tu esisti, stasera fatti vedere a me.”.

Io pensavo che Dio si facesse vedere come mi avevano raccontato nella religione cattolica, come una specie di angioletto che volava perimetrato e finito; e invece mi si presentò una figura bellissima: una nuvola a forma di uovo (se era realmente una nuvola non lo so) ma fatto sta che era lì nella chiesa. Qualcuno potrebbe dire che ero preso dall’emozione, dalla motività o che ero in estasi, ma non lo ero; io ero scettico, non credevo. Nel frattempo la chiesa glorificava Iddio gridando il Suo nome; c’era un vociario enorme ma al di sopra di tutte le voci io sentii un’altra voce che mi disse: “La tua giustizia è come un panno sporco davanti a me!”. Allora io gli risposi: “Signore, non è giusto che io mi vendico!?”. Resistevo: “Io sono un uomo importante, sono arrivato su un piedistallo. Poi i miei uomini che diranno? Penseranno che sono un vigliacco se ti accetto nella mia vita perciò io non posso”. In quel momento, mentre ragionavo, ero in piedi: incominciai a sentire la Sua presenza nella mia vita per la prima volta; ho sentito come due mani sulle spalle che mi spingessero verso il basso. Mi son detto questi: “Saranno loro, gli evangelisti!” ma mi giro sulla destra e vedo che mio fratello che aveva gli occhi chiusi e gridava: “Signore, salvalo!!” e piangeva; mi giro sulla sinistra e c’era un altro fratello che diceva: “Signore, compi quest’opera!”.

Allora pensai: “Le mani ci sono, ma allora di chi sono?”. Dietro non c’era nessuno. Sentivo una presenza enorme ed allora non c’è la feci più: caddi sulle ginocchia e dissi, per la prima volta in vita mia: “Signore, sei più forte di me; fai di me quello che vuoi!”. Così cambio la mia vita in quell’attimo e accettai Gesù Cristo come mio Salvatore e Signore.

A Dio sia la lode Amen

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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